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Reddito di Cittadinanza? Sì … ma di cosa stiamo parlando?

 

Reddito di Cittadinanza?
Sì … ma di cosa stiamo parlando?

Reddito di Cittadinanza come Diritto di Cittadinanza,
non elemosina o assistenzialismo a debito.

 

«LA MONETA NON E’ UNA MERCE. ESSA APPARTIENE AL MONDO DELLE IDEE».
Volete essere proprietari o debitori della vostra moneta? Preferite pensare o essere pensati?

 

Editoriale di Diinabandhu Sevananda
21 febbraio 2017

Nota: il presente articolo potrebbe essere implementato nel tempo, al fine di renderlo il più esaustivo possibile.

 

1) Premessa personale.

accendere candelaLa prima volta che venni a conoscenza del “Reddito di Cittadinanza” fu agli inizi del 2006 leggendo i “10 punti” del programma elettorale del Movimento Altramoneta, di Domenico De Simone. Fui “folgorato” da questo concetto per me innovativo e, soprattutto, dalla scoperta dei primi rudimenti che riguardano la grande truffa monetaria che sta schiavizzando il mondo: il signoraggio bancario.

Iniziò allora la mia ricerca, intrapresi molti viaggi per imparare dalla viva voce degli esperti del settore, studiai, approfondii argomenti quali il signoraggio, la moneta, la sovranità monetaria, e tutto quello che vi ruota attorno. Andai alla continua scoperta dei video di personaggi autorevoli, tra i quali il Prof. Giacinto Auriti che della materia può essere considerato il “caposcuola” dei tempi moderni. Conobbi parecchi illustri e competenti personaggi, facendo amicizia con alcuni di loro. Tra i molti, in particolare nutro un ricordo affettuoso per Pierluigi Paoletti, cofondatore del Progetto Arcipelago SCeC.

danilo-perolio-parla-convegnoLa crescente e più ampia comprensione delle terribili implicazioni generate da questa diabolica truffa mondiale, mi coinvolse totalmente, così iniziai la divulgazione di queste conoscenze in tutti i modi possibili e immaginabili: trasmissioni alla TV locale, conferenze, convegni, articoli, contatti con associazioni e gruppi politici locali e, soprattutto, utilizzando la grande visibilità del mio portale LiberaMenteServo.

Tanto entusiamo fu regolarmente avvilito, oltre che svilito; in generale incontrai diffidenza, resistenza, pressapochismo, superficialità, derisione, ma anche ignoranza, incapacità, arroganza, presunzione, menefreghismo, superficialità, interessi opposti, pochezza intellettuale e spirituale. Ti assicuro che non fu un periodo facile, ma perseverai per anni senza mai arrendermi.

La delusione maggiore la ricevetti dalla Cisl. In quegli anni ricoprivo la carica di segretario generale della Provincia di Vercelli del Sindacato Bancari e Assicurativi della Cisl, la FIBA, che adesso si chiama FIRST. Dall’autunno del 2007, in occasione degli Organismi ufficiali ai vari livelli, sia della Federazione che della Confederazione, “mi esponevo” regolarmente con interventi e relazioni sull’argomento. Un po’ di ingenuità, ma soprattutto molto ottimismo, mi facevano sperare che, prima o poi, tanto impegno avrebbe prodotto un qualche frutto. In realtà accadde che per un paio di anni le mie esposizioni furono perlopiù incomprese, oppure suscitarono malcelata ilarità nella platea dei dirigenti sindacali, inclusi quelli del più alto livello. Perseverai, e perseverai ancora, così che qualche dirigente importante iniziò a dirmi (nei corridoi, mai in veste ufficiale) che avevo ragione, pure fingendo di assecondare le mie continue richieste di organizzare almeno un convegno sulla materia, e di appoggiare il mio impegno in tal senso. Il peggior responso che più di una volta dovetti inghiottire fu la pusillanime rassegnazione: «Ti credo, è vero … ma cosa ci possiamo fare?».

Inutile dire che i contatti verbali con qualche amministratore locale, con qualche dirigente di alcuni noti partiti politici, con alcuni giornalisti, con qualche associazione di categoria, sortirono lo stesso risultato di lanciare una palla di gomma contro un muro di cemento armato. Cercai pure un incontro con l’arcivescovo, senza mai ottenere alcuna risposta.

Giunto ad un certo punto, decisi di sedermi sulla sponda del fiume ad osservare lo scorrere dell’acqua, in attesa del passaggio del cadavere del “nemico“.

