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Vaccine Nation. Il danno da vaccini è una causa documentata di autismo … e non solo!

Vaccine Nation, il documentario shock sui vaccini killer, di Gary Null

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Vaccine Nation è un documentario che racconta l’incredibile storia di Alan Yurko e della sua famiglia. Il figlio di Alan muore improvvisamente poco dopo che gli viene somministrata la vaccinazione al quarto mese di vita.

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Vaccine Nation è un documentario che racconta l’incredibile storia di Alan Yurko e della sua famiglia. Il figlio di Alan muore improvvisamente poco dopo che gli viene somministrata la vaccinazione al quarto mese di vita.

Ma ciò che rende particolare questa vicenda (purtroppo fin troppo comune nonostante se ne parli poco) è che, a seguito dei referti medici e dell’autopsia, non è stata presa in esame la possibilità della vaccinazione come causa della morte ma il padre viene prima accusato e poi dichiarato colpevole di aver ucciso il suo bambino percuotendolo volontariamente e ripetutamente al capo nella modalità che la medicina tradizionale definisce “sindrome del bambino scosso”. Nel 1998 Alan è stato quindi condannato all’ergastolo più 10 anni di reclusione, senza possibilità di libertà condizionata.

Una volta in carcere, il genitore, ripresosi dallo shock iniziale, ed essendo additato come un criminale della peggior specie (anche tra i detenuti esiste un codice di rispetto e chi uccide un bambino è chiaramente al gradino più basso), decide di farsi forza e cominciare a studiare a fondo quello che è successo a suo figlio. In breve diventa relativamente esperto dell’argomento e scopre tutta una serie di cose che gli dimostrano una realtà molto diversa e, fino a quel momento, per lui insospettabile. Decide quindi che è arrivato il momento di provare a riportare in tribunale il suo caso e scrive, a mano, più di 40.000 lettere a dottori, ricercatori e chiunque altro possa essere interessato all’argomento. Il 16 marzo 2005 Alan Yurko viene scarcerato dopo che la sua condanna viene annullata in appello.

Nel ricostruire tali vicende, il documentario spazia ad ampio raggio su vari argomenti correlati ai vaccini, a partire da come fu “concepito” il primo vaccino, quello per il vaiolo, fino ad illustrare le modalità con cui (non) vengono testati i vaccini al giorno d’oggi prima d’essere messi in commercio passando attraverso la pericolosità dei componenti che spesso sono parte integrante della terapia.

Il documentario originale è disponibile solo in lingua inglese ma è stata da poco realizzata una versione con i sottotitoli in italiano che è possibile vederla on-line qui di seguito.

Un documentario che racconta la storia di Alan Yurko e del calvario in cui si è ritrovato dopo aver vaccinato suo figlio. Viene fatta anche un’ottima sintesi di quella che è la NON ESISTENTE BASE SCIENTIFICA DEI VACCINI sfatando diversi luoghi comuni.

Fonte/Link attivo

emergenzautismo.org

Portale d’informazione e Ricerca

Il danno da vaccini è una causa documentata di autismo … e non solo!

Nuova revisione di studi sul Journal of Immunotoxicology

Pubblicato sul sito originario il 10 febbraio 2011

È stata pubblicata in questi giorni  sulla importante rivista scientifica Journal of Immunotoxicology, 2011; 8(1): 68–79, una nuova revisione di studi che esamina le varie cause ambientali dell’autismo, tra cui i vaccini e i loro componenti (LINK PDF).

Helen Ratajczak, l’autrice, è una ricercatrice della Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals che ha pubblicato, come autrice o coautrice, 41 articoli su PubMed. È anche stata coautrice nel 2006 di uno studio per l’FDA e, nello stesso anno, è stata eletta  Presidente della sezione Nord Est dell’Istituto di Tossicologia. È una scienziata seria e rispettata che, in questa recensione, discute la presenza di DNA di feti umani nel MMR II e nei vaccini Varivax. Questi alcuni stralci dal suo lavoro sull’autismo su  Immunotoxicology.

ABSTRACT

L’autismo può risultare da più di una causa, con differenti manifestazioni in differenti soggetti che mostrano sintomi comuni. Le cause documentate di autismo  comprendono mutazioni genetiche e/o delezioni, infezioni virali e encefaliti in seguito a vaccinazioni.

