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Terremoto: un’arma letale vietata dall’ONU. Quelle onde H.A.A.R.P. …

 

SU LA TESTA!

Parole e Immagini di Gianni Lannes
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. POI VINCI!» (Mahatma Gandhi).

25.8.16
TERREMOTO: UN’ARMA AMBIENTALE VIETATA DALL’ONU
di Gianni Lannes

 

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Il Pentagono è in grado di ordinare e provocare cataclismi e terremoti. Non è un caso se l’uso della cosiddetta “arma ambientaleè vietato, almeno sulla carta, dall‘ONU mediante la convenzione internazionale Enmod, entrata in vigore il 5 ottobre 1978, e ratificata dall’Italia con la Legge 962 del 1980, a firma del presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Sul portale dell’ambasciata nordamericana in Italia, è scritto che il MUOS in Sicilia serve proprio a “sostenere le operazioni militari USA in tutto il mondo“.

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Sul sito del dipartimento della difesa USA si trova una interessante trascrizione di un briefing del Segretario della difesa William Cohen. Il documento risale al 28 aprile 1997. Ecco uno stralcio illuminato:

«There are some reports, for example, that some countries have been trying to construct something like an Ebola Virus, and that would be a very dangerous phenomenon, to say the least. Alvin Toeffler has written about this in terms of some scientists in their laboratories trying to devise certain types of pathogens that would be ethnic specific so that they could just eliminate certain ethnic groups and races; and others are designing some sort of engineering, some sort of insects that can destroy specific crops. Others are engaging even in an eco- type of terrorism whereby they can alter the climate, set off earthquakes, volcanoes remotely through the use of electromagnetic waves».

Alla voce guerra “non convenzionale“: in questi casi la natura non c’entra, ma è solo un utile paravento per i criminali di Washington. Ancora una volta, e come sempre, gli sciacalli del negazionismo si sono scatenati con insulti e minacce, però con fallimentari risultati. I dubbi iniziano ad insinuarsi nell’italidiota medio, in letargo da decenni. Ma non vi dice niente un terremoto fatale che arriva sempre alla medesima ora, nel cuore della notte e scuote il sottosuolo a scarsa profondità? Quale scenario migliore di una colonia tricolore priva di sovranità dal 1945 e sismo geneticamente fragile, dove sperimentare armi proibite? Ma lo sapete che i terremoti superficiali, così almeno attesta la letteratura scientifica, vanno da 0 a 70 chilometri? Ma siete in grado almeno di leggere un sismogramma, magari non manipolato dalle autorità ufficiali? Ma almeno capite qual è la semplice differenza tra ipocentro ed epicentro? Il dubbio e non il conformismo, è il movente della ricerca, ma soprattutto la base di ogni civiltà.

Riferimenti:

Pubblicato da Gianni Lannes a 07:38
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25.8.16
GRAN SASSO: UN LABORATORIO DI FISICA NUCLEARE CHE VIOLENTA L’ITALIA!
di Gianni Lannes

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Io so di non sapere, ma in ogni caso il dubbio ma non l’accettazione acritica di presunte verità ufficiali, è la base di ogni civiltà umana, nonché il fondamento della ricerca. Quando la scienza è un pretesto ammantato dal segreto di Stato, quando si nega e si tranquillizza fino all’imbonimento delle masse. Quanto è piccolo il mondo disumano, dove la fantascienza (DARPA) ha soverchiato la realtà. Basta scavare un po’ e tutto torna a rigor di logica, per ricostruire il bandolo della matassa sulla base di un’esperienza personale diretta, verificabile da chiunque. Le autorità tricolori non hanno mai rivelato gli eventuali danni subiti a seguito del sisma dell’Aquila (309 vittime) e pure adesso tacciono al laboratorio di fisica nucleare. Perché? Qualcosa da nascondere? Si sa solo che parte del corno piccolo ha subito danni e non era mai successo prima. Chi controlla i controllorilaureati e analfabeti funzionali in Italia? Nessuna anima viva super partes. Dinanzi all’ennesima carneficina (291 morti accertati attualmente) di connazionali innocenti e di tanti bambini non si può tacere.