Noto adesso, però, che procedendo di questo passo, invece del “nemico“, nel fiume potrebbero passare molti altri cadaveri: quelli di tanta gente ignara che continua ad alimentarsi di false speranze e di illusorie promesse, che non risolveranno alcun problema alla radice; chimere che semplicemente ci distrarranno durante il mortale ruzzolone nel precipizio, che è ormai a pochi passi.

Ecco perché ho deciso, anche se con una certa titubanza, di intervenire con alcune delucidazioni che ritengo di assoluta gravità.

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2) Perché?

Il motivo è che troppo spesso odo parlare, purtroppo a sproposito, di “Reddito di Cittadinanza. Vorrei perciò fare un po’ di chiarezza, sperando che la conoscenza favorisca il risveglio dal lungo sonno della pia illusione che attanaglia buona parte degli italiani i quali, pure a causa della loro imbarazzante incuria, difettano di conoscenza di causa. Spero che le coscienze dei disperati vengano un poco rischiarate, in modo che possano intravedere la luce in fondo al buio tunnel in cui ci troviamo.

3) Reddito di Cittadinanza impropriamente inteso
come elemosina o assistenzialismo.

Il concetto errato, attualmente sottostante all’espressione “Reddito di Cittadinanza“, equivale ad un intervento palliativo da effettuare in un organismo gravemente malato, e seriamente compromesso. In altre parole, si tratta di una forma di assistenza definita impropriamente, che verrebbe elargita applicando regole e utilizzando modalità differenti da altre già in vigore.

Nel momento in cui non esistesse al mondo alcuna cura adeguata per la guarigione, accetterei il fatto e plaudirei all’iniziativa.

Nel nostro caso, però, per quanto assai impegnativa, la vera cura esiste ed è assolutamente praticabile.

Certamente, soprattutto nei momenti di crisi pervasiva, ogni forma di aiuto ai deboli è la benvenuta; è necessario però essere consapevoli che si tratta di una misura contingente certamente necessaria, utile, auspicabile, ma che rimane pur sempre un intervento di emergenza; è bene essere perfettamentente consapevoli che non si può spacciare come la soluzione del vero problema, ben chiaro e identificato, come vedremo in seguito.

Chiunque sia dotato di un minimo buon senso, comprenderà che per evitare l’affondamento della nave è necessario riparare definitivamente lo scafo; tamponare le falle è utile per mantenerla in galleggiamento per un tempo limitato.

Tenterò con il prossimo punto di spiegarmi ancora meglio, per trasmettere con maggiore chiarezza cosa intendo comunicare.

4) Rivelazioni sconcertanti di un ministro della Repubblica Italiana.

Inizio questo quarto passo trascrivendo l’intervista rilasciata al TG1 del 6 marzo 2009 dall’allora ministro Economia e Finanze Giulio Tremonti, ovviamente poi passata sottotraccia.

Faccio notare al lettore che il video con l’intervista completa è stato rimosso da tutti i canali youtube che l’avevano pubblicato. Fortunatamente ho conservato alcune copie della registrazione e così ho recentemente ricaricato il video su youtube. Ho integrato il filmato con una dichiarazione dello stesso ministro, rilasciata alla trasmissione “Porta a Porta” nel 2008, con la quale egli parla degli illuminati che con le loro decisioni scellerate hanno causato la crisi.

Trascrizione dell’intervista.

Gianni Riotta: «… General Motors, la mitica General Motors, sull’orlo della bancarotta. A che punto siamo nella crisi globale?»
Giulio Tremonti: «Mah, la crisi c’è e in America inizia e speriamo finisca. Eh … si ricorda quando in Italia c’erano i mini assegni?» …
G.R.: (schernendo) «… Eh, si …»
G.T.: «… è la stessa cosa negli anni ’90, e devo dire Democratici e Repubblicani sono dentro insieme, gli anni ’90 inizia … una moneta diversa da quella buona, lo Stato, gli Stati spesso, rinunciano alla Sovranità Monetaria e consentono che a fianco della moneta buona, quella sovrana, nasca una moneta privata, commerciale, parallela, fondata sul nulla, è quello che ha causato la crisi, è quello che si comincia a capire la causa della crisi. Credo che abbia ragione il presidente americano, quello che va fatto, quello che farei è più Stato, più decisamente».

