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FESTIVAL SANREMO 2017, il promo 2: Alieni e Una Terra Promessa

FESTIVAL SANREMO 2017
il promo 2: Alieni e Una Terra Promessa

Una promessa … o una minaccia? Gli Elohim, chi sono?

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ELOHIM, chi sono?

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Secondo la Bibbia (Antico Testamento), Elohim è il nome (parola al plurale, non al singolare) di “Dio“. Secondo alcuni ufologi, sono anche gli extraterrestri.

Dagli Jewish UFO files: «Gli Elohim furono creatori o manipolatori di questo sistema solare (primo racconto della Genesi, perchè, – ahimé – nella Bibbia ve ne sono due!), ed un gruppo di Elohim “caduti“, capitanati da Yahwè, creò o manipolò l’uomo sulla Terra, contravvenendo ad una Legge (Vedi: Aelohim 2  + Emodieta – 2)».

È possibile che una specie aliena abbia manipolato la vita preesistente sul pianeta per creare l’uomo moderno?

Effettivamente nelle due versioni della genesi biblica (composta da due documenti, il “Codice J”, più antico, diffuso tra le genti di Giuda nel 700 a.C., ed il “Codice P”, del VI sec. a.C., all’epoca della cattività babilonese; i due codici furono accorpati nel 500 a.C.) emerge netta la differenza tra il dio creatore del mondo e dell’uomo, denominato El (o Elohim, che significa Le Potenze) e lo Yahwè del “Codice P” (Geova, secondo un’errata traduzione, che significa dio terribile), che aiuta gli ebrei a lasciare l’Egitto; quest’ultimo sarebbe stato una divinità minore, addirittura, secondo alcuni, un angelo creato da Dio e poi rivoltatosi contro. Un alieno spacciatosi per un dio, secondo diversi moderni autori.

L’idea di una divinità comune all’umanità è stata sostenuta dal biblista C. Marston: «Quando si nota che c’è identità tra il greco Dio Padre, Zeus Pater, ed il sanscrito Dyaus-Pitar (in pali Dju Piter) dell’antica India, lo Juppiter dell’antica Roma ed il Thor dell’antica Scandinavia, la deduzione che si impone è che questi diversi popoli ebbero tutti, in una certa epoca, lo stesso Padre Celeste, la stessa credenza monoteistica che degenerò in seguito in politeismo, come avvenne in Mesopotamia, in Egitto e in Cina».

D’altro canto, secondo le leggende ebraiche Elohim non era solo, durante la sua opera di creazione dell’UniVerso: «Mentre era intento al lavoro della creazione, Dio si librava sopra l’abisso, posava su nubi o cherubini. Le ruggenti acque dell’abisso allora si levarono e Tehom, la loro regina, minacciò di sommergere il lavoro di Dio. Ma sul suo carro di fuoco egli fermò le gigantesche ondate e gettò dall’altro, contro di lei, raffiche di grandine, fulmini e saette. Annientò il mostruoso serpente Leviathan, alleato della dea, colpendolo nel cranio; ed il mostro Rahab (o Leviatano) con una spada che gli trafisse il cuore. Tehom, tremante, si dichiarò vinta».

Quella che sembra la cronaca di un’antichissima guerra spaziale è probabilmente la rivisitazione, in chiave ebraica, dei miti cosmogonici ugarici, egizi e cananei, nei quali si asseriva che i primi dèi (El, Marduk, Shu o Baal) dovettero lottare contro le dee, per creare il proprio mondo, misogino e maschilista. L’intero mito era probabilmente un’allegoria per la separazione dei cieli dalle acque. È peraltro curioso notare che Tehom-Tiamat venisse raffigurata con la forma di serpente (lo stesso “animale” che nella Bibbia è passato ad indicare l’avversario di Dio). Secondo lo studioso Zecharia Sitchin Tiamat altro non sarebbe stato che un pianeta del nostro sistema solare situato nell’attuale fascia degli asteroidi tra Marte e Giove, distrutto millennio or sono dall’impatto con il pianeta errante Marduk (Nibiru in sumero). La lotta tra Dio e l’abisso altro non sarebbe stato che il ricordo deformato di un’antica catastrofe cosmica. In quest’ottica il sumerologo interpreta le parole di Isaia, quando, ricordando i “giorni primordiali“, afferma che la «Potenza del Signore colpì e divise in due il Superbo, fece roteare il mostro d’acqua, prosciugò le acque di Tehom».
By Alfredo Lissoni

