L’imperatore del male: cronaca di una guerra senza nemico

Ingannati

L’imperatore del male: cronaca di una guerra senza nemico
4 luglio 2014   Scritto da Alberto Medici

Nel corso delle riunioni con ex compagni di classe del liceo più di qualche volta mi sono spinto a provare a buttare là la bellezza della Nuova Medicina Germanica di Hamer, convinto, come sono, che certe nozioni si possano imparare solo quando si sta bene, come ho scritto nella nota delle curve a sci uniti.

Qualche settimana fa l’amico Fabio, biologo affermato, ha accettato di interessarsene ma ha ributtato sul campo l’invito a leggere un libro che per lui è bellissimo e così ho accettato (se avessi saputo che erano 800 pagine piene zeppe di nomi, storie, biologia, chimica, virologia, ecc. forse non avrei accettato questa sfida così a cuor leggero! 

Si tratta del libro di Siddharta Mukherjee “L’imperatore del male – una biografia del cancro“. Lo stile, nonostante tutto, è abbastanza scorrevole, e riesce ad appassionare intrecciando storie di persone, di medici, di ricercatori, di malati, di vittorie improvvise e altrettanto deludenti ed improvvise recidive, attraverso i secoli, fin dall’antichità ma per concentrarsi soprattutto negli ultimi 150-200 anni.

Lascia una delusione o un senso di amaro in bocca (credo) per tutti coloro che non conoscono Hamer: come se, alla fine di un giallo di 800 pagine, l’assassino non venisse scoperto. Ma come? Mi porti in giro per tutto questo tempo, per dirmi alla fine che non sai chi sia l’assassino? Fuori di metafora, lo sanno tutti che il cancro non è sconfitto, ma almeno uno si aspetterebbe di avere un messaggio positivo, alla fine: dopo tutti questi secoli di scoperte, di analisi sempre più dettagliate e nell’intimo della cellula, ma che dico della cellula dei cromosomi, ma che dico dei cromosomi, dei singoli geni, delle sequenze, delle mutazioni, ecc., ecco, dopo tutto questo, uno si aspetterebbe almeno un messaggio di speranza. E invece niente. La conclusione, melanconicamente, afferma, senza mezzi termini, che forse dovremo abituarci a convivere sempre più con il cancro, che forse, tutto sommato, già il prolungamento di qualche anno di vita dovrà essere considerato un successo, che forse, perchè no? le cellule cancerose, con la loro smania di replicazione, contengono un principio vitale ed una aspirazione all’eternità che dovrebbe essere alla base della nostra esistenza, e cose di questo genere.

Per il lettore smaliziato, che conosce invece la medicina di Hamer, appare evidente come tutta questa ricerca sia stata impostata su principi ed assunti sbagliati.

Primo assunto sbagliato.

imperatore-del-male-Siddhartha-Mukherjee-copertina-libroLa malattia – in questo caso il cancro – è un entità autonoma, con una sua volontà, un suo modus operandi, delle sue passioni, inclinazioni, gusti, strategie, tattiche. Questo assunto è contenuto nel titolo stesso: “L’imperatore del male” sta ad indicare questa volontà personificatrice di qualche cosa che non si capisce. Come se si dicesse che il vento ha delle sue intenzioni, delle sue strategie, dei suoi piani, ma il vento è la conseguenza di altri fenomeni atmosferici, non ha un suo ego, una sua anima nel senso etimologico del termine. Per questo il libro tratta secondo me di una guerra senza un avversario: come Donchisciotte, che vedeva terribili mostri da combattere nei mulini a vento, così questi scienziati hanno personificato l’effetto elevandolo al rango di persona, ente, nemico da combattere. E si badi bene che, anche qualora la personalizzazione avesse un valore puramente strumentale (giusto perchè così si sa di cosa si sta parlando), sui poveri pazienti questa personificazione ha un effetto tutt’altro che secondario: frasi come “è tornato all’attacco dopo 5 anni di latenza“, o “vediamo di cacciarlo prima che faccia ulteriori danni” hanno un effetto ipnotico devastante sul povero paziente che si fida ciecamente dell’uomo della medicina.

Secondo assunto sbagliato.