L’AUMENTO DELLA DIFFUSIONE DELL’ASD È UNA REALTÀ

Bugiardino vaccino. Clicca sull’immagine per ingrandire.

In generale, l’incremento della diffusione dell’autismo non deve considerarsi il risultato della avvenuta  riclassificazione. Sebbene le diagnosi di autismo siano aumentate, non c’è infatti alcuna diminuzione corrispondente in altre categorie diagnostiche. I dati del Ministero dell’Istruzione, e in particolare quelli provenienti dal Dipartimento per l’Istruzione Speciale, mostrano un significativo aumento della diffusione dell’autismo tra i bambini, e specialmente tra quelli nati tra il 1987 e il 1992. In quegli anni, la diffusione dell’autismo su 10.000 nati salì di circa il 50% ogni 2 anni: 5.3 nel 1984, 7.8 nel 1986, 11.8 nel 1988, e 18.3 nel 1990. In quel periodo non ci furono cambiamenti nella diffusione di ritardo mentale, ritardo del linguaggio o di lesione cerebrale, la qual cosa indica che l’aumento dell’autismo c’è effettivamente stato.

La nuova versione del vaccino contro morbillo, rosolia e parotite  (MMR II) che non contiene Thimerosal venne introdotta nel 1979. Dal 1983, venne utilizzata solo questa nuova versione. L’autismo negli Stati Uniti  ebbe un drammatico picco tra il 1983 e il 1990 passando da 4–5 casi ogni 10.000 nati a 1 su 500. Nel 1988, venivano consigliate due dosi dell’MMR II per immunizzare quei soggetti che non rispondevano al primo vaccino. Un picco nella diffusione dell’autismo venne quindi ad associarsi all’aggiunta della seconda dose di MMR II.

Nel 1988, l’MMR II venne usato anche in Inghilterra nella quale oggi il tasso di diffusione è arrivato a 1 ogni 64. Anche in Canada, Danimarca e Giappone si sono avuti importanti incrementi della diffusione dell’autismo. E’ importante notare che diversamente dal primo MMR, la componente per la rosolia dell’ MMR II è stata propagata in membrana cellulare umana derivata da tessuti dei polmoni embrionali (Merck and Co., Inc., 2010).

Il vaccino  MMR II è contaminato con DNA umano proveniente dalla membrana cellulare. Questo DNA umano potrebbe essere la causa del picco nella diffusione dell’autismo.  Un successivo picco si ebbe poi nel 1995 quando il vaccino per la varicella venne fatto crescere in tessuti fetali umani  (Merck and Co., Inc., 2001; Breuer, 2003). L’attuale incidenza negli Stati Uniti è approssima tivamente di 1 su 100.

Il DNA umano dai vaccini può essere inserito casualmente nei geni di chi ha fatto il vaccino da ricombinazioni omologhe, un processo che avviene spontaneamente solo all’interno di una specie. Punti caldi per l’inserimento di questo DNA sono stati trovati nel cromosoma X in otto geni associati all’autismo coinvolti nella formazione di sinapsi nei nervi, nello sviluppo del sistema nervoso centrale e nella funzione mitocondriale (Deisher, 2010). Tutto questo potrebbe fornire delle spiegazioni del perchè l’autismo è predominantemente una malattia che colpisce maggiormente  i maschi. Messi assieme, questi dati sostengono l’ipotesi che residui di DNA umano in alcuni vaccini possano provocare autismo.

VACCINI

I dati sull’incidenza e prevalenza indicano che il momento di introduzione dei vaccini e le modificazioni nel tipo e nell’incremento del numero dei vaccini inoculati contemporaneamente implica che i vaccini sono causa di autismo. La tabella attuale raccomandata per l’immunizzazione per bambini dai 0 ai 6 anni negli Stati Uniti include sei vaccini ai due mesi di età e 9 a 12-15 mesi, un incremento che va oltre le raccomandazioni di sei anni prima.

Il sistema immunitario è particolarmente sensibile a due mesi di età. In questo modo, il sistema immunitario di un neonato viene compromesso a due mesi. Una minaccia attraverso così tanti vaccini nel momento in cui il sistema immunitario è compromesso può contribuire all’insorgenza dell’autismo.

