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L’intento crea la realtà. Ecco come nasce una psicosi

traterraecielo

L’intento crea la realtà

Ecco come nasce una psicosi

A cura di Andrea Pilati, 11/03/2020

Dai microfoni della CBS Orson Welles, con la trasmissione radiofonica “La guerra dei mondi”, un radiodramma trasmesso la notte di Halloween, il 30 ottobre 1938, scatena la psicosi collettiva dell’invasione dei marziani. Un esempio di primo “contagio” del potere dei media.

Non l’ho scritto io ma è una citazione tratta dal sito www.raiplay.it che descrive il programma che ha reso famoso Welles negli anni 30 del ‘900. QUI IL VIDEO

Quella trasmissione scatenò tra gli ascoltatori una fobia di massa (non molti per l’epoca, sembra) al punto che lo stesso Welles fu costretto a scuse pubbliche per avere seminato il panico con una notizia totalmente inventata. Riprende la stessa idea anche il film “Sesso e potere”, incentrato su un ipotetico scandalo che coinvolge il presidente degli Stati Uniti. Ironia della sorte, pochi mesi dopo l’uscita del film, esce allo scoperto proprio quello che coinvolse la coppia Clinton/Lewinsky (quando si dice il caso…). Questi due sono i fatti più blandi e miti ma altri sono stati usati per manipolare le masse nel corso degli anni e fare ingoiare bocconi amari come male minore e necessario; ricordiamo in Italia l’urlo dei giornali Lo spread, lo spread, fate presto!! per giustificare l’ascesa al trono del premier tecnico Monti Mario, l’uomo dal cuore d’oro che ha salvato l’Italia dal fallimento capace di fare piangere persino una donna di marmo come la Fornero, che gli esodati ringraziano.

Ora, questi esempi servono solo a comprendere come siamo facilmente direzionabili.

Basta creare una realtà e, a farcela credere vera, è sufficiente solo l’informazione.

Molti italiani ora sono chiusi nelle loro abitazioni, in quarantena volontaria, sicuri che il virus in casa loro non entri perché è un virus educato e gira solo all’esterno. Semmai, prima di entrare, bussa. Di una banale influenza si è fatta pandemia (l’ha deciso l’OMS proprio ieri, prima del 15 marzo, così i “pandemic bond” sono andati nel PEF e i governi potranno richiedere prestiti d’emergenza alla banche per salvarci, ancora una volta) e l’informazione ha carpito gli animi dei più, facendo emergere in loro ataviche paure. Ho sentito amici direMa se esco di casa, se vado in giro senza giustificato motivo, prendo la multa“, “mi fanno chiudere il locale, è penale!”, “ma si potrà andare a fare la spesa?”, “…e se mi fermano, cosa gli dico?”. E via di seguito. Abbiamo fatto caso quante parole negative, quante fantasie disfattiste? E se invece nessuno viene fermato, nessun locale viene fatto chiudere seduta stante? Ci vuole così tanto sforzo a pensare così? Non siamo forse noi i padroni dei nostri pensieri (e, quindi, del nostro destino)? A quanto pare no, siamo untori di noi stessi. Questo periodo è, invece, una manna dal cielo, per chi vuole fare pulizia dentro di sé, pulizia di paure. Ma per fare ciò bisogna mettere in conto che occorre affrontarle, quasi sfidarle. Se ho paura di uscire allora esco, tranquillo, senza pensare di essere fuori posto con la coscienza. Nessuno è un criminale, è solo un essere umano che vive bene all’aria aperta. Vogliono farci credere che siamo fuori legge, ma sta a noi non dare ascolto a queste urla; che non arrivano da fuori ma da dentro di noi, se ci facciamo caso.È una occasione, una opportunità, per comprendere come la realtà, in fondo, la crea la nostra immaginazione. La realtà inizia a materializzarsi nel momento in cui la osserviamo. Ce lo spiegano le recenti ricerche sulla fisica dei quanti, dove onde energetiche divengono istantaneamente particelle di materia nel momento in cui esse vengono osservate.

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Quindi tutto esiste e si materializza solo nel momento in cui lo osserviamo. E si focalizza nel momento in cui gli diamo un nome. Ricordate “La storia infinita” (M. Ende)? Bastiano Baldassarre Bucci, il protagonista della storia, viene invitato a dare un nome alle cose ed esse diventano reali. Non era solo un libro per bambini, come, spesso, ci vogliono far credere. In quel libro c’è tutta la profonda conoscenza di un Jorge Luis Borges.