Caro lettore, sei consapevole della gravità di queste dichiarazioni? Lo stesso ministro Economia e Finanza dello Stato Italiano, senza esitazione alcuna, ha rilasciato alla TV pubblica al TG in prima serata, delle dichiarazioni gravissime, inaudite, che avrebbero dovuto deflagare come un ordigno atomico di immensa potenza.

Ecco le dichiarazioni una per una:

  • Dagli anni ’90 la moneta non è più “buona“.
  • In questo imbroglio le fazioni opposte sono pappa e ciccia, culo e camicia, come si suol dire.
  • Gli Stati rinunciano alla Sovranità Monetaria.
  • La crisi (tuttora permanente ed esponenzialmente aggravata) nasce a causa dalla moneta, che è diventata privata, commerciale e, peggio che peggio, fondata sul nulla.
  • La soluzione sta nel riprendersi le Sovranità cedute (più Stato), in primis quella monetaria.

5) Sistema economico e finanziario fondato sulla moneta debito.

Cosa sta confermando con le sue sconvolgenti dichiarazioni, il ministro Giulio Tremonti?
Il ministro competente (non un qualsiasi “complottista”) sta asserendo che tutti i problemi che devastano il nostro Paese (e un po’ tutto il mondo), sono dovuti a una causa comune: la natura della moneta!

In questa sede non è certo possibile sviscerare l’argomento, approfondirlo, analizzarlo, trattarlo adeguatamente. Tra l’altro ritengo che sia dovere civico del lettore fare ricerche e approfondire la tematica: il materiale in rete non manca di certo; così come anche abbonda e infesta il web la disinformazione, che maldestramente si sforza (come e più di uno stitico cronico) di confutare un’innegabile verità, che però è sotto gli occhi di tutti:

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LA MONETA, IL DENARO, NON E’ DI NOSTRA PROPRIETÀ, E LA SUA EMISSIONE PRODUCE DEBITO AD INTERESSE CRESCENTE E INSOSTENIBILE PER LO STATO,
E PER LA COLLETTIVITA’ TUTTA
.

Inserto: La Banca d'Italia non è mai stata italiana ... CLICCA per aprire

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Nel Regno D’italia????
La Banca d’Italia NON E’ MAI STATA di proprietà dell’Italia.

Questa banconota della Banca Nazionale NEL Regno d’Italia ne è la prova. Avete letto bene. NEL Regno e non DEL Regno d’Italia. Infatti era una banca privata nata dalla fusione di altre banche private per INTERESSE dello stesso Cavour che ne possedeva ingenti quote.

Dopo lo scandalo della Banca Romana (spalleggiato proprio come gli attuali scandali bancari), si istituì la Banca d’Italia che assorbì la “Banca Nazionale NEL Regno d’Italia” accrescendo un potere maggiore ai suoi soci privati in quanto alla nuova Banca d’Italia furono assegnate funzioni di Tesoreria in modo da garantire il rientro di moneta prestata al REGNO D’Italia attraverso il prelievo fiscale versato nelle sedi dislocate sull’intero territorio peninsulare. Particolare da notare è il fatto che le banconote venivano fatte stampare in America.

Fonte/Link attivo

Quante volte sento affermazioni del tipo:
«… il MIO denaro! … i MIEI soldi! … i MIEI risparmi! … il MIO conto!».

E ogni volta non so se ridere per la stoltezza di chi si pronuncia, o piangere per l’ignoranza che attanaglia la maggioranza della popolazione.

Il denaro, in questo caso l’euro, non è di proprietà di chi lo detiene. Neppure lo Stato è proprietario del denaro che ha nelle proprie “casse“.

Il denaro che ormai è soprattutto “virtuale” (cifre registrate nei database dei sistemi informatici delle banche) è prestato ad interesse allo Stato, alle imprese, ai privati. La sua proprietà rimane di chi lo emette (batte), tipograficamente o, soprattutto, virtualmente.

Per cui rassegnati, caro lettore: il denaro che hai in tasca oppure sul conto bancario o postale, è tuo proprio come è tua l’aria fritta.