Continua …
Innanzi tutto non sono (solo) i raeliani a chiamare Elohim gli “dei” (Le Potenze) bibliche; Elohim è il nome con cui nei testi rabbinici e in alcune versioni meno manipolate della Bibbia (come l’edizione Garzanti) si indica “Dio“.

Il termine però è espresso al plurale, e questo, come giustamente sa l’archeologia, è perché in origine gli ebrei erano politeisti come tutti i popoli loro vicini (che adoravano Baal Zebub, il signore delle mosche di Accaron, poi demonizzato dalla Chiesa; Astaroth, ovvero Astarte; il “vitello d’oro” che in realtà era il dio Toro).

Di El gli studiosi Graves e Patai scrivono: «Elohim è la variante ebraica di un antico nome semitico per un dio o per parecchi: Ilu, fra gli assiri ed i babilonesi; El, nei testi hittiti e ugarici; Il o Ilum fra gli arabi del sud. El era considerato capo del pantheon fenicio ed è spesso nominato nei poemi ugarici (datati dal XIV sec. a.C.) come “toro-El” che ricorda gli idoli a sembianza di vitello d’oro fatti da Aronne (Esodo 32, 1-6) e da Geroboamo (1Re 12, 28-29) come emblemi di Dio; nonché la personificazione di Dio, fatta da Sedecia, rappresentata da un toro con le corna di ferro (1Re 22,11)».

Tale retaggio rimase nella cultura ebraica, anche quando Mosè impose il monoteismo (per inciso, attingendo alla figura di un dio come “cespuglio in fiamme” scopiazzato da altri!).

Dobbiamo ricordare che, terminata la Genesi, il secondo libro del Pentateuco è l’Esodo, che narra la storia del popolo ebraico in Egitto, dopo un vuoto cronologico (inspiegabile) di qualche secolo. Nei testi storici egizi, come le Lettere di El-Amarna, vi è corrispondenza storica: si parla di una età degli habiru, gli ebrei, stanziatisi nella terra dei faraoni.

Fu probabilmente in quegli anni che gli ebrei giunsero a contatto con il culto del Dio Unico del riformatore religioso Ekhnaton, e vi si riconobbero. Affrancati e guidati da Mosè (Mosheh), che li unì proprio grazie alla credenza in un Dio Unico rivelatoglisi sulla montagna.

Secondo la traduzione Rosemberg della Bibbia ebraica, quando Dio appariva era solito ripetere due volte il proprio nome, per farsi riconoscere da Mosè (che evidentemente non era in grado di distinguerlo dagli altri dei ?): «Yahwè discese in una nube ed ivi stette con Mosè, invocando: Yahwe’, Yahwe’. Mosè si gettò a terra, si prostrò». Capitanati da Mosè, gli israeliti lasciarono l’Egitto per puntare verso la Terra promessa.

Erano guidati da uno Yahwè che di giorno appariva in forma di nube e di notte come colonna di fuoco, in pratica secondo la stessa iconografia dei moderni dischi volanti. «Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube», afferma Yahwè in Esodo 19,9; «Al terzo giorno, sul far del mattino, ci furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte Sinai ed un suono fortissimo di tromba. Tutto il popolo fu scosso dal terrore. Il monte Sinai era tutto fumante» (Es., 19, 16-17). Troviamo la comparsa di Dio in una nube in Esodo (33, 7-11) e Levitino (16, 2); anche durante le peregrinazioni nel deserto e nelle battaglie contro i nemici Dio viaggiava in una nube sopra gli ebrei per proteggerli (Esodo 13, 21; Numeri 10, 34 e 14, 14).