ANTIGENI VACCINALI

Molti genitori affermano che lo sviluppo dei loro figli era normale finchè non hanno fatto i vaccini all’età di circa 18 mesi. L’organismo  vaccino potrebbe esserne la causa. Una ipotesi, relativa al vaccino della pertosse è che la tossina pertosse contenuta in questo vaccino causi una separazione della proteina G-alpha dai recettori retinoidi in bambini geneticamente a rischio.

RIEPILOGO E CONCLUSIONI

L’autismo ha raggiunto proporzioni epidemiche. Con una diffusione di 1 su 110 negli Stati Uniti, 1 su 64 in Inghilterra e United Kingdom, e numeri simili in molti altri paesi, è evidente una situazione di pericolo per le future generazioni.

Integrando i dati qui presentati,  una ipotesi è che l’autismo sia il risultato di difetti genetici, con l’effetto contributivo dell’età avanzata dei genitori, e/o infiammazione del cervello. L’infiammazione potrebbe essere causata da un gran numero di agenti tossici  ambientali, infezioni e comorbidità in soggetti geneticamente  predisposti ai disordini dello sviluppo.

Fonte (EN)          Link attivo

MedNat.org

(US) le Comunita’ AMISH, che NON vaccinano, NON hanno bambini Autistici
Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.
La scomparsa delle malattie infettive NON e’ dovuta ai vaccini ! (Francais)
USA – Perché la popolazione di certe comunità Amish (quelle che NON vaccinano i propri figli) NON HA l’Autismo e neppure le allergie, come gli altri che si vaccinano o che vengono vaccinati?

Ecco la sintesi dell’intervista del giornalista Dan Olmsted, del Washington Times, che dimostra l’incredibile ASSENZA di autismo nelle comunità Amish non vaccinate, della Pennsylvania e Ohio [Vedi anche: Vaccini ed Autismo, la prova.]

Gli “studiosi” dichiarano  che l’autismo è esistito da millenni con la stessa percentuale nella popolazione; al presente [la prevalenza negli Stati Uniti (US) è quella di un bambino autistico ogni 80 nati (anno 2011)] (NdR: questa cifra è in continua variazione, per l’aumento spropositato di anno in anno del numero dei bambini vaccinati che divengono autistici = fine anno 2015 = 1 bambino autistico DOPO la vaccinazione, ogni 26 nuovi nati ed il  numero cresce sempre più …).

Con queste devastanti statistiche alla mano, il reporter del Washington Times ha deciso di analizzare la percentuale di autismo tra la popolazione Amish della Pennsylvania (USA), una comunità religiosa di origine olandese che, da centinaia di anni, ha scelto di vivere culturalmente separata dagli altri cittadini americani ed in alcune di quelle comunità, NON si vaccinano mai!

Bachmair si e’ domandato: «Perché gli Amish NON hanno bambini autistici?».

Il suo intento era quello di appurare se, studiando i bambini autistici tra gli Amish, si potevano ottenere risposte alle cause dell’epidemia di autismo che sta attraversando il mondo.

A causa delle loro credenze religiose, la comunità Amish ha scelto di NON far vaccinare i loro bambini.

La risposta è arrivata ed è semplice:  «Le Vaccinazioni», che alcune comunità Amish non permettono vengano fatte ai propri bambini.

Viaggiando nelle comunità intervistate e controllate che NON vaccinano, munito delle statistiche nazionali USA (2012), il reporter avrebbe dovuto trovare circa oltre 200 bambini autistici.

Ne ha trovati invece solo tre:

  • la prima era una bambina adottata dalla Cina (la Cina, l’India e l’Indonesia da anni hanno adottato programmi di vaccinazione di massa),
  • il secondo bambino era diventato autistico subito DOPO una vaccinazione,
  • il reporter non è riuscito a stabilire se il terzo bambino fosse stato vaccinato o meno.

Il commento del medico dr. Mercola: «C’è qualcuno che vuole più evidenza di questa? Anche se quanto descritto non è uno studio scientifico, è un’analisi basata su fatti che indicano un legame irrefutabile tra vaccinazioni e autismo. Non devi essere un medico, o avere una laurea in epidemiologia, o essere un laureato in scienze astronautiche per capire il collegamento».

La VERA STORIA USA, sulla SPERIMENTAZIONE MEDICA UMANA

Avviso: Ciò che state per leggere è veramente scioccante. Non sono mai state date queste informazioni dell’ American Medical Association, né dalle compagnie farmaceutiche, né dal telegiornale della sera.

