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Oneness University, messaggio del 05/04/2016

Il mantra del video
Kayena Vaca Manasendriyairva   कायेन वाचा मनसेंद्रियैर्वा

Kaayena Vaacaa Manase[a-I]ndriyairvaa
Buddhy[i]-Aatmanaa Vaa Prakrteh Svabhaavaat
Karomi Yad-Yat-Sakalam Parasmai
Naaraayannayeti Samarpayaami

कायेन वाचा मनसेन्द्रियैर्वा
बुद्ध्यात्मना वा प्रकृतिस्वभावात्
करोमि यद्यत्सकलं परस्मै
नारायणयेति समर्पयामि

 

oneness-2016-04-05

Oneness University, messaggi quotidiani

Non esiste una verità ultima.
Sri Bhagavan, 5 aprile 2016

SRI BHAGAVAN – PERCHÉ NASCONO LE DOMANDE FONDAMENTALI?
Added by Oneness Maria on March 13, 2012 at 8:56am
Tratto dal Manuale del Diksha Giver di Mario Borrelli

Non esiste una verità ultima” 21-05-2013
Quando non c’è il divenire c’è pacificazione totale, e questa è Oneness” 20-06-2013
Il ‘diventare’ è il conflitto fondamentale” 28-07-2013

Sri AmmaBhagavan: «All’inizio non c’era la mente. Il bisogno di sopravvivenza ha creato la mente, come se tu dovessi sviluppare un combattimento o una risposta al combattimento allo scopo di sopravvivere, e hai bisogno di un computer per gestire questa cosa; quello è quando la mente emerge. E la mente allo scopo di sopravvivere deve continuare ad andare avanti ed è continuamente occupata nell’attività del diventare. Sono povero, devo diventare ricco; c’è il diventare. Non sono famoso, devo diventare famoso; c’è il diventare. Sono malato, devo diventare sano; c’è il diventare. Se non che in questo continuo lavorio, in questo continuo diventare, la mente collasserà. La mente è solo impegnata nell’attività del diventare. Quindi, ora, quando alcune cose non ti interessano, tu cominci a porti delle domande fondamentali, altrimenti la mente morirebbe. Tu sei costretto a porre delle domande dove non puoi trovare risposte. «Chi sono io?». Puoi realmente trovare una risposta a ciò attraverso la mente? Oppure, «Chi ha creato Dio? C’è Dio o no? Quando è cominciato questo Universo?» Quanto è grande l’Universo o chi ha creato Dio sono domande irrilevanti. Non ci sono risposte. Non esistono risposte. Ma per tutta la tua vita o per tuttele vostre vite continuate a cercare risposte. Cosa è accaduto al Buddha? Egli aveva tutto nella vita. Era un principe, aveva 750 danzatrici ad intrattenerlo, aveva tre palazzi e dopo che gli nacque il figlio se ne andò via e lasciò tutto. Lasciò tutto ed andò via in quanto per lui non c’era niente da ricercare. Dunque, la domanda fondamentale che si poneva il Buddha fu: «Qual’è la verità suprema?». E cosa scoprì Buddha? Egli scoprì che non esiste una tale verità suprema. Quella è stata la sua illuminazione. Pertanto, tu poni queste domande al fine di sopravvivere, per far sopravvivere la mente. Ad esempio, la domanda: «Chi sono io? Chi sei tu?». Qualcuno di voi si sarà chiesto a volte, «Chi sono io?» Siete forse l’Atman? Potrai trovare nelle scritture che sei l’Atman, che sei il solo Brahma; alcuni dicono di essere un tutt’uno con Dio, di vivere con Dio. Questo e quello. Ma, realmente, chi sei tu? Tu sei quella domanda. Quello è tutto. Ma ponendoti la domanda tu stai sopravvivendo, quello è tutto. Non ci sono risposte a queste domande. La domanda scomparirà. E quando la domanda scompare, tu scompari. Quello è tutto. Cosa accadde al Buddha quando la domanda scomparve? Qual è la verità suprema? Siddharta scomparve ed emerse Buddha. Venkataram da bambino si pose la domanda, «Chi sono io?». La domanda scomparve, Venkataram scomparve e rimase Ramana. Così è per tutti. Non c’è nessuna risposta a queste domande. Sono semplici giochi, trucchi della mente al fine di consentirle di sopravvivere. Questo bisogno di sopravvivenza porta a sentirti identificato con la mente. Ma ci sono persone che non fanno ricorso alla mente. La mente entra quando loro sono in silenzio, altrimenti non c’è la mente. Quando stai mangiando stai pensando a qualcos’altro. Quando stai mangiando dovresti mangiare. Quando stai bevendo dovresti bere. Quando ti stai relazionando a tua moglie devi solo relazionarti in quel momento senza pensare a quello che lei ha fatto ieri, a cosa farà domani. Sono giochi della mente, cosicché tu non ti relazioni affatto a tua moglie. Sei un bambino, non ti importa di nessuno perché la mente per tutto il tempo sta interferendo e distorcendo quello che sta accadendo. Le immagini stanno arrivando. Quando sei sposato da poco non ti vengono le immagini. Ma molto presto le immagini arrivano. Esse giungono