La nube presentava le stesse manifestazioni tipiche di un velivolo elettromagnetico: scosse e boati, luci e fischi (“lampi e trombe”) ed effetti fisici, tipici dell’esposizione a campi elettromagnetici, sulla pelle degli sventurati che osavano avvicinarsi senza cautela. Come Maria, sorella di Mosè, contro la quale «Divampò l’ira di Yahwè; la nuvola si ritirò di sopra la sua tenda ed ecco, Maria coperta di lebbra come neve» (Num. 12, 9).

Durante la fuga degli ebrei dall’Egitto, la “masnada di gente raccogliticcia” (Es. 12, 38), ribellatasi ai lavori forzati imposti dal faraone, era guidata da «Yahwè che marciava alla loro testa, di giorno come una colonna di nube per guidarli sulla via da percorrere, e di notte come una colonna di fuoco per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte» (Es. 13,21. Ma quando riposavano?).

Secondo il Pentateuco, Yahwè si alternava, un po’ confusamente, in questa funzione con “l’angelo di Dio” (Es. 14, 19); il gruppo  partì da Menfi ed attraversò così il golfo di Suez (e non il Mar Rosso; il termine ebraico “Yam suph” è stato tradotto erroneamente Mar Rosso, ma significa Mar delle canne; era la palude nota oggi come i Laghi Amari; le canne, come le spighe del grano in Gran Bretagna, si piegarono al passaggio dell’astronave di Dio. Travi infuocate di questo genere sono ampiamente descritte nelle cronache latine e medievali, dal Libro dei prodigi al Notabilia Temporum di Angelo de Tummulillis, che descrive il passaggio in cielo di un UFO sigariforme, in forma di trave di fuoco, durante il regno di Enrico IV, il 19, 20 e 21 febbraio 1465).

Premesso che la rilettura ufologica della Bibbia non è idea dei raeliani, ma venne avanzata nel 1950 dall’astronomo Jessup con “La Bibbia e gli UFO” e poi ripresa dal team Leslie ed Adamski, va anche detto che i cristiani si basano sul messaggio del Nuovo Testamento, che non resta minimamente toccato da una chiave di lettura ufologica di certe manifestazioni “anomale” indubbiamente presenti nei testi sacri (ebraici).

Solo che non bisogna cadere in un trabocchetto: come il buon Thompson (il dotto indiano hare Krishna autore di “Alien identities”) ha sottolineato per i testi vedici, le traduzioni occidentali che noi abbiamo di questi testi religiosi sono errate; lo stesso vale per le traduzioni bibliche. Il cabalista Benun al Costanzo Show: citava espressamente riferimenti ufologici nei testi rabbinici. Ci sono, ma nella Bibbia cristiana sono stati tolti o manipolati, e persino nei testi di tarda epoca ebraica! E’ comunque possibile recuperarli (a  me è riuscito, in effetti).

Riconoscerei in questi esseri delle creature evolutissime figlie però, esse stesse, dei medesimi principi emanativi del Tutto in cui credo. Questi esseri, essendo così evoluti, non avrebbero mai fatto qualcosa di negativo ed in effetti la creazione della vita sulla Terra potrebbe rientrare nella loro missione di “coordinamento” delle onde vitali sul piano materiale. Questo è quanto posso dirti dal mio punto di vista di studioso dell’esoterismo. Ma, poi, se mi soffermo a considerare tutte le assurdità che il Movimento Raeliano afferma, a partire dai suddetti concetti base, mi cadono le braccia …