Non vi è mai stata detta la verità sulla medicina convenzionale nella scuola pubblica, o in qualsiasi altra università. Questo è l’oscuro segreto del sistema americano della medicina, e dopo aver letto dei veri conti segnalati qui, non ci potremo mai più fidare delle compagnie farmaceutiche (LINK FONTE).

L’Immunità di gregge, è la supposta carta vincente per la difesa della vaccinazione in TV, Internet, riviste mediche e giornali, sul motivo per cui dovremmo essere vaccinati più e più volte per tutta la vita, con un numero sempre crescente di vaccini e ciò per ogni malattia.

Visionate i dati degli US, quante vaccinazioni quei poveri bambini-ragazzi hanno e debbono subire, dalla nascita fino ai 18 anni, notate pure il numero sempre più crescente di vaccini inoculati, dagli anni 1960 al 2016, e malgrado ciò sono sempre più malati di autismoallergieasma, malattie autoimmuni, gastrointestinali, epilessie, distrofie, sclerosi, leucemie, cancro, ecc.!

Vaccine Nationè un documentario che racconta l’incredibile storia di Alan Yurko e della sua famiglia.
[Vedi: Vaccinazioni ed Autismo + Bambini più malati con i Vaccini + Danni dei Vaccini + La meravigliosa Salute dei bambini NON vaccinati].

Collegamento vaccinazioni-autismo (o perché la popolazione degli Amish americana che NON vaccina, non ha l’autismo). R.S. a cura di Marcello Griffo.

L’autismo è un disordine infantile difficile da ignorare. È caratterizzato da una mancanza d’interesse nelle relazioni sociali e nella comunicazione, e da un ristretto numero di attività da parte del bambino autistico.

Mentre gli studiosi dichiarano che l’autismo è esistito da millenni con la stessa percentuale nella popolazione, al presente (2007) la prevalenza negli Stati Uniti è quella di un bambino autistico ogni 166 nati.

Con queste devastanti statistiche in mano, un reporter del Washington Times ha deciso di analizzare la percentuale di autismo tra la popolazione Amish della Pennsylvania (USA), una comunità religiosa di origine olandese che, da centinaia di anni, ha scelto di vivere culturalmente separata dagli altri cittadini americani.

Perché gli Amish non hanno bambini autistici?

Il suo intento era quello di appurare se, studiando i bambini autistici tra gli Amish, si potevano ottenere risposte alle cause dell’epidemia di autismo che sta attraversando il mondo.

La risposta è arrivata. Il probabile colpevole? Le vaccinazioni, che diverse comunità di Amish NON permettono siano fatte ai propri bambini. Viaggiando nella comunità munito delle statistiche nazionali, il reporter avrebbe dovuto trovare circa 200 bambini autistici.

Ne ha trovati invece solo tre:

  • la prima era una bambina adottata dalla Cina (la Cina, l’India e l’Indonesia da anni hanno adottato programmi di vaccinazione di massa),
  • il secondo bambino era diventato autistico subito dopo una vaccinazione,
  • il reporter non è riuscito a stabilire se il terzo bambino fosse stato vaccinato o meno.

Gli effetti collaterali del thimerosal?

Nei vaccini si usano dei conservanti a base di mercurio (il thimerosal) che proteggono il liquido nei contenitori da possibili contaminazioni causate dalla ripetuta inserzione degli aghi della siringa. Dopo che gli ufficiali sanitari obiettarono alle quantità di mercurio che gl’infanti assorbivano attraverso il thimerosal, la tossina fu messa al bando dal 1999. Ma una modifica nella dichiarazione dei componenti presenti nel vaccino ha permesso al thimerosal di non essere menzionato.

Il commento del dottor Mercola: «C’è qualcuno che vuole più evidenza di questa? Anche se quanto descritto non è uno studio scientifico, è un’analisi basata su fatti che indicano un legame irrefutabile tra vaccinazioni e autismo. Non devi essere un medico, o avere una laurea in epidemiologia, o essere un laureato in scienze astronautiche per capire il collegamento».

Come può essere più ovvio?

Anche lo studio fatto nel 2004, con dati forniti dal CDC di Atlanta (Center for Disease Control), “children who receive thimerosal-containing vaccinations“, ha concluso che i bambini che sono stati vaccinati hanno 27 volte in più la possibilità di sviluppare l’autismo. I numeri non mentono.

