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Sri Bhagavan: riguardo alla paura della morte e alla solitudine

 

Perché abbiamo paura della morte?
Traduzione di Miro Alvisi

E’ perché l’io, così come lo conoscete, si estinguerà.

Voi vedete la morte come la fine del vostro futuro psicologico e delle vostre aspirazioni.
Ne avete paura perché l’avete tradotta come la separazione dalla vostra identità in relazione alla proprietà, alle altre persone, ai vostri scopi; cioè da tutto ciò che siete, che siete stati, che volete essere.
La paura della morte è parte della struttura psicologica di ogni essere umano.
La presenza della morte proietta un’ombra su ogni momento della vita; ogni ruga sulla vostra pelle, ogni ciocca di capelli grigi, ogni conversazione affaticata, vi ricorda la morte.
Morte di cosa? Di un sogno? Vi ricorda la spaventosa possibilità di una relazione che potrebbe finire, di una posizione acquisita che potrebbe dissolversi o di una qualche sicurezza che potrebbe essere disturbata.
Ma potete separare la morte dalla vita? Sia quando qualcosa nasce, come in ogni momento in cui qualcosa si estingue, la bellezza della vita ha come compagna costante la morte.
E’ nell’unione della vita e della morte che si dispiega la bellezza dell’universo.
L’esperienza dell’eterno diventa possibile quando cessano tutte le divisioni tra ciò che è dentro e ciò che è fuori, tra il qui e il là, il materiale e lo spirituale, l’esistenza e la non esistenza.
Cos’è la solitudine?
La solitudine è la paura di non essere nessuno. Questa paura di non essere nessuno, di essere uno zero, non è forse simile alla morte?
Ora esaminiamo il processo della morte del corpo fisico.
La maggior parte delle persone temono i sintomi ed i fenomeni che accompagnano l’atto di morire, non la morte stessa. Come potreste avere paura di qualcosa che non avete mai conosciuto?
La morte è un’esperienza di libertà. Lo spirito libero dai limiti del corpo, si muove verso la luce. Sarete portati là, accompagnati da una musica celestiale.
Tutti i vostri antenati, i vostri parenti e amici saranno là ad accogliervi. Passerete attraverso un tunnel con il vostro corpo spirituale, attraverso vari mondi finché non giungerete alla luce, quella luce che è senziente e compassionevole.
Durante questo viaggio incontrerete tutti quelli che per molte vite hanno interpretato i ruoli di madri e padri, mariti e mogli, figli, amici e nemici.
Riconoscerete che siete esseri molto antichi dalle numerosissime esperienze e dalle innumerevoli personalità.
La vita, non importa come è stata vissuta, dal punto di vista dell’eternità, è un’esperienza spirituale.
La vita umana è la messa in atto di un’accordo sacro?
La vita umana è la messa in atto di un’accordo sacro. Non è qualcosa che accade per caso.
Ogni volta che avete incontrato la luce dopo una vita sulla terra, siete stati abbracciati da quella luce.
Siete stati immersi nell’amore incondizionato. Da questo luogo di amore avete riesaminato la vostra vita.
Non siete stati giudicati. Voi stessi vi siete giudicati. Avete giudicato voi stessi attraverso gli stessi standard secondo cui avete giudicato gli altri mentre eravate sulla terra.
Incapaci di perdonarvi per il dolore causato agli altri, avete cercato il pentimento. Incapaci di perdonare gli altri per il dolore che vi hanno inflitto, avete cercato la vendetta.
La forza del condizionamento e delle emozioni irrisolte vi ha perciò portati ad essere coinvolti nel ciclo della morte e della rinascita.
Progettate la vostra vita futura in funzione delle lezioni che avete bisogno di imparare e dei desideri (desideri intesi come oggetti del bramare) che volete appagare.
Il Divino esaudirà le vostre preghiere.
La vita è una nostra scelta, non una costrizione. Per interrompere il ciclo di nascita e morte, dovete adempiere ai termini dell’accordo sacro.
Dovete disimparare il dolore e l’odio. Imparare il perdono e l’amore.
La nostra vita individuale è una canzone della vita cosmica?
La vita è eterna. Tutto è sempre presente. La tua vita individuale non è nient’altro che una nota nella canzone della vita cosmica.
Non arrivate soli, non vivete soli e non ve ne andate soli.
Scendete come gruppi di anime per più vite, per imparare le vostre lezioni e per completare le vostre missioni.
Durante il vostro breve soggiorno sul pianeta Terra, per la vostra reciproca evoluzione, scegliete di incrociarvi gli uni con gli altri.
Per questo siete in debito verso i vostri antenati. Dovete loro la vostra vita e la vostra esistenza.
Il vostro benessere materiale ed emozionale è irrevocabilmente connesso con il benessere dei vostri antenati.
Come ogni uomo è indebitato con la terra che lo sostiene, con gli alberi che gli danno riparo e con la vita che lo supporta, anche voi siete indebitati verso i vostri antenati dal momento che è il loro sangue che scorre nelle vostre vene e sono i loro pensieri che fluiscono attraverso la vostra coscienza.
Dovreste esprimere loro la vostra gratitudine pregando per la loro Moksha (liberazione). I loro spiriti si eleveranno verso mondi superiori sulle ali delle benedizioni invocate dalle vostre preghiere.
Sri AmmaBhagavan Sharanam

 

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