Sinteticamente, ecco alcuni punti fondamentali, utili alla riflessione del lettore, e alla comprensione del problema:

  • La moneta, il denaro, è una merce, un bene privato.
  • Lo Stato ha abdicato la Sovranità Monetaria.
    (Questo significa che non può battere moneta, ed è costretto a richiederla in prestito alla Banca Centrale Europea).
  • . Le banche centrali, compresa Bankitalia, sono soggetti privati e autonomi, affrancati dal controllo dell’Unione Europea o degli Stati membri, e godono di pieno potere nella produzione e distribuzione del denaro. Lo producono a costi risibili, senza controvalore a copertura dell’emissione (la riserva aurea è stata abolita il 15/8/1971), e lo prestano agli Stati contabilizzandolo al valore facciale, cioè al valore impresso sulla banconota o scritto sul conto corrente dove viene contabilizzato. Tutto questo, extra-bilancio in totale evasione fiscale.
  • Lo Stato garantisce il prestito monetario con l’emissione di Titoli di Stato (DEBITO PUBBLICO: BOT, BTP, CCT, ecc.).
  • Alla scadenza dei Titoli di Stato, il debito viene sostituito da emissione di nuovo debito.
  • Per rimborsare gli interessi lo Stato deve dare fondo alle casse pubbliche, oppure aumentare ulteriormente il proprio debito.
  • La tassazione viene destinata soltanto in piccola parte per coprire i fabbisogni della macchina governativa e burocratica, e per il welfare (sanità, pensioni, assistenza, opere pubbliche, governo, pubblica amministrazione, ecc.).
  • La tassazione serve soprattutto per rimborsare gli interessi sul debito pubblico.
  • Questo diabolico meccanismo ha innescato una spirale ascendente e irreversibile del debito e dei relativi interessi.
  • Per coprire il crescente fabbisogno di denaro per il rimborso degli interessi sul debito pubblico lo Stato:
    -aumenta il carico fiscale e introduce nuove imposte e tasse;
    -riduce progressivamente le prestazioni del welfare (pensioni, età pensionabile, assistenza, assistenza sanitaria, contributi statali, ecc.);
    -taglia la spesa pubblica (scuola, sanità, trasporto pubblico, cultura, interventi pubblici, ricerca, pubblico impiego, ecc.).

La crescente sofferenza sociale conseguente a quanto sopra esposto, è ormai evidenza quotidiana per tutti noi, dunque le spiegazioni servono a ben poco. Ognuno può constatare di persona come tutti quanti noi siamo toccati sempre più intimamente da questa vera e propria truffa ai danni dell’intera umanità.

Inserto: Marco Saba, dibattito monetario ... CLICCA per aprire

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Centrale Rischi Banche

Sistema informativo sull’indebitamento delle banche e delle istituzioni finanziarie italiane
A cura del Centro Studi Monetari – Sabato 25 febbraio 2017

Dibattito monetario. Vènghino Siòri, vènghino:
più gente entra, più béstie si vedono

di Marco Saba, presidente IASSEM

Da qualche anno si sta assistendo ad una specie di gara tra sedicenti esperti per propinare al pubblico tutta una serie di scelte, alternativamente idiote o ininfluenti, per modificare l’assetto monetario del paese. Cerchiamo di analizzare come il sistema, di fronte alla crisi, cerca gattopardescamente di adescare il pubblico per propinare false soluzioni che, col preciso scopo di non cambiare niente, ovvero che a pagare sia il solito popolo bue, paiono miracolose come quando il primo Rockefeller, non riuscendo a smerciare il petrolio, girava il Far-West spacciandolo come unguento miracoloso contro i pidocchi.

Innanzitutto una doverosa precisazione per il lettore coltogli altri possono saltare questo paragrafo – la frase originaria del titolo veniva recitata da imbonitori del circo che, avendo una collezione di gabbie coperte di teli, con dentro animali esotici, scoprivano le gabbie stesse all’affluire dei visitatori. Per invogliare il pubblico a comprare il biglietto ed entrare all’esposizione, recitavano appunto: Venghino Siori, venghino: più gente entra, più bestie si vedono. Questo perché ad una maggiore affluenza avrebbero tolto il telo a sempre più gabbie. E quindi, effettivamente, le più bestie si vedevano davvero. Oggi, persa la memoria dell’origine della frase, si lascia intendere che le bestie siano il pubblico stesso, ed in un certo senso non si può dar torto a questa umoristica interpretazione. Ma veniamo al punto.

Tra le false scelte propinate, troviamo: euro o no euro, intendendo un ritorno ad una moneta nazionale; la divisione tra banche d’affari e banche di raccolta; l’introduzione di CCF (Certificati di Credito Fiscali); la ricetta americana MMT – ovvero aumentare il debito perché tanto lo Stato emetterebbe moneta per pagarlo (ma se lo Stato crea moneta, che bisogno c’è d’indebitarsi? Le banche mica s’indebitano quando creano moneta!); eliminare il vincolo di pareggio di bilancio per potersi indebitare di più (vedere la parentesi precedente); e chi più ne ha, più ne metta.