Il peggio deve ancora arrivare con il nuovo vaccino per l’epatite B 

A causa delle loro credenze religiose, alcune comunità di Amish hanno scelto di NON vaccinare i loro bambini. È comprensibile se molti di voi non vogliono scegliere un approccio così radicale. Ma se volete concentrarvi su un solo vaccino, vi incoraggio ad informarvi sulla controversia che circonda il vaccino dell’epatite B.

La versione multi-dose di questo vaccino, che è somministrato a tutti i nascituri prima di lasciare l’ospedale, contiene ancora il thimerosal. Questo è una biasimevole, irresponsabile negligenza di prima grandezza. L’immaturo sistema nervoso centrale di queste piccole creature indifese è particolarmente suscettibile agli insulti tossici, e thimerosal, il conservante a base di mercurio, è uno dei peggiori.

Il comportamento dei medici sarebbe più comprensibile se il vaccino per lepatite B avesse dei benefici sociali, ma molti esperti di medicina naturale che studiano l’argomento sono concordi nell’affermare che il vaccino sia assolutamente inutile e pericoloso.

Vi sono in America solo circa 5.000 persone che sviluppano come conseguenza di un’infezione epatica il cancro al fegato.

Ciò significa che stiamo immunizzando decine di milioni di bambini, e causando danni cerebrali che portano alla presente epidemia di autismo, per proteggere 5.000 adulti dal cancro al fegato.

Ma molti di questi adulti hanno seri problemi sociali, come l’assunzione di droghe per via endovenosa, l’alcolismo e la cattiva alimentazione, comportamenti che aumentano seriamente il rischio della malattia. Se sei un genitore che vuole soppesare i pro e i con dei vaccini, ti incoraggio a documentarti più approfonditamente sulla tossicità del thimerosal, presente nei vaccini multi-dose per l’epatite B e per l’influenza.

Questa notizia è stata divulgata dal periodico “Washington Times”.

Articoli di riferimento pubblicati da:
Washington Times April 18, 2005
Washington Times April 19, 2005

Studio del CDC di Atlanta:  children who receive thimerosal-containing vaccinations
Tratto da: ecplanet.com

Le interviste del giornalista continuano in: Autismo – 2

Video del dott. Massimo Montinari a Don Chisciotte  – Ott. 2012

In studio nella puntata del 30 ottobre 2012 il dott. Massimo Montinari del Comitato Montinari e l’avvocato Roberto Mastalia. Dai vaccini all’autismo, dalla ricerca farmacologica alle battaglie del Comitato Montinari.

Inserto: Massimo Montinari, biografia e bibliografia. CLICCA per aprire la scheda

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Il dottor Massimo Montinari è Aiuto O. Dipartimento di Biomedicina dell’Età Evolutiva al Policlinico di Bari, Professore v.r. Istituto di Biochimica Peoples University of the Americas, San Juan PR, Ricercatore di Immunologia Biotecnologica, Divisione di Ricerca Clinica La Tour A.C. Mexico, Specialista in Chirurgia Pediatrica e Chirurgia d’Urgenza.

Autismo
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I bambini della comunità Amish (quelle che non vaccinano) cresciuti negli allevamenti rurali dell’Indiana del Nord (Stati Uniti) soffrono di asma e allergie molto meno spesso dei loro coetanei cresciuti nelle fattorie della Svizzera (gruppo europeo conosciuto per essere relativamente libero da allergie), secondo un nuovo studio pubblicato in Journal of Allergy and Clinical Immunology.

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0091674912005192

«I tassi sono molto, molto bassi» ha affermato il Dott. Mark Holbreich, autore principale dello studio. «Così possiamo affermare con certezza che c’è qualcosa di ancora più protettivo nella comunità Amish rispetto alle comunità agricole europee».

I ricercatori hanno osservato a lungo il cosiddetto “effetto da fattoria“, i bassi tassi di allergia e asma trovati tra i bambini allevati nelle aziende agricole dell’Europa centrale, ma molto meno si conosce dell’influenza sulla crescita nelle aziende Nord Americane.

Il Dott. Holbreich, allergologo di Indianapolis, ha trattato la comunità Amish dell’Indiana per due decenni, e si accorse che pochissimi Amish avevano effettivamente episodi allergici.