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Ad un soffio da L’Aquila, ad un passo da Amatrice e da Rieti, nelle viscere dell’Appennino, esattamente dentro il sistema geologico più delicato in assoluto di tutta la dorsale italica, che disseta 1 milione di persone. In loco le zolle tettoniche sono instabili come in nessun altro luogo del bel paese. Lì, dove oscillano i neutrini, il regno della Fisica delle Particelle, dove stanno conducendo in questo momento esperimenti sulle esplosioni delle Supernovae, lì dove quantità abnormi di energia vengono convogliate in condotte progettate per studiare l’infinitamente piccolo della materia e ciò che si nasconde tra etere e le conosciute quattro dimensioni dello Spazio/Tempo. Lì dove torturano madre Terra, punzecchiandone il sistema nervoso. Lì dove la scienza crede di poter dominare la forza dell’universo. Proprio lì, in corrispondenza degli epicentri dei più disastrosi terremoti recenti italiani. Lì dove ceti omuncoli in camice bianco e divisa d’ordinanza si credono “dei”. Quali sono realmente gli esperimenti in atto attualmente?

Nati da un’idea di Antonino Zichichi, la loro costruzione ebbe inizio nel 1982 e sono stati costruiti assieme al traforo autostradale del Gran Sasso. Cinque anni dopo vi si tenne il primo esperimento. I laboratori sotterranei contengono tre “sale” (sala A, sala B e sala C) le cui dimensioni tipiche sono di 100 metri di lunghezza per 20 metri di larghezza e 20 metri di altezza. Oltre alle tre sale principali i laboratori sotterranei sono costituiti da alcuni locali di servizio, da dei tunnel di collegamento (uno dei quali collega tutte le tre sale ed è sufficientemente grande da permettere il passaggio di grossi autocarri) e da alcune piccole altre zone sperimentali dove trovano collocazione alcuni esperimenti di piccole dimensioni geometriche. In due piccoli tunnel ausiliari, appositamente realizzati, ha trovato collocazione un interferometro ottico.

Dunque, li ha pretesi Zichichi, lo stesso che ad Erice ha ospitato presso il centro Ettore Majorana, la presentazione di un delirante progetto di “geoingegneria ambientale” messo in pratica in Europa. Infatti, nell’agosto dell’anno 1997 ad Erice in Sicilia, entrò in scena anche se non proprio fisicamente Edward Teller, l’inventore della bomba H. Dal 20 al 23 agosto di quell’anno andò in onda il «22nd International Seminar on Planetary Emergencies», organizzato proprio dal fisico Zichichi. L’architrave teorica della guerra non convenzionale, proibita dalla convenzione Enmod dell’ONU (entrata in vigore il 5 ottobre 1978) porta il seguente titolo: «Global Warming and Ice Ages: I. Prospects for Physics-Based Modulation of Global Change».

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Esattamente il 14 settembre del ‘97 fu pubblicato dal quotidiano Il Corriere della Sera, un articolo intitolato «Sparare in cielo uno scudo antiradiazione». Un’illuminata sintesi recita:

