Una storia vera per far comprendere e per risvegliare il cuore, se possibile

Una storia vera per far comprendere e per risvegliare il cuore, se possibile

Nei piccoli paesini le voci girano velocemente, nulla può restare nell’ombra a lungo.
Poco tempo fa mi è stata raccontata una storia che mi ha addolorato, non poco.
Di fronte a queste situazioni, una persona sensibile non può restare indifferente, allo stesso tempo si sente sgomenta, attonita, resta senza parole, non trova risposte alle domande che il suo cuore si pone.
Condivido il racconto con chi desidera leggerlo, con la speranza che possa risvegliare un poco di sensibilità, che possa aiutare le persone ad acquisire maggiore consapevolezza.

Il racconto

In una delle molte frazioni del nostro paesino montano immerso nel verde, nella tranquillità, ossigenato da aria salubre, irrigato da leggere e fresche acque, c’è una fattoria che si prende cura di alcuni cavalli e ospita alcuni altri animali.
Qualche tempo fa approdarono alla fattoria, non si sa come, tre cuccioli di cinghiale rimasti orfani a causa dei cacciatori della zona.
I fattori li ospitarono e si presero cura di loro, allattandoli col biberon, accudendoli e proteggendoli dai predatori e dalle intemperie.
I tre piccoli suidi fecero ben presto amicizia con cane molto socievole e affettuoso, iniziarono a giocare con lui. Divennero inseparabili.
Ovviamente i massari informarono le autorità competenti, in rispetto alle leggi vigenti. Alcuni esperti li misero al corrente che, non appena cresciuti, i tre fratellini avrebbero spontaneamente abbandonato la fattoria per dimorare nei boschi, loro habitat naturale.

E così accadde: i tre piccoli cinghiali ormai cresciutelli, un triste giorno si diedero alla macchia.
Triste giorno per chi li aveva accuditi con amore e ne aveva ricevuto in cambio molta gioia e gratitudine.
Triste giorno per il bel cagnone amico.
Triste giorno per il vuoto improvviso, non facile da accettare, ma alleviato dalla consapevolezza di aver aiutato tre orfani soli e indifesi, salvandoli da morte certa.

Dopo qualche tempo venne riaperta, come ogni anno, la sciagurata stagione della caccia, e i soliti uomini armati in cerca di prede indifese iniziarono le loro battute assassine nella selva.
Un gruppetto di predatori a due zampe armati di fucili, venne a trovarsi nei pressi della fattoria e avvistò tre giovani cinghiali nel prato soprastante.
Ai cacciatori non parve vero di trovarsi di fronte a cotanta abbondanza; pregustavano un ricco bottino di carne e sangue sufficiente a placare la loro bramosia di morte altrui.
Nel mentre, il cane della fattoria arrivò scodinzolando e vide i tre cinghiali che si avvicinano a lui; lo avevano riconosciuto, avevano ritrovato il loro compagno di giochi, con il quale avevano condiviso la casa e il cibo per lungo tempo. Così, furono spinti ad avvicinarsi a lui per salutarlo e giocare ancora con il loro grande amico.
I freddi umani predatori, vista la scena attraverso il filtro delle loro menti oscurate dal demone del macello, pensarono che i cinghiali volessero attaccare il cane; senza riflettere un solo istante essi aprirono il fuoco abbattendo impietosamente i tre cinghialotti.

Ah … se soltanto avessero avuto l’intelligenza di comprendere gli atteggiamenti, di guardare con attenzione, di cogliere il gioco: essi avrebbero riconosciuto i tre cinghiali ed avrebbero intuito le loro vere intenzioni. La storia del cane e dei tre cinghiali la conoscevano bene.

Non ero presente al dramma. L’unica cosa che vedo dentro di me è l’agghiacciante epilogo, gli occhi dei quattro animali: occhi dolci, innocenti, impauriti che chiedono “Perché?”.

La risposta non l’avranno mai.

I poveri animali non sapranno mai che i loro corpi sono stati fatti a pezzi, cucinati e dati in pasto all’ingordigia di golosi commensali impegnati a ingurgitare bocconi abitudinari, a complimentarsi con le arti culinarie del cuciniere, e con la perizia balistica dei cacciatori; commensali completamente ignari di riempire le loro viscere con i poveri resti di esseri senzienti che senza colpa alcuna, come milioni e milioni di loro fratelli di ogni genere e specie, vengono immolati quotidianamente sull’altare della pochezza umana.

diinabandhu sevananda, 22/09/2019

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Steve Cutts e la (d)istruttiva storia dell’uomo, terribile predatore.

Steve Cutts è un illustratore e animatore Londinese. Le sue opere rappresentano satiricamente gli eccessi della società moderna. Prima di diventare un libero professionista nel 2012, Cutts ha lavorato come illustratore per l’agenzia creativa di Londra Glue Isobar. Ha lavorato su progetti digitali per varie aziende tra cui la Coca-Cola, Google, Sony e Toyota.

Nel 2012, Cutts ha creato il suo film più famoso, MAN, che sensibilizza alle tematiche ambientaliste e dei diritti degli animali. Creato con Adobe Flash e After Effects, Cutts descrive il film come “guardando la relazione tra gli uomini e il mondo naturale”. Il video ha oltre 20 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Un video molto interessante, correlato all’argomento

Cowspiracy Documentario di Kip Andersen (sub ita)

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