L’ipotesi – perché tale è e resta – di una colonizzazione intelligente dall’esterno trova il massimo ostruzionismo da parte delle autorità rappresentanti le “religioni rivelate” (quelle cioè in cui Dio si manifesta espressamente rivelando agli uomini i propri dettami), non solo perché intacca le basi dell’interpretazione teologica sinora veicolate (e difese per duemila anni), ma anche perché banalizza la visione esclusiva ed antropocentrica dell’uomo al centro dell’universo, creato ‘solo ed unico‘ da un dio che intende farsi servire ed osannare. L’ammissione dell’esistenza di altre forme di vita intelligente nell’universo fa scricchiolare questa antica visione esclusivista; non solo, ammettere che l’uomo possa essere stato creato non da Dio ma dagli alieni distrugge il significato stesso dell’esistenza delle religioni, e di sovrastrutture in grado di mediare e di interpretare la parola di Dio.

Eppure la visione di un dio creazionista esclusivista sembra avere caratterizzato solo il tardo l’ebraismo (ed è stata in seguito acquisita dai cristiani); questo perché nei commentari alla Torah quali ‘Le leggende degli ebrei‘ è scritto testualmente che «quando Dio fece i nostri cieli e la nostra Terra di oggi furono inoltre plasmati i nuovi cieli e la nuova Terra (cfr. Isaia, 66,22) e i centonovantaseimila mondi che Dio creò per la sua gloria»; e nella Mishnah (la tradizione orale ebraica) vi è un passo (sfortunatamente ritenuto apocrifo in quanto tarda interpolazione) in cui si dice che «Nel tempo a venire Dio concederà ad ogni giusto 310 mondi» (affermazione confermata anche nei commentari Petirat Mosheh e nel Qetoret ha-Samim; 340 sono i mondi citati nell”Alfa’ Beta’ de-Rabbi ‘Aqiva; 390 nel Derek ‘Eresh e nel Targum Yerushalmi; 18.000 quelli dell”Avodah Zarah e del Seder Rabbah de-Bereshit), mentre l’Idra Suta arriva ad affermare l’esistenza di ben “trecentosessanta miriadi di mondi“.

Nel testo ‘La creazione del mondo‘ de Le leggende degli ebrei è chiaramente descritta l’esistenza di sette cieli (il secondo dei quali ospitante i pianeti, il quarto l’angelo Michele, il quinto le schiere angeliche, il sesto l’angelo caduto Metatron, il settimo le anime, i serafini, gli ‘Ofannim o Osannini – gli Oannes che ben conosciamo-, le hayyot e gli angeli officianti) e di sette terre, ciascuna delle quali «separata dalla successiva per mezzo di cinque strati». Nella quinta risiedono le anime dei malvagi, sorvegliate dagli angeli della distruzione; nella seconda, chiamata Tevel e considerata “la prima abitata da creature viventi“, vivrebbero «365 specie, tutte affatto diverse da quelle che vivono sulla nostra Terra. Alcune hanno teste d’uomo su corpi di leone, di serpente o di bove; altre hanno corpi umani e teste di uno di questi animali. Inoltre Tevel è abitata da esseri umani con due teste, quattro mani e quattro piedi: tutte le membra raddoppiate, ad eccezione del tronco. Questa specie di umanità si distingue per la sua grande rettitudine, ed anche in ciò è diversa dalla specie che popola la nostra terra…».
Sebbene nel XII l’ebraismo abbia subito una profonda revisione grazie al filosofo ebraico (ed aristotelico) Mosè Maimonide, la visione che la casta rabbinica ha continuato ad imporre per secoli è stata quella di un’unica Terra abitata, popolata da uomini al servizio unico di un dio, unico a sua volta. I costrutti epistemologico-spirituali sono semplicemente folli; le basi etico-filosofiche (per quanto ti possa sembrare inutile la filosofia), inesistenti; i percorsi finalistici …*paranoici* … Qui non entro nel merito; il mio interesse è concentrato sulla tradizione corretta dei testi ebraici; tutto il resto esula.
By Alfredo Lissoni