dalla società, dai genitori, dappertutto e guardi tua moglie attraverso queste immagini. Una bella relazione spesso viene distrutta nel momento in cui ti sposi. La maggior parte di voi è consapevole di ciò ed ora mettete in questa cornice il suocero, la suocera ed arriva un’immagine totalmente diversa. Ed allora le persone non si relazionano più e le immagini cominciano a relazionarsi l’una con l’altra. Quando le immagini si relazionano non c’è vita lì. E non c’è vita in te. Tu stai vivendo? No. Tu stai solo cercando di esistere. Quello è tutto. Tu sei un artista nello scappare, voi tutti siete campioni nell’arte di gestire la sofferenza, cosicché abilmente gestite un po’ la famiglia, un po’ il denaro, un po’ la fama, un po’ questo, un po’ quello. Va bene, non sto dicendo di non fare queste cose. Dico esattamente di fare tutte queste cose. Non c’è nient’altro che tu possa fare. E questo è il modo di sfuggire qualsiasi cosa stia accadendo. Se stai bevendo il caffè questo è quello che sta accadendo in quel momento. Se non sfuggi da quell’atto pensando a qualcos’altro verrai a sapere cos’è veramente il divertirti nel bere un caffè. Allora sei uguale a Buddha. Quando a Buddha fu chiesto, dopo la sua illuminazione, come ti senti adesso? E Buddha disse: «Quando mangio un mandarino, mangio un mandarino». Quello era solo ciò che stava facendo, la mente era spenta. Solo le persone la cui mente è spenta, i cui pensieri sono cessati, solo loro possono dire: «Sto vivendo». Perché, cosa è un pensiero? I pensieri sono un fluire di memoria. E cos’è la memoria? La memoria è sempre di ieri. E cos’è ieri? È sempre qualcosa di morto. Questo fluisce attraverso di te. Questo è tutto. E se puoi morire al passato, quella è la vera morte, diventi vivo. Vivi il momento, mangi il peperoncino, la masala dosa, guardi un film, ti relazioni con tua moglie, qualsiasi attività tu stia svolgendo, sei veramente coinvolto in essa. Questo è quando inizi a vivere. Ma tu non vivi. Noi ti stiamo permettendo di sperimentando la realtà per quella che è. Quello è ciò in cui sei pienamente coinvolto come essere umano. Quello è lo scopo dell’esistenza, lo scopo del vivere. Ma tu stai vivendo solo perché hai paura di morire. Dentro in profondità c’è solo paura, strato su strato, c’è solo paura nel nucleo centrale del tuo essere. La paura nella quale la mente è proiettata e tutto il tempo stai scappando da essa, altrimenti non c’è significato del vivere. Ogni tuo perseguimento è uno scappare dal centro della paura e naturalmente come scapperai è determinato dal programma. Questo è tutto ciò che è la tua vita. Cosa stai provando a fare è il passare dall’esistere al vivere. Inizia a vivere come un essere umano felice. Se le persone al mondo son felici, il mondo sarà felice, vero? Può un essere umano felice far del male a qualcuno? Non può farlo. Solo un essere umano infelice che prova del dolore dentro di se può verosimilmente nuocere agli altri. Altrimenti, se sei felice, non puoi arrecare danno ad una altra persona se sei felice. E se tutte le persone del mondo sono felici, diventerà un mondo felice. E poi sarà il paradiso sulla terra. Ma siccome siamo scontenti (infelici), siamo infelici con nostra moglie, con i nostri bambini, con i nostri genitori, con i nostri amici, tutto questo, questa infelicità collettiva o violenza collettiva è quello che si manifesta nel mondo come terrorismo, guerra o altri conflitti. Non è che siano responsabili le nazioni o le politiche; no, questo avviene solo ad un livello superficiale. In profondità siamo noi i responsabili, in quanto siamo esseri umani infelici. Siamo essere in conflitto con noi stessi ed in conflitto con gli altri e quel conflitto si manifesta nel mondo esterno! Quindi finché noi come individui non trasformiamo noi stessi non c’è alcuna speranza per il genere umano. Abbiamo assistito a così tante rivoluzioni, la rivoluzione francese, quella americana, quella russa, quella cinese. Così tante rivoluzioni. Ma l’uomo è cambiato? No. Quel dolore rimane, quella sofferenza, quella violenza rimangono in forme differenti. Vogliamo un’automobile o un aeroplano, il desiderio rimane. L’oggetto del desiderio cambia. Tu hai paura della tigre, tu hai paura del mercato azionario. La paura rimane. Va avanti in questo modo. Quindi finché non ci trasformiamo interiormente non c’è alcuna speranza per noi, per la società, per le nazioni, per il resto del mondo, per le relazioni in senso più ampio».
Fonte/pdf