Appena gli studi sull’effetto fattoria in Europa cominciarono ad emergere diversi anni fa, Holbreich si è chiesto se lo stesso fenomeno poteva essere trovato negli Stati Uniti.

Il Dott. Holbreich ha collaborato con i colleghi europei per confrontare i bambini cresciuti negli allevamenti agricoli  in Svizzera, e i bambini che non erano cresciuti negli allevamenti agricoli in Svizzera, con i bambini Amish cresciuti negli allevamenti dell’Indiana.

Le famiglie degli Amish, le cui radici si possono rintracciare in Svizzera, in genere nei loro allevamenti utilizzano ancora oggi metodi simili al 1800 e non possiedono automobili o televisori.

La comunità Amish ha una sorta di riluttanza a seguire il progresso, non ha mai rifiutato la medicina (accede agli ospedali in casi eccezionali), ed ha comunque una percentuale di vaccinazione che è la più bassa rispetto alla media della popolazione statunitense come la comunità Cristiana Scientista, così rimane poco chiaro cosa sembra prevenire le allergie nei bambini che crescono negli allevamenti e nelle fattorie Amish.

I ricercatori hanno esaminato 157 famiglie Amish, circa 3.000 famiglie di agricoltori svizzeri e altrettante 11.000 famiglie svizzere che non vivono negli allevamenti, tutte con i bambini tra i 6 e i 12 anni di età. Essi hanno scoperto che solo il 5% dei ragazzi Amish era stato diagnosticato con asma, rispetto al 6.8% dei ragazzi svizzeri cresciuti in allevamento e all’11.2% degli altri bambini svizzeri. Allo stesso modo, tra 138 bambini Amish sottoposti al prick test cutaneo per determinare se essi erano predisposti ad avere allergie, solo 10 bambini (ovvero il 7%) hanno avuto una risposta positiva. In confronto, il 25% dei ragazzi svizzeri allevati in fattoria e il 44% di altri bambini svizzeri hanno avuto un test positivo.

Lo studio iniziale non era incentrato a determinare perché i bambini cresciuti nelle fattorie erano meno suscettibili a sviluppare asma e allergie, ma era incentrato su altre ricerche in merito all’esposizione ai microbi derivanti dal contatto con le mucche, in particolare, per spiegare parzialmente l’effetto degli allevamenti (I bambini cresciuti negli allevamenti bovini possono avere un minor numero di allergie – Reuters Health, 2 maggio 2012).

www.reuters.com/article/2012/05/02/us-kids-allergies-idUSBRE8411A220120502

«Bere latte crudo di mucca sembrerebbe fattore positivo predisponente», afferma il Dott. Holbreich. La teoria che ne deriva è che la precoce esposizione ai diversi potenziali allergeni e agli agenti patogeni di un allevamento addestra il sistema immunitario a riconoscerli, ma a non reagire in modo eccessivo per quelli innocui.

Per quale motivo i ragazzi Amish hanno tassi di allergia e di asma ancora più bassi di altri bambini degli allevamenti, «Quel pezzo del puzzle davvero non sappiamo spiegarcelo», ha affermato il Dott. Holbreich a Reuters Health.

La Dott.ssa Corinna Bowser, allergologa a Cherry Hill (New Jersey), ha affermato che c’è anche una possibilità che l’ereditarietà di certi fattori potrebbe svolgere un ruolo importante. È ovvio che, vaccinandosi a basse percentuali, NON subiscono mutazioni al DNA e non sviluppano quell’indebolimento del sistema immunitario che ha interessato i nostri predecessori, la nostra generazione, e soprattutto quella dei nostri figli (ancor più bombardati da campagne vaccinali scriteriate).

«Gli Amish sono ancora a un pool genetico limitato, presumo, perché essi sono molto più isolati rispetto ai bambini svizzeri» ha affermato la Dott.ssa Bowser a Reuters Health.

Il Dott. Holbreich ha affermato che con i prossimi studi indagherà ulteriormente le differenze tra i gruppi negli allevamenti, con maggiore attenzione verso la progettazione di possibili interventi. «Per esempio, le madri incinte o i bambini potrebbero essere esposti a fattori misteriosi che sembrano proteggere i bambini in allevamento come trattamento preventivo», ha spiegato in modo fantasioso il Dott. Holbreich.

L’obiettivo è quello di cercare di trovare un modo per prevenire questa epidemia di asma e allergie che colpisce le popolazioni occidentali. Molto semplice: basterebbe eliminare del tutto le scriteriate campagne vaccinali alle quali sono sottoposti i neonati.