«Uno sconcertante progetto del celebre scienziato Edward Teller per affrontare i problemi dell’effetto serra Sparare in cielo uno scudo anti-radiazione ERICE L’ingegneria planetaria, cioè la possibilità, da parte dell’uomo, di modificare a proprio vantaggio i grandi sistemi geologici e geofisici della Terra, e’ una delle chimere della fantascienza. Al Seminario sulle “Emergenze Planetarie”, che si e’ svolto presso il Centro Ettore Majorana di Erice, questa chimera e’ diventata un progetto scientifico: “I cambiamenti climatici, provocati dall’uomo o da cause naturali, possono essere scongiurati da meccanismi artificiali di regolazione della radiazione solare”. Quali? C’e’ l’imbarazzo della scelta: prodotti chimici, metalli e cristalli, da immettere in stratosfera o in orbita terrestre, sotto forma di minute particelle. A sottoscrivere queste singolari affermazioni e’ Edward Teller, uno scienziato di indiscussa genialità, anche se si e’ spesso attirato severe critiche per la sua adesione a programmi di ricerca scientifica e tecnologica finalizzati alla produzione di nuove armi. Membro del Manhattan Project che porto’ alla realizzazione della prima bomba atomica durante la Seconda guerra mondiale, padre della bomba H sperimentata negli anni ’50, più recentemente fra i maggiori supporter dello scudo stellare, Teller doveva intervenire personalmente al seminario di Erice, come fa puntualmente da diversi anni, per presentare il suo grandioso progetto di ingegneria planetaria dal titolo esplicito: “Effetto serra e glaciazioni. Prospettive per un meccanismo di regolazione dei cambiamenti globali su basi fisiche“. Gli acciacchi della sua tarda età (compirà 90 anni a gennaio prossimo) glielo hanno impedito: al suo posto ha parlato il suo allievo Lowell Wood, che e’ il secondo firmatario del progetto. Secondo Teller e Wood i tempi sono maturi per sperimentare una serie di “scatterers“, ossia di dispositivi per la diffusione della radiazione solare, che possono essere impiegati per modulare, a piacimento, le temperature medie globali. “Da più parti viene suggerito che per prevenire il surriscaldamento globale, dovuto alle emissioni di gas serra nell’atmosfera da parte dell’uomo, si debba ricorrere a riduzioni dei consumi energetici concordate su basi internazionali. Tali limitazioni comportano un impatto economico stimato in 100 miliardi di dollari all’anno. Ebbene noi, a costi inferiori alla centesima parte di questa cifra, suggeriamo l’impiego di scatterers che rimandino indietro nello spazio circa l’uno per cento della radiazione solare che oggi arriva sulla Terra: tanto quanto basterebbe per scongiurare il surriscaldamento globale. D’altra parte quando, come ci si aspetta, arriverà una delle cicliche ere glaciali, un analogo tipo di scatterers potrebbe essere impiegato per impedire l’uscita di quel tre per cento della radiazione termica terrestre necessario per mantenere le nostre temperature medie ottimali e evitare che il nostro pianeta precipiti nel gelo delle glaciazioni“. Gli scatterers di cui Teller e Wood propongono la rapida sperimentazione sono di diversi tipi e dovrebbero essere collocati in diversi luoghi dentro o fuori il pianeta, al fine di verificarne la funzionalità e l’impatto ambientale. Eccoli in ordine crescente di efficienza nella diffusione della radiazione solare. 1) Spray di ossidi di zolfo (SO2 o SO3) da disperdere in stratosfera emulando un’emissione simile a quella prodotta dal vulcano filippino Pinatubo; 2) particelle di alluminio allo stato cristallino (Al2O3) da immettere in stratosfera attraverso i getti di missili; 3) minuscole pagliette di metalli a elevata conducibilita’ da distribuire o in stratosfera oppure in orbita terrestre; 4) palloncini volanti ricoperti di un sottile film metallico, del tutto simili a quelli usati per gioco dai bambini, da liberare dal suolo fino alla stratosfera; 5) particelle submicroscopiche di perfluoroidrocarburi con capacita’ di diffondere la radiazione solare per risonanza, da collocare in stratosfera. Assicurano Teller e Wood, che nel caso della collocazione stratosferica, sarebbe possibile variare la quantità’ degli scatterers anche in funzione della latitudine, in modo da creare una serie di bande parallele all’equatore e arrivare cosi’ a una “regolazione fine” della radiazione solare a seconda delle esigenze. Quanto alla massa totale del materiale necessario per ottenere gli effetti desiderati, essa varia dai milioni di tonnellate (caso degli scatterers meno efficienti) alle migliaia di tonnellate (scatterers piu’ efficienti). Cio’ che ha più colpito la platea di Erice non e’ tanto l’eccesso di innovazione e di stravaganza del progetto (gli scienziati americani ci hanno abituato a delle fascinose fughe in avanti), quanto la totale mancanza di sensibilità ambientale che lo contraddistingue. Risolvere l’effetto serra nei termini proposti da Teller significa rimuovere del tutto la questione degli sprechi e dell’inefficienza energetica, a danno totale del pianeta che si afferma di voler salvare».