L’importante è non toccare mai il punto clou, il core business del banchiere sovrano che crea moneta senza contabilizzarla, simulando improbabili voragini nel suo bilancio allo scopo preciso di tartassare il pubblico due volte: la prima incassando in nero tutto il signoraggio da creazione di moneta, la seconda pretendendo di essere in difficoltà, perché non la contabilizza, e quindi rispremendo il pubblico obbligando poi lo stato ad indebitarsi per intervenire. Siamo veramente alla commedia dell’assurdo. Qui sotto riporto un commento all’ennesima riproposta dei CCF da parte di Carlo Cattaneo, valga per tutte: «Caro Cattaneo, il concetto di moneta fiscale (CCF) nasce da una incomprensione profonda di cosa voglia dire creare moneta fiat (il denaro creato dalle banche) e delle sue implicazioni. La creazione e spesa di moneta fiat (senza valore intrinseco) è già una operazione fiscale: chi ha il privilegio di crearla e spenderla, come recita il sito della Banca d’Italia, si appropria immediatamente del suo controvalore dedotte le spese di produzione. Spese che, anch’esse, possono essere pagate con ulteriore moneta fiat. Ad esempio, emettendo denaro di stato a corso legale, lo Stato potrebbe già finanziare tutte le spese necessarie, come avveniva nei primi stati degli USA con i Greenbacks, come descrisse bene Benjamin Franklin al Parlamento inglese per giustificare la prosperità delle colonie oltremare. Nel dibattito monetario occorre notare, come recita una vecchia storiella, che più gente entra, più bestie si vedono».

Leggi anche: Basta con l’eurocrisi

Quello che si deve fare è semplice. L’intera procedura della creazione di denaro in banca e della sua contabilizzazione deve essere sottoposta ad un audit rigoroso per verificare che tale creazione, oggi fuori bilancio, venga opportunamente registrata nei flussi di cassa. Gli aumenti di capitale delle banche non servono a niente poiché il denaro creato dalle banche è già mezzo di pagamento legale, finale e circolare. Non deve essere garantito poiché è FIAT. Tutti i racconti ufficiali sono semplicemente una menzogna volta ad ingannare il pubblico, come quando sulle banconote era scritto: pagabili a vista al portatore.

Che sia in euro, lire nuove o banane raddrizzate, prima se ne esce e meglio è.

Marco SabaMarco Saba è un animatore dell’OCO, Observatoire du Crime Organisé.

Ha già pubblicato due libri Bankenstein. Tutto quello che non avreste mai voluto sapere sulle banche” (Nexus) e “O la Banca o la Vita“.


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Alcuni dati recenti, tanto per rendere l’idea:
  • Istat: in Italia record negativo: quasi 4,6 milioni di persone in povertà assoluta.
  • Censis: 11 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure. Pesano le liste d’attesa.
  • Crisi: gli italiani ora non pagano più: debiti non onorati per 34 miliardi
  • 400 imprese chiudono ogni giorno.
  • Disoccupazione giovanile al 40 %
  • 4.000 suicidi in Italia.
  • Libertà di stampa, l’Italia crolla: ora è al 77° posto.
  • Simulazione della Pressione Fiscale e Contributiva Reale su un Professionista, un Commerciante ed un Artigiano: tra il 66 e il 72%.
  • Nel 2005-2008 gli istituti manipolarono l’indice Euribor. Senza il documento, i ricorsi sono bloccati: solo ai clienti italiani sarebbero stati scippati 16 miliardi di euro.
  • Sanità, altro che gratis: oggi curarsi è un privilegio da ricchi.
  • Crisi, quasi 300.000 case pignorate all’anno. Ma aste “povere”.
  • Conti pubblici, “per la sanità 1,5 miliardi di tagli”.
  • Equitalia ci costa 1 miliardo all’anno.
  • Spese Parlamento: nel 2016 Montecitorio costerà ancora 1 miliardo di euro.
  • Imprese in fuga dall’Italia +65% in dieci anni.
  • Coldiretti: chiudono 60 aziende agricole al giorno.
  • Ittica: persi 18mila posti di lavoro e 6mila barche.
  • Aumentano gli italiani residenti all’estero: al primo gennaio 2016 sono più di 4,8 milioni (4.811.163), con una crescita del 3,7% rispetto l’anno precedente (+174.516 unità).
  • Nel 2015 il numero degli espatriati aveva superato quota 107mila, con una percentuale di giovani superiore al 36%. Lo rivela il Rapporto “Italiani nel mondo 2016”, presentato oggi a Roma dalla Fondazione Migrantes.