SRI BHAGAVAN TEACHING – WHY DO FUNDAMENTAL QUESTIONS ARISE?
Added by Oneness Maria on March 13, 2012 at 8:56am

“‘Becoming’ is the fundamental conflict” 28-07-2013
“When there is no becoming there is total appeasement, and that is Oneness” 20-06-2013
“There is nothing as the ultimate truth” 21-05-2013

Sri AmmaBhagavan. «You see, in the beginning there was no mind. The need for survival created the mind. Like you have to develop a fight or a flight response in order to survive, and you need a computer to handle that, and that’s when the mind emerged. And the mind in order to  survive has to keep going. It has to be continuously engaged in activity of becoming. I am poor. I must become rich. There is becoming. I am not famous, I must become famous. There is becoming. I am unhealthy, I must become healthy. There is becoming. Unless there is continuous work, continuous becoming, the mind will collapse. Because the mind is only the activity of becoming. So now, when certain things do not interest you, you start asking fundamental questions. Otherwise the mind will perish. So you must ask such questions where you cannot find the answers. So, “Who am I?” Clearly you can’t find answer for that through the mind, and “Who created God?” “Is there a God or not?” “When did this universe begin?”. Or, “How big the universe is?” Or, “Who created God?” These are irrelevant questions. But then they have no answers. As since there have no answers throughout your life or throughout your lives, you can go on seeking the answers. What happened to the Buddha? He had everything in life. He was a prince, he had seven fifty (750) dancing girls to entertain him. He had three palaces. Yet after his child was born he left all that and went away because there was nothing for him to seek. Therefore the fundamental question the Buddha was grabbed by was, “What is the ultimate truth?” That was the whole thing. And what did the Buddha discover? He discovered that there is no such a thing as the ultimate truth. That was his enlightenment. So, you raise these questions in order to survive, in order that the mind survives. For example the question, “Who am I?” Who are you? Who are you? Because all of you must be asking sometime the question, “Who am I?” You are the Atman? So you will of course find in the scriptures, “You are the Atman, you are one with Brahman.” Some say, “You are one with God.” Some say, “Oh, no you have to live with God.” This and that. But actually who are you? You are that question. That’s all. By asking that question, “Who am I,” you are surviving, that’s all. There are no answers to these questions. The question would disappear, and when the question disappears, you disappear. That is all. What happened to a Buddha? The question disappeared. What is the ultimate truth? Siddhartha disappeared and Buddha emerged. Venkatarama the boy asked the question, “Who am I?” The question disappeared and Venkatarama went away, only Ramana (Maharshi) remained. So also for everybody. So there are no answers to these questions. They are simply games, tricks played by the mind in order that it continues to survive. Because you have to survive and you have identified yourself with the mind. But there are people who take no recourse to the mind. The mind comes in when required. Otherwise there is no mind. When you are eating you are thinking about something else. When you are eating you should eat. When you are drinking you should drink. When you are relating to your wife you must just relate to her in the moment. Where else you think of what you did yesterday, what should you do tomorrow. These are the mind’s games and therefore you do not ever relate to your wife, to your child, to anybody for that matter because the mind is all the time interfering and distorting what is happening. Images come in. When you freshly got married there were not many images. Then very quickly images come in. They come in from society, from your parents, from everywhere, and through those images you look at your wife. A beautiful relationship often gets destroyed the moment marriage takes place. Most of you are aware of it. But now it’s put into framework called marriage. The father-in-law comes in. The mother-in-law comes