La verità è davanti agli occhi di molti ma nessuno vuole vederla, e pochi la interpretano nel giusto modo.

http://imfar.confex.com/imfar/2010/webprogram/Paper7336.html

L’esempio è fornito dall”ultimo dibattito creatosi intorno agli Amish e all’Autismo, relativo al 2010 quando esce uno studio epidemiologico che indica una prevalenza approssimativa di 1 bambino Amish ogni 271 per le due comunità più grandi presenti negli Stati Uniti (Holmes County nell’Ohio e  Elkhart-Lagrange County nell’Indiana). Ciò che è decisamente bizzarro di questo studio epidemiologico, che sostanzialmente ha trovato 7 (solo sette!) bambini con autismo su 1899 bambini valutati, è la totale mancanza del confronto tra bambini.

Come riportato da un editoriale di Repubblica del 2006, si potrebbe presumere che ad oggi la comunità Amish conta circa 18.000 individui.

www.repubblica.it/2006/10/sezioni/esteri/pennsylvania-scuola/amish-scheda-/amish-scheda-.html

Lo studio in questione ha esaminato le contee più numerose. Pertanto, 7 persone su 18 mila corrisponderebbero a una percentuale di autismo dello 0,04 . lontana anni luce dalle elevatissime percentuali con le quali abbiamo a che fare “noi” (popolo di vaccinati e maniaci dell’immunizzazione artificiale) a tal punto che non servirebbero ulteriori commenti. Se non fosse che questa incredibile prevalenza approssimativa è stata ottenuta:

  • senza un opportuno test genetico nei bambini Amish vaccinati (pochissimi) con bambini Amish non-vaccinati (la maggioranza);
  • senza opportuna considerazione dell’autismo associato a ritardo mentale rispetto all’autismo senza ritardo mentale tra i bambini Amish e i bambini non-Amish;
  • senza valutare la prevalenza di epilessia e autismo nei bambini Amish e nei bambini non-Amish;
  • senza valutare concomitanti problemi medici nei bambini autistici Amish e nei bambini non-Amish;
  • senza opportuni studi clinici di confronto tra i figli di genitori non-Amish e figli autistici dei genitori Amish per rilevare se la diagnosi di autismo è legata al ritardo mentale come ipotesi genetica oppure è legata geneticamente a una condizione metabolica la cui manifestazione comportamentale è stata diagnosticata come DSA;
  • senza valutare la regressione nei bambini autistici Amish [età, abilità in genere, linguaggio, comportamento, relazione] con la regressione nei bambini autistici non-Amish;
  • senza spiegare se i bambini hanno manifestato regressione oppure non hanno mai raggiunto tappe evolutive dalla nascita;
  • senza dimostrare un plateau nello sviluppo o nella regressione dalla nascita fino all’autismo; senza valutare le reazioni avverse ai vaccini, la funzionalità epatica, la funzionalità renale, e lo stato immunitario.

Inoltre, non è presente alcun adeguamento per età materna. L’età materna è un fattore ben noto nell’autismo e la media dell’età materna è stata in costante aumento nella maggior parte degli Stati Uniti per tutte quelle donne che hanno aspettato a condurre una gravidanza privilegiando la carriera lavorativa. Probabilmente, per coloro che hanno condotto lo studio, nella società Amish non ci sono molte donne che rimandano la gravidanza per privilegiare la carriera lavorativa, ed anche questo è un fattore importante.

Inoltre, non è presente alcun adeguamento per età materna. L’età materna è un fattore ben noto nell’autismo e la media dell’età materna è stata in costante aumento nella maggior parte degli Stati Uniti per tutte quelle donne che hanno aspettato a condurre una gravidanza privilegiando la carriera lavorativa. Probabilmente, per coloro che hanno condotto lo studio, nella società Amish non ci sono molte donne che rimandano la gravidanza per privilegiare la carriera lavorativa, ed anche questo è un fattore importante.

Tutte queste circostanze confermerebbero che la diagnosi “autismo” è una semplice descrizione del “comportamento“, come riconosce anche il Dott. Kevin Strauss (Pediatra del CSC – Clinic for Special Childrenhttp://www.clinicforspecialchildren.org/CSC/Home.html che spesso viene alzato sugli scudi dagli appartenenti al pianeta pro-autismo quando vogliono screditare il lavoro del giornalista Dan Olmsted riferito alla popolazione “Amish non vaccinata” della Pennsylvania e dell’Ohio.