Leonardo Fraschetti

Inserto: Il debito infinito, di Pierluigi Paoletti ... CLICCA per aprire

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Il debito infinito

Pierluigi Paoletti, 20 febbraio 2017

Il Debito Infinito appunti di Pierluigi Paoletti del 2013 per la stesura del libro “Democrazia Vendesi” di Loretta Napoleoni.

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Pierluigi Paoletti analista finanziario e cofondatore dell’associazione Arcipelago Scec.

Se l’essere umano impara dai propri errori e così facendo migliora la sua esistenza, possiamo dire che nel caso del debito e nella creazione della moneta questo non è avvenuto, probabilmente perché la conoscenza di questi argomenti è rimasta per millenni talmente ben nascosta da poterla considerare una conoscenza esoterica(1), in cui pochissime persone si tramandano le chiavi della sua comprensione. Oggi per fortuna, grazie alla circolazione delle informazioni, molte di queste conoscenze stanno diventando di patrimonio comune.

In antichità il debito era considerato come la strada che portava sempre alla schiavitù del debitore e per questo le religioni avevano adottato delle opportune contromisure:

  • nella preghiera del Padre Nostro si recita: «… dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi rimettiamo i nostri debitori …» e sappiamo come nelle preghiere e nelle scritture l’interpretazione facesse riferimento sia all’aspetto spirituale che a quello puramente materiale. Nell’antico testamento si fa riferimento anche al Giubileo come l’anno in cui c’è l’affrancamento dei peccati spirituali e dei debiti materiali(2). La chiesa medioevale addirittura condannava con la scomunica chi praticava il prestito ad interesse.
  • Nella religione ebraica si pratica l’anno Sabbatico(3) dove si lasciava riposare la terra e si condonavano debiti e si liberavano gli schiavi.
  • Nella religione musulmana invece la Sharia (4) e considera la “riba (usura) come il quinto peccato in ordine di gravità, e indica come usura qualsiasi prestito a interesse.
  • La religione indiana(5) affronta il concetto di usura condannando il prestito ad interesse.
La ragione di questa “intromissione” della religione negli affari di “Cesare” era che questa conosceva molto bene il meccanismo del prestito soggetto ad interesse e dell’usura e di ciò che normalmente comportava per la vita del malcapitato che spesso e volentieri condannava tutta la sua famiglia a lavorare presso il creditore per ripagare il debito.
Nel caso dell’usura, gli interessi elevati portano dopo pochissimi anni all’incapacità del debitore a ripagare il suo debito, ma questo può accadere anche se il reddito generato da chi si indebita non è sufficiente a ripagare il creditore e si trova costretto a ripagare il debito con un altro debito dando vita alla crescita esponenziale del debito ben descritta nella leggenda di Sissa(6). Nelle economie semplici questi meccanismi perversi si manifestavano in poco tempo per questo le religioni cercavano di tutelare le persone ignoranti e semplici da queste trappole mortali.
Il concetto che sta alla base è che il denaro generato da se stesso non è cosa utile come affermava lo stesso Aristotele: «nummus nummum parere non potest» (il denaro non può generare denaro). Se il denaro è il mezzo di scambio convenzionale che misura il valore è di per se illogico che produca valore, un po’ come il metro del sarto che generasse ogni anno nuovi centimetri.
Purtroppo, nei periodi successivi questa consapevolezza scomparve e le religioni furono sempre più confinate nello spirituale che si staccava così sempre di più dalla vita quotidiana. Infatti oggi i giubilei riguardano solo il perdono dei debiti spirituali, l’anno Sabbatico viene ristretto e applicato solo fra ebrei mentre si può continuare ad indebitare i non fratelli e la Sharia, pur perdurando nel suo divieto, ha permesso di caricare di spese e oneri accessori le operazioni legate al denaro con effetti simili anche se non con la carica devastante dell’interesse.
Il vero salto di qualità avvenne quando da una dimensione individuale si passò ad una collettiva permettendo ai privati di emettere moneta e prestarla al Re che avrebbe garantito con la riscossione delle tasse. Questo passaggio avvenne nel 1693 quando William Paterson presentò al Re d’Inghilterra il progetto di una banca che si sarebbe occupata per il regno della stampa di cartamoneta per coprire un prestito contratto dal Re per le ingenti spese di guerra. Nel 1694 nacque la banca d’Inghilterra formata da privati riconosciuta dal sovrano con il Royal Charter.
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Questo evento è alla base della storia monetaria moderna perché fino ad allora la moneta veniva creata con materiali vari ed era comunque sempre collegata ad un valore intrinseco, di solito oro e argento oppure leghe, da colui che deteneva il potere ed era un modo per vincolare i sudditi a pagare le imposte che riscuoteva in quella stessa moneta. Per pagare le imposte quindi era necessario farsi a propria volta pagare con quella moneta. La moneta quindi era la rappresentazione del suo valore intrinseco, il metallo di cui era fatta, ma non sempre perché poteva essere anche la rappresentazione di un valore che era comunque detenuto nei forzieri dell’autorità centrale.
Nel caso della banca privata d’Inghilterra si ebbero due novità rispetto al passato:
  • la possibilità di emettere denaro cartaceo non ancorato ad alcun valore, prima venivano emessi dei certificati ancorati ad oro ecc.;