in. Everybody comes in. The friends come in and it is a totally different image, and then the people don’t relate. The images start relating to each other. When images relate, there is no life in it. Why is there no life in you? You think you are living? No. You are just managing to exist. That’s all. You are great escape artist. All of you have an MBA in the art of managing suffering. So cleverly you are managing a little bit in family, little bit in money, little bit in fame, little bit here, little bit there. It’s good! I am not saying don’t do these things. I’m saying for Heaven’s sake do all these things. There is nothing that you can do. And thus you are escaping every moment from what is going on. If you are drinking coffee, that’s what is going on at that moment. If you’ll not escape from that act by thinking about something, you would know what it is to enjoy coffee. Then you are equal to a Buddha. When the Buddha was first asked after his enlightenment, “How do you feel Sir now?” and the Buddha said, “When I am eating a tangerine, I am eating a tangerine.” That is just only doing that. The mind has switched off. Only people in whom the mind has been switched off, where thought has ceased, only they can say, “I am living”. Because, what is thought? Thought is the flow of memory. And what is memory? Memory is always of yesterday. And what is yesterday? It is always dead. So death is flowing through you. That’s all. And if you have to die to the past, that is real death. You come alive. You are alive to the moment. You could be eating a chili, a masala bara, or a dosa or watching a movie or relating to your wife – whatever activity you are involved in, you are really involved in it. That is when you start living. And you don’t live. We are not saying give this up or give that up. No. We are just telling you experience reality as it is. That is when you are fully involved as a human being. That is the purpose of existence, the purpose of living. But you are just living simply because you are afraid to die. Deep inside there is nothing but fear. Go inside layer after layer after layer. There is only fear at the core of your being. The fear that the mind has projected. And all the time you are escaping from that. Otherwise there is no meaning to your life. Every pursuit of yours is an escape from that core fear. And of course how you would escape is determined by the program. That’s what your lives are all about. And what we are trying to do is to move you from existing to living. Once you start living, you are a happy human being. If people in the world are happy, it will be a happy world, isn’t it? Can a happy human being harm others? He cannot. Only an unhappy human being who has pain inside himself could possibly harm another. Otherwise you just cannot harm another person if you are happy. And if people all over the world become happy, it will become a happy world. And that is Heaven on Earth. But because we are unhappy, we are unhappy with our wives, we are unhappy with our children, we are unhappy with our parents, we are unhappy with our friends. All this, this collective unhappiness, all this collective violence is what manifest in the world as terrorism, as war and all of the conflicts. It is not that nations are responsible, politicians are responsible. No. That is only at the surface level. Deep inside we are responsible. We are unhappy human beings. We are beings who are in conflict with ourselves and in conflict with others. And that conflict is what is manifesting in the external world. So unless we as individuals transform ourselves there is no hope for mankind. We had so many revolutions: the French revolution, the American revolution, the Chinese revolution, the Russian revolution, so many revolutions. But has man changed? No. That pain remains, the suffering remains, the violence remains in different forms. Like earliest human beings wanted a spear or a stone. We want a car or an airplane. Desire remains. Object of desires change. He had fear of the tiger, you have fear of the share market. Fear remains. So it continues like that. So unless we transform inside there is no hope for us, or for our societies, or for our nations, or for the world at large».