Non vedendo l’essere umano nel suo insieme (anima mente e corpo) ma vedendone solo la componente meccanicistica, tutta la ricerca si riduce (sembra una esagerazione dire così ma non esistono termini più adatti) ad una particolarizzazione sempre più spinta, sempre più microscopica, sempre meno capace di vedere il problema nel suo insieme. Forse, se si fosse approfondita l’intuizione di Galeno, che nel 168 definì il tumore come un’overdose sistemica di bile nera – melanconia intrappolata che si sfoga nel tumore – non si sarebbero dovuti attendere quasi 2000 anni per arrivare alle conclusioni della Germanica. Ogni approccio (e qui non parlo solo di cura del cancro) all’essere umano che pretenda di non considerarlo nella sua interezza, fatto di anima, mente  e corpo, è destinato a fallire, sia che si tratti della cura del peggior male che di una dieta per dimagrire.

Terzo assunto sbagliato (o conseguenza).

La scienza sperimentale, da laboratorio, come unica fonte attendibile. Se non posso misurarlo, pesarlo, contarlo, non esiste. Se elimino, nel mio approccio, le componenti spirituali, biologiche, psichiche, vado a finire in errori grossolani che per essere giustificati richiedono acrobazie intellettuali degne di ben più nobili sforzi. Un esempio per tutti: uno scienziato applicava cellule tumorali di polli malati a polli sani, sulla pelle. I quali polli trapiantati, sviluppavano, nel punto dell’innesto, opportuno carcinoma: ergo, il principio del tumore sta nelle cellule trapiantate che lo hanno trasmesso nel nuovo pollo. Andando però a filtrare moltissimo le cellule estratte dai polli “malati“, fino a praticamente non lasciarne nulla, comunque sui polli trapiantati si verificava il tumore. Conclusione dello scienziato: l’origine del tumore non sta nelle cellule (che di fatto non venivano più innestate) ma in qualcosa ad un livello minore: evidentemente si trattava di virus. Ovviamente, a nessuno venne in mente che l’ispessimento cutaneo chiamato adenocarcinoma poteva essere una reazione (Speciale, Biologica e Sensata) del pollo oggetto di “attacco” in quel punto. ergo: almeno quel tipo di tumore era di origine virale. Ovviamente, ipotesi smentita successivamente da altre osservazioni.

E così, in una ricerca sempre più microscopica di cause, si ha la sensazione che questa catena non finirà mai. Scopro che A è causato da B; ma cosa causa B? Allora, dopo un po’ di anni scopro che B è causato da C, ma cosa causa C? Ipotesi, sperimenti, e poi scopro che C è causato da D, e via, all’infinito. E farmaci che combattono B: e remissioni, e tutti felici, e dopo un po’, poche settimane o qualche anno, nella migliore delle ipotesi, ecco la recidiva. Spiegazione: il tumore ha sviluppato immunità a quel farmaco (ancora una personalizzazione). Nessuno a pensare che la cura che è stata applicata è stata solo sintomatica, e la polvere che accumulo sotto il tappeto la sto solo nascondendo alla vista, ma è ancora lì, e alla prima occasione tornerà fuori.

Insomma: un libro in parte appassionante, in parte deludente per la constatazione di come certi assunti di base, certi pregiudizi, rendono il lavoro di scienziati, anche bravissimi e preparatissimi nel loro settore, completamente inutile.

-oOo-

Concludo ricordando invece un ricercatore onesto, un chirurgo che operava le ginocchia, che volendo scoprire se le remissioni fossero dovute alla limatura dell’osso o alla sottrazione del liquido accumulato, e decise di fare un test in doppio cieco. La sua assistente gli disse: “perchè limitare la ricerca a queste due cause? Proviamo anche la terza. “e quale sarebbe la terza possibilità? – chiese lui “L’effetto placebo: ammettiamo che possano guarire perchè, a seguito dell’operazione, pensano che dovrebbero stare bene.

Il chirurgo pensò che questa proposta era da matti: lui sapeva bene quello che, fisicamente e meccanicamente, faceva sui suoi pazienti. Però accettò: esempio di notevole apertura mentale. E i risultati sono quelli che ha documentato anche il New England Journal of Medicine, che potete trovare qui.

Da qualche parte ho trovato scritto che “Per un miglior controllo dell’uomo è utile sottrargli la componente spirituale“. A volte in questa operazione la medicina è una potente alleata.