Siamo proprio sicuri, quindi, che ciò che abbiamo alle nostre spalle, stia ancora esistendo dopo aver voltato lo sguardo? La stessa cosa accade con una malattia. Molti dei nostri lettori hanno conoscenza che un malessere fisico nasce prima nel campo eterico psicologico, e poi si manifesta nel fisico. Anche l’arrivo di un virus, per esempio; lo attraiamo noi, con i nostri timori di bassa energia mentre l’entusiasmo lo allontana o lo debella. Lo dimostra il fatto che, quando siamo coinvolti in qualcosa di impegnativo che ci gratifica, difficilmente ci ammaliamo; di solito accade dopo.

In questo periodo, molto costruttivo se lo sappiamo cogliere e valorizzare, veniamo messi alla prova nelle nostre convinzioni, quelle che abbiamo sempre esternato con tanto fervore.

Molto spesso abbiamo affermato di essere concordi con il vivere “qui e ora”, di saper dominare i pensieri, di non farsi scoraggiare, di non guardare i problemi ma trasformarli in opportunità, di dare la giusta informazione al campo di energia intorno a noi (i campi morfici). Ma, ora, nella pratica, moltissimi che millantavano un certo equilibrio, una certa spiritualità, dimostrano a se stessi quanto effimera era la loro convinzione. Solo parole vuote.

Chi pratica arti marziali, o comunque arti evolutive, è il primo che può comprovare a sé stesso quanta fede ha in quello che coltiva. Nello Zhineng QiGong, per esempio, si menziona spesso il campo energetico dal quale prendere tutte le informazioni per il proprio caso personale, ripetendo a se stessi, nelle gestualità, “io sto bene”. Ottima pratica, salutistica ed efficace ma, come tutte le pratiche, funziona solo, e solo se, ci si crede veramente in ciò che uno afferma. Parlando, noi parliamo alle nostre cellule, le quali ricevono un messaggio e si attivano di conseguenza. È comprovato come lo stato d’animo stimoli le ghiandole interne a secernere sostanze che interagiscono direttamente con il nostro sistema immunitario; e quando ricevono uno stimolo verbale, che non coincide ad una reazione pratica, allora accade un inevitabile dissonanza che crea un cortocircuito ed attiva una reazione debilitante nella nostra chimica. Provate a fare una promessa ad una persona e, poi, nei fatti, smentirvi clamorosamente. Come vi vedrà da lì in poi quella persona? Resterete affidabile? Credo di no.

Quindi il consiglio da tenere in conto è onestà verso noi stessi, non c’è niente di meglio che dirsi la verità. Profuma di coraggio.

Fonte/Link attivo

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Ha destato molto interesse la testimonianza del giovane manager italiano di una fra le più grandi banche d’affari mondiali dalla quale, nel 2005, si è licenziato perché si è rifiutato di vendere derivati che scommettevano sulle morti di aviaria. In questo link l’intervista rilasciata alla TV La7 trasmissione “Otto e mezzo” del 15-3-2012: (a 14,40′ dall’inizio: derivati su aviaria).

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Bill Gates ammette:
«I vaccini servono per diminuire la popolazione».

lospecchiodelpensiero /

Si sa che fra i complottisti gira l’idea che esistano dei “mondialisti” cattivi cattivi che, fra i loro scopi, hanno quello (udite udite!) di ridurre la popolazione mondiale.

E il motivo sarebbe semplice: questi cattivoni hanno tutto: denaro, potere, controllo dell’informazione, ecc, tranne una cosa: i numeri. Sono molto pochi, in confronto agli altri, che sono enormemente di più. E allora? Allora l’idea sarebbe quella di ridurre la popolazione mondiale, tramite guerre, carestie, terremoti, inquinamento, vaccini (vaccini? Sì, vaccini!) pessima alimentazione, ecc.

Chissà se è vero. Però è divertente vedere Bill Gates (sì proprio lui, il sig.Windows) che dice, testualmente, che per ridurre le emissioni di CO2 causato dall’uomo bisogna agire sui fattori che lo producono:

  • numero di persone,
  • quantità di consumi che queste persone fanno,
  • energia unitaria per consumo.

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Insomma, un approccio matematico. E analizzando le singole voci, partendo dalla eccessiva presenza di esseri umani (questo bestiame ingombrante, ma perchè sono così tanti?) dice testualmente: «Lavorando bene, con i servizi sanitari, la contraccezione e i vaccini potremmo forse ridurre la popolazione del 10-15%».

Ma come? La sanità e i vaccini servono per diminuire la popolazione? Avrò capito male? … No, no, l’ha proprio detto, c’è il video su youtube che lo documenta!

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