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Archivio storico su LiberaMenteServo.it:
Maestri/Diksha
Presenza Divina

La Oneness non è una religione, non è un culto, non è una filosofia, è semplicemente un Fenomeno come un passaggio di una cometa, un’eclissi solare o altri fenomeni naturali.

Questo fenomeno ha 850 anni e si è rivelato nel 1989, quando la sfera Dorata si è presentata ai bambini della scuola Jivashram che poi sono diventati insegnanti della Oneness University. Nel 1989 il fenomeno profetizzò molte rivelazioni e fin’ora si sono tutte realizzate.

Finora abbiamo percorso la strada lunga: Awakening, le sadhana ecc. Ora c’è la via breve: anche le persone mondane che non credono entrano nelle Sri Amma Bhagavan Sacred Chambers, chiedono al loro Divino di diventare fisico e succederà tutto velocemente.

La seconda cosa da capire è che Dio diventa Antaryamin dentro di voi, Il Dio che diventa Antaryamin dentro di voi e il Dio che vive nelle Sri Amma Bhagavan Sacred Chambers sono tutti coscienza collettiva, tutto è Paramatma. Quando voi pregate e chiedete, è quel centro che si chiama Dio -e che viene chiamato Paramatma- che arriva a voi come Antaryamin per voi, che fa miracoli, che arriva come esperienza, che vi sta osservando e questo Antaryamin arriva con un corpo specifico.

Bhagavan diceva che nel 2014 si sarebbe ritirato, perché il vostro Avatar sarebbe diventato fisico. Il Paramatma si rivelerà a voi nel modo più appropriato per voi. Le Sri Amma Bhagavan Sacred Chambers sono una via breve verso il risveglio, la trasformazione, la realizzazione di Dio e la risoluzione di ogni genere di problema. Ciò che accade dipende dalla relazione che avete con il vostro Divino Personale.

Questo è davvero qualcosa che cambia le cose. Qualcosa che cambia le cose per tutta l’umanità.

Dovete aver pensato molto spesso: Dio, se ci sei, perché non vieni da me? Perché non mi parli? Perché non mi aiuti? Quello è esattamente ciò che sta accadendo. In India e nel resto del mondo, adesso, ci sono più di settecento di queste Sri Amma Bhagavan Sacred Chambers. Arrivano tantissime persone ogni giorno e quasi tutte le loro preghiere vengono esaudite.

«Quando diventi illuminato ti rendi conto che non c’è nessuno scopo in questa creazione. C’è semplicemente perché c’è gioia nella creazione e la gioia esprime se stessa in tutte le forme. Quando ti illuminerai vedrai che c’è soltanto gioia, c’è solo Amore».
Da: Serate con Sri Bhagavan “Avatar dell’illuminazione“.

La Oneness e’ un Fenomeno, il suo scopo e’ quello di diffondere in tutto il pianeta lo spirito della Oneness. Si comincia con lo scoprire la Oneness in se stessi, nella famiglia, nella società e nel proprio paese. E non ci si ferma qui. Si scopre anche la Oneness sul pianeta, e la Oneness con ogni cosa che vive, e naturalmente la Oneness con l’universo, ed infine con il Divino. La trasformazione dell’individuo porta alla trasformazione globale.

«Lo stato più elevato fra tutti è quello di Seva. Lo Spirito di Seva è intrinseco in ogni intuizione, realizzazione, esperienza mistica e Mukthi. E’ questo spirito che vi spinge a condividere con il mondo ciò che vi è stato dato».
Da insegnamenti: Sri Padmavathi Amma “La Madre Divina”.

preghiera-andrea-pangos

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