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Pubblicato da Gianni Lannes a 17:50
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Gianni Lannes, Biografia e bibliografiaDal 1987 svolge in Italia e all’estero il mestiere di giornalista e fotografo freelance. Ha lavorato nei settimanali “Avvenimenti”, “L’Espresso”, “Panorama”, “Famiglia Cristiana”, “Io Donna”, “D – la Repubblica delle Donne”, “Il Venerdì di Repubblica”, “Diario”. Ha scritto inoltre per i mensili “Airone”, “La Nuova Ecologia”, “Medicina Democratica”. Attualmente dirige il giornale on-line “Italia Terra Nostra” e collabora col quotidiano “La Stampa”, nonché con la RAI Radiotelevisione Italiana.

Il Nuovo Mondo il blog di Daniele Reale

Mercoledì 24 agosto 2016
Quelle onde H.A.A.R.P prima del terremoto …

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Le immagine che vedete sono riprese dal satellite e si riferiscono a come si presentava il cielo il 23 agosto (il giorno precedente al terremoto di Amatrice – Roma), che ha causato la morte di 73 persone fino ad ora.

Diversi utenti su Facebook hanno subito espresso i propri sospetti sui militari che modificano il clima attraverso scie chimiche e onde elettromagnetiche.

L’ex giornalista Rai, Gianni Lannes già diversi anni fa aveva affrontato il tema “terremoti artificiali e modifiche climatiche“, sostenendo che anche il precedente terremoto che colpì l’Aquila fosse di origine artificiale:

«Lo Stato italiano era, ed è ben a conoscenza delle sperimentazioni segrete messe in atto, oggi come allora, dalle Forze Armate degli Stati Uniti d’America».

«A L’Aquila e dintorni è stato riscontrato un autentico bombardamento di segnali ELF, VLF, ULF.».

Scrisse inoltre che: «Un indizio non fa una prova, ma decine di riscontri probanti si. Non va dimenticato che mentre la Commissione Grandi Rischi sollecitata dal capo dipartimento della Protezione Civile, tale Bertolaso Guido, aveva tranquillizzato la popolazione, si procedeva a sgomberare la sede della prefettura locale, vale a dire, il centro fondamentale di coordinamento di allerta e soccorsi, senza però avvertire la gente locale». Segue il testo di Dottor Domenico Biscardi: «Questo è il video girato solo ieri pomeriggio … Da mesi non vedevo una tempesta elettromagnetica cosi forte …  stanotte il disastro ora vedete anche le immagini dal satellite».

Le onde scalari o onde elf che modificano le nuvole…

Forse non tutti sanno che quando i campi sono irrorati su grande scala e per lungo tempo interferiscono con le placche tettoniche più sensibili … ed ecco i disastri!

Fonte e Video   Link attivo

I “complottisti” avevano ragione!

La pagina Facebook “Terra Real Time“, ieri sera, alle ore 19.31 pubblicava quest post rivelatosi profetico:

 

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E nel suo blog scriveva: 

“Sono immagini dal satellite che parlano chiare, tutto il centro sud dell’Italia irradiato da onde scalari destabilizzanti per gli esseri umani. Una bomba energetica che dal mare Tirreno si espande verso est, che mette in fila nuvole squadrate artificiali create per controllare il meteo a livello locale”.

 Che dire? A pensar male si commette peccato, ma spesso ci si azzecca …

Consigliata infine la lettura di questo articolo, per approfondire come i militari creino a volontà terremoti artificiali: http://www.hackthematrix.it/?p=10437

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