  • di poterlo prestare ad interesse all’autorità statale che garantiva con la riscossione delle tasse. Tutto questo avvenne con il sigillo del Re che con questa azione risolse 50 anni di sanguinossime e costosissime guerre facendo ricadere il costo sul popolo. Non fu un caso che il debito inglese passò in soli 4 anni da 1,2 milioni di sterline a ben 16 milioni che fu causa ovviamente di un aumento esponenziale di prezzi e tasse.
A Paterson si attribuisce la frase: «La banca trae guadagni grazie agli interessi maturati sui denari creati dal nulla» Dal 1694, quindi, si spostò la dimensione del debito da una dimensione privata ed individuale ad una dimensione collettiva istituzionalmente riconosciuta. Con questa “evoluzione” riconoscere gli effetti perversi del debito diventò molto più difficile anche perché l’abilità dei privati che creavano moneta fu quella di dosare con sapienza questo meccanismo in periodi molto lunghi che coinvolgevano diverse generazioni in modo che non fosse possibile mantenere memoria storica degli eventi. Infatti non si chiedeva la restituzione del capitale in tempi brevi, ma si chiedevano solo gli interessi e alla scadenza del prestito se ne contraeva uno nuovo innescando così il meccanismo dell’interesse composto(6). In pratica quello che accade proprio adesso ad uno stato che vuole ottenere della moneta. Lo stato deve emettere obbligazioni che mette in vendita nel mercato dei capitali e riceve la moneta necessaria. Il denaro diventò così una merce qualsiasi il cui costo era rappresentato dal tasso di interesse.
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NOTE:
(1) Da Wikipedia, l’enciclopedia libera: Esoterismo è un termine generale per indicare le dottrine di carattere segreto i cui insegnamenti sono riservati agli iniziati, ai quali è affidata la possibilità della rivelazione della verità occulta, del significato nascosto. Questo termine deriva dal greco esoterikos (interno, dentro).
(2) «Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé. Né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo, esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest’anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo». ( Lv 25, 10-13)
(3) Nell’antica tradizione ebraica, a partire dal V secolo a.C., l’anno sabbatico era quel periodo durante il quale, in onore a Dio e secondo le leggi Mosaiche, si lasciava riposare la terra, si condonavano i debiti e venivano liberati gli schiavi. Schiavi, infatti, erano quelle persone che, per debiti non pagati o reati commessi, dovevano lavorare per la famiglia del creditore fino a risarcirne i danni. Durante questo periodo il creditore provvedeva al mantenimento dello schiavo e, alla sua liberazione, gli versava una somma che gli consentisse di riprendere una vita normale. La restituzione, tuttavia, si concludeva in ogni caso nell’anno sabbatico, che cadeva ogni sette anni: per questa ragione si diceva che era fortunato colui che iniziava a pagare i propri debiti in un momento vicino al settimo anno. LINK
(4) La Sharia condanna generalmente tutti i prodotti finanziari e i derivati che diano adito all’usura (riba), che la tradizione islamica interpreta come qualsiasi applicazione di tassi di interessi fissi e predeterminati nei depositi, negli investimenti e nei prestiti bancari.
Le regole della finanza islamica:
Vietano qualsiasi pagamento predeterminato in aggiunta al denaro prestato. Impongono che chi presta debba dividere i profitti e le perdite derivanti dall’impresa commerciale nella quale viene investito il denaro.
Vietano di lucrare denaro dal denaro. Proibiscono qualsiasi operazione finanziaria caratterizzata da rischio, incertezza o speculazione (ritenuta al pari del gioco d’azzardo che è vietato). Impediscono gli investimenti su pratiche e prodotti che siano proibiti dalla shari’a (alcol, gioco d’azzardo, tabacco, armi…).
(5) Da Wikipedia, l’enciclopedia libera: I primi riferimenti alla pratica dell’usura si possono ritrovare nei testi veda dell’India antica (2000-1000 400 a.C.), nei quali ripetutamente si definisce l’usuraio chiunque presta denaro a interesse. Tanto nei testi induisti sul prato (720-centro a.C.), così come nei testi buddhisti e gli attacchi (601-408 a.C.) compaiono abbondanti riferimenti al prestito di interessi, evidenziando un disprezzo per questa pratica. Un legislatore conosciuto di quell’epoca impose il divieto alle caste superiori (bramini e kshatriyas) di prestare denaro dietro interesse. Con il trascorrere del tempo, il concetto di usura si è modificato, non intendendosi più comune usura qualsiasi prestito dietro pagamento di interessi, ma solamente il prestito a interessi superiori a quelli accettati dalla società.
(6) La leggenda di Sissa parla di un re indiano che, annoiato, chiese ai suoi sudditi di intrattenerlo, promettendo loro di esaudire in cambio qualsiasi desiderio. Un bramino di nome Sissa gli presentò così la scacchiera e il gioco degli scacchi. Il re entusiasta mantenne la sua promessa. Sissa chiese in cambio “solo” un chicco di riso per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza e così via. Il re rise per tanta pochezza, ma non a lungo. Ci volle infatti un giorno intero per giungere a un risultato impronunciabile, 10 volte superiore alla produzione mondiale di riso.
Leggi anche, molto interessante:
“Intervista a Pierluigi Paoletti analista finanziario e cofondatore dell’associazione Arcipelago Scec”