Alberto Medici

Fonte/Link Attivo

Ryke Geerd Hamer
Scopritore delle 5 leggi biologiche. Fondatore della Nuova Medicina Germanica

Ryke Geerd Hamer

Ryke Geerd Hamer è nato nel 1935 in Germania. Poco più che ventenne ha sostenuto l’esame di stato in medicina e ha ottenuto poco dopo la licenza per operare professionalmente.
Il dott. Ryke Geerd Hamer si è distinto per numerose invenzioni che han trovato applicazione nella chirurgia estetica e plastica: lo scalpello Hamer, un seghetto da ossa innovatica, un tavolo da massaggio ergonomico e un apparecchio per diagnosticare il siero transcutaneo.
Nell’agosto 1978 ebbe luogo l’evento che sconvolse definitivamente la vita di Hamer: Vittorio Emanuele III di Savoia colpì accidentalmente con un colpo di fucile suo figlio Dirk durante una vacanza in Corsica. Dirk morì dopo quattro lunghi mesi di agonia.
A seguito dello stress dovuto a questa tragedia, il dott. Hamer visse un conflitto di perdità che sfociò, a distanza di tre anni, in un cancro ai testicoli. Il dott. Hamer, negli anni successivi, ha denominato questo conflitto DHS, ovvero Sindrome di Dirk Hamer.
Questa sua scoperta, negli anni, è diventua la Regola Ferrea del Cancro, una scoperta fondamentale per la medicina moderna. La sua intuizione ha incontrato l’ostracismo degli ambienti universitari, che non si degnarono di verificare sperimentalmente quanto indicato da Hamer.
La persecuzione nei confronti di Hamer e delle sue innovative teorie raggiunse il culmine nel 1986 quando il Distretto di Coblenza intentò una causa per impedirte ad Hamer di applicare le sue conoscenze in casi pratici. Il dott. Hamer fu quindi impossibilitato a proseguire la sua ricerca scientifica.
Solo nel 1994, a distanza di 8 anni dal giorno in cui l’Università di Tubingen ordinò il proseguimento dell’analisi della tesi post-dottorale, divenne esecutiva la convalida delle tesi di Hamer, un procedimento unico nella storia delle università!
Sempre nel 1994, Hamer estese le sue teorie al sistema delle 5 leggi che vanno a coprire l’intero campo della medicina, testate in 20.000 casi clinici.
Il dott. Hamer ha proseguito la sua ricerca e i test per verificare le sue leggi biologiche, alla base di ciò che viene definita la Nuova Medicina Germanica, su altre decine di migliaia di pazienti, ottenendo sempre riscontri positivi. Fa specie a questo punto osservare quante campagne mediatiche calunniatrici sono state fatte nei confronti di Hamer, che, oltre ad attentati alla sua stessa vita, ha subito ben 67 tentativi di internamento psichiatrico.
Incurante delle opposizioni nazionale ed internazionali, degli attentati alla sua vita, dei 67 tentativi d’internamento psichiatrico forzato e alle campagne mediatiche calunniatrici, il dott. Ryke Geerd Hamer ha continuato l’assidua ricerca e verifica delle leggi biologiche da lui scoperte, indagando su più di 30mila pazienti e verificando in ogni caso l’esatta corrispondenza e fondatezza delle sue scoperte.
Nel 2001 il dott. Hamer ha accusato formalmente la massoneria giudaha fatto pubblicamente un’accusa formale della sua persecuzione affermando che la comunità massonica Giudea vuole assassinarlo. A quanto pare tale confraternita da oltre quarant’anni utilizza come metodo terapeutico e/o preventivo i principi cardine della Nuova Medicina (di Hamer) e appunto la diffusione incondizionata di tale teoria medica rivoluzionaria metterebbe a rischio la “sopravvivenza” della comunità stessa.
Il 5 ottobre 2001 il dott. Hamer è stato giudicato in appello, colpevole di “abuso della professione medica” da un giudice del tribunale francese, e condannato a cinque anni di carcere.
Fino a febbraio del 2006 è rimasto in carcere all’ età di quasi settanta anni contro ogni regola e giustizia.