Nei testi rabbinici dai risvolti ufologici (che ho ribattezzato Jewish UFO files) è chiaramente detto di rapporti tra i vari Elohim tutt’altro che idilliaci. Addirittura, quando un Elohim crea “i cieli e la Terra“, ovvero, presumibilmente, quando crea le condizioni fisiche per lo sviluppo della vita in questo sistema solare (potremmo parlare sì di terraforming, ma più corretto parlare di creazione ex novo. La “creazione” di Adamo ed Ewva non è affatto attribuita allo stesso Elohim creatore del mondo, ma ad un Elohim dissidente, che gli gnostici dei primi secoli d.C. – che erano al corrente di questa storia – chiamavano “L’arconte Demiurgo”), gli antichi testi parlano di una lotta con Tiamat, l’abisso. Interpretabile come il vuoto prima del Big Bang, Tiamat è in realtà la dea acquatica Tehom (che nelle versione tedesche della Bibbia è descritta come … un serpente! Si tratta cioè dell’Avversario del peccato originale). Essa «Minacciò di sommergere il lavoro di Dio.  Ma sul suo carro di fuoco, egli gettò contro di lei raffiche di grandine, di fulmini e saette» (in Nahum e in vari salmi ebraici).

Secondo l’ottantanovesimo Salmo di Galilea, Dio creò Terra e cielo solo dopo aver soggiogato un misterioso “mostro Rahab” ed aver disperso gli altri suoi nemici.

Dunque c’era già vita altrove prima della creazione del mondo. Secondo Giobbe (9, 8-13), quando “Dio” ampliò i cieli (i propri domini?) «i seguaci di Rahab si inchinarono a  lui». “Questi seguaci“, hanno scritto i mitologi Graves e Patai, protestante il primo, ebreo il secondo, «ricordano gli alleati della dea babilonese Tiamat durante la sua lotta contro Marduk, che la soggiogò con una formula sacra di maledizioni. Il testo ebraico dice che egli richiuse Tehom con due porte ben sprangate; la stessa raffigurazione la troviamo nel sumero Enuma Elish: dopo che Marduk ebbe ucciso Tiamat, e formato il cielo, egli sbarrò l’apertura e vi pose dinanzi alcuni guardiani».

I Watchers (Vigilanti), di ufologica memoria.
By Alfredo Lissoni

Fonte/Link attivo

Alfredo LissoniAlfredo Lissoni è giornalista, insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia. Milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l’ignoto.
Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni RAI e Mediaset, spesso in tv, Alfredo Lissoni, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell’enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 17 libri sugli UFO e coautore del programma tv “Altri mondi“.


Zecharia SitchinZecharia Sitchin (1922-2010) è nato a Bacu in Azerbaijan ed ha vissuto in Palestina, dove ha studiato la Bibbia ebraica scritta in ebraico antico. Ha inoltre studiato l’archeologia del Medio Oriente, prima di trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti.

Ha dedicato tutta la sua vita allo studio delle lingue semitiche ed è un’esperto di civiltà Sumera, tanto da essere uno dei pochi studiosi in grado di poter decifrare le iscrizioni scritte nei caratteri cosiddetti “cuneiformi“, che ricoprono bassorilievi e le tavolette di argilla ritrovate in tutto il Medio Oriente. Sitchin nei suoi libri traduce i testi sumerici ed evidenzia le somiglianze tra i miti religiosi Sumeri, Greci e Cristiani … La sua visione è semplice ma sconvolgente: i testi sacri dei popoli antichi non sono una creazione fantastica, ma confusa memoria di fatti realmente avvenuti!

Zecharia Sitchin è un eminente orientalista e studioso della Bibbia, che ha dedicato gli ultimi sessant’anni alla ricerca e alla traduzione delle tavolette di argilla sumere e di altri testi antichi che identificano gli Anunnaki e il loro pianeta Nibiru. Dopo essere stato per molti anni giornalista e redattore in Israele, ha vissuto a New York.



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