6) Il Reddito di Cittadinanza è un DIRITTO
fondamentale dell’essere umano.

Giacinto Auriti, 2001 (video a capo articolo): «… Il Reddito Monetario di Cittadinanza, è un’integrazione di un diritto costituzionale: il 2° comma dell’art.42 della Costituzione Italiana (accesso alla proprietà per tutti). Ogni cittadino deve avere un Diritto con contenuto patrimoniale … 50milioni di persone ogni anno muoiono di fame, non per mancanza di cibo, ma per mancanza del denaro per comprarlo …» (la visione completa e attenta del video è caldamente raccomandata a tutti coloro che vogliono veramente comprendere).

La moneta debito è moneta di schiavitù, sfruttamento e morte …
In qualsiasi forma ti arrivi, essa è insanguinata.

L’autentico significato dell’espressione “Reddito di Cittadinanza” è rappresentato dal diritto di tutti i cittadini a ricevere un reddito; un reddito che ti è dovuto in quanto cittadino: non una concessione, non un’elemosina, non una forma di assistenza, bensì un DIRITTO.

La ricchezza prodotta nel Paese, misurata dalla moneta di proprietà (perciò che non produce debito alcuno), viene distribuita equamente sotto forma di reddito a tutti i cittadini in quanto tali.

  • La moneta è unità di misura del valore della ricchezza prodotta nel Paese, esattamente come il metro è l’unità di misura della lunghezza, il litro l’unità di misura dei liquidi, ecc. ecc.
  • La moneta, essendo la misura del valore, è anche il valore della misura perché ogni unità di misura ha la qualità corrispondente a quello che deve misurare: il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore (potere d’acquisto della moneta. Valore indotto della moneta).
  • La differenza di valore tra il costo di produzione della moneta, e il valore che rappresenta, va in tasca ai cittadini, non ai banchieri.

Affinché ciò sia possibile, la Sovranità Monetaria deve essere saldamente detenuta dallo Stato, deve rientrare a far parte del nostro patrimonio. La moneta deve essere di proprietà, non ottenuta in prestito ad interesse (più correttamente: moneta debito. Ovvero moneta usuraia).

  • Solo in questo caso è appropriato esprimersi correttamente in termini di “Reddito di Cittadinanza“. I bisogni fondamentali di ogni essere umano sono garantiti dal Reddito di Cittadinanza («… dacci oggi il nostro pane