Biografia / Bibliografia

Fin dai tempi della scuola
Fin dai tempi della scuola

In questo libro scoprirai le bugie che ti hanno detto per controllarti meglio!

Dal terrorismo alle guerre, dall’AIDS alle pandemie, dal global warming alla crisi economica: le paure dei nostri tempi che ci impediscono di vivere liberi.

Con il libro l’autore Alberto Medici apre una finestra verso un inquietante panorama, ci svela con l’attenta osservazione dei fatti, come il sistema degli inganni perpetuato da sempre dal potere economico, politico, mediatico e scolastico, inducono e persuadono a credere a colossali fandonie, generando la paura incatenando le persone, approfondisce in capitoli tutti i più importanti temi, trattandoli con razionalità, mettendo con cura in ordine: i fatti, i moventi, i mandanti conosciuti, ottenendo il quadro preciso della preoccupante situazione in cui l’umanità credulona è sprofondata.

Le numerose bugie e gli imbrogli cui siamo sottoposti non sono eventi isolati e a sè stanti ma fanno parte di un disegno unico teso ad allontanare l’Uomo dal Suo Creatore, togliendogli la condizione di Figlio (“creati ad immagine e somiglianza”) per ridurlo in schiavitù.

Una schiavitù non fisica, non con catene di ferro, ma una schiavitù alla quale l’Uomo stesso si sottopone ogni volta che, assalito dalla paura (del nemico, della povertà, della crisi, del terrorismo, della malattia, del global warming, ecc.) si attacca a qualcosa dimenticando la propria origine divina e la promessa che Gesù ci ha fatto (“guardate i gigli del campo… non tessono, non filano, …”).

Per questo ci è stato detto: “Conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi”: perchè solo con la menzogna, solo con l’inganno il Falsario riesce nel suo intento (come il serpente nel Paradiso Terrestre).

Per questo svelare gli inganni, smascherare gli imbrogli contribuisce, nel suo piccolo, all’opera di creazione di un uomo veramente libero, come il Padre aveva creato.

Prefazione

Nei manuali d’uso allegati a computer, lavatrici, televisori, si trova all’inizio un’avvertenza che recita più o meno così: Pericolo! Prima di aprire, scollegare il dispositivo dalla rete elettrica.

Ancora prima di spiegare come funziona, come si accende, quali procedure usare, viene posta l’attenzione sul pericolo.

Nel grande “Manuale del Costruttore” che è la Bibbia troviamo una simile avvertenza all’inizio della storia dell’umanità: ci viene fatto vedere il pericolo che corriamo con Satana, il Falsario.

Siamo messi in guardia: la sua azione è subdola, nascosta, astuta, tesa ad ingannare l’uomo e ad allontanarlo dal Padre tramite l’inganno e la giustificazione del male. Fra l’altro non viene mai detto che questa attività sia terminata con la cacciata dal paradiso terrestre, con l’uscita dall’Armonia del Creato; Gesù stesso, infatti, molto tempo dopo, si trovò più volte a combattere contro Lucifero in persona, oltre che contro i suoi emissari.

Sembra però che proprio i cristiani, che dovrebbero conoscere la Sacra Scrittura e metterne in pratica gli avvertimenti, siano i più lenti a capire e vedere gli innumerevoli inganni cui siamo sottoposti, se anche Gesù disse: “I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”.

Fra i doni dello Spirito Santo probabilmente quello più trascurato e meno invocato sembra essere proprio quello del discernimento. Peccato.

Riconoscere le menzogne che inquinano la nostra vita è importante sia perchè “la storia è maestra di vita”, ma soprattutto perché senza conoscere la Verità non si percepisce l’enorme Amore di Dio per l’Uomo.

Pensateci un attimo: Dio proibisce ad Adamo ed Eva di mangiare dell’albero per il loro bene; ma il serpente fa loro credere che Dio sia cattivo, e che il divieto sia dovuto alla possibilità che Adamo ed Eva diventino come Lui.

Alberto MediciUn inganno per allontanarci da Dio.

Alberto Medici è un ingegnere che ha seguito da vicino, per diversi anni, siti di libera informazione come Effedieffe di Maurizio Blondet, Disinformazione di Marcello Pamio, il blog di Paolo Franceschetti e Solange Manfredi, Infowars di Alex Jones, e luogocomune.

 

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