Questi abitanti del pianeta pro-autismo omettono inoltre di pubblicare l’intero “Strauss pensiero“, il quale conferma che c’è molto più da discutere sulla dubbia pratica di etichettare un bambino con “autismo” quando il “comportamento” è spesso associato a un’espressione clinica di sofferenza causata da complessi disturbi fisici (convulsioni, ritardo mentale, encefalopatia, disordini metabolici, e altrettanti complicati quadri clinici) riferibili anche a danno vaccinale e che sono felicemente ignorati.

Tratto da: autismovaccini.com

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Vaccinazione, il killer silenzioso … la storia si ripete

Abbiamo barattato orecchioni e morbillo contro cancro e leucemia

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Fin dai tempi della scuola
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Le numerose bugie e gli imbrogli cui siamo sottoposti non sono eventi isolati e a sè stanti ma fanno parte di un disegno unico teso ad allontanare l’Uomo dal Suo Creatore, togliendogli la condizione di Figlio (“creati ad immagine e somiglianza”) per ridurlo in schiavitù.

Una schiavitù non fisica, non con catene di ferro, ma una schiavitù alla quale l’Uomo stesso si sottopone ogni volta che, assalito dalla paura (del nemico, della povertà, della crisi, del terrorismo, della malattia, del global warming, ecc.) si attacca a qualcosa dimenticando la propria origine divina e la promessa che Gesù ci ha fatto (“guardate i gigli del campo… non tessono, non filano, …”).

Per questo ci è stato detto: “Conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi”: perché solo con la menzogna, solo con l’inganno il Falsario riesce nel suo intento (come il serpente nel Paradiso Terrestre).

Per questo svelare gli inganni, smascherare gli imbrogli contribuisce, nel suo piccolo, all’opera di creazione di un uomo veramente libero, come il Padre aveva creato.

Prefazione

Nei manuali d’uso allegati a computer, lavatrici, televisori, si trova all’inizio un’avvertenza che recita più o meno così: Pericolo! Prima di aprire, scollegare il dispositivo dalla rete elettrica.

Ancora prima di spiegare come funziona, come si accende, quali procedure usare, viene posta l’attenzione sul pericolo.

Nel grande “Manuale del Costruttore” che è la Bibbia troviamo una simile avvertenza all’inizio della storia dell’umanità: ci viene fatto vedere il pericolo che corriamo con Satana, il Falsario.

Siamo messi in guardia: la sua azione è subdola, nascosta, astuta, tesa ad ingannare l’uomo e ad allontanarlo dal Padre tramite l’inganno e la giustificazione del male. Fra l’altro non viene mai detto che questa attività sia terminata con la cacciata dal paradiso terrestre, con l’uscita dall’Armonia del Creato; Gesù stesso, infatti, molto tempo dopo, si trovò più volte a combattere contro Lucifero in persona, oltre che contro i suoi emissari.

Sembra però che proprio i cristiani, che dovrebbero conoscere la Sacra Scrittura e metterne in pratica gli avvertimenti, siano i più lenti a capire e vedere gli innumerevoli inganni cui siamo sottoposti, se anche Gesù disse: “I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”.

Fra i doni dello Spirito Santo probabilmente quello più trascurato e meno invocato sembra essere proprio quello del discernimento. Peccato.

Riconoscere le menzogne che inquinano la nostra vita è importante sia perchè “la storia è maestra di vita”, ma soprattutto perché senza conoscere la Verità non si percepisce l’enorme Amore di Dio per l’Uomo.

Pensateci un attimo: Dio proibisce ad Adamo ed Eva di mangiare dell’albero per il loro bene; ma il serpente fa loro credere che Dio sia cattivo, e che il divieto sia dovuto alla possibilità che Adamo ed Eva diventino come Lui.


Alberto MediciUn inganno per allontanarci da Dio.

Alberto Medici è un ingegnere che ha seguito da vicino, per diversi anni, siti di libera informazione come Effedieffe di Maurizio Blondet, Disinformazione di Marcello Pamio, il blog di Paolo Franceschetti e Solange Manfredi, Infowars di Alex Jones, e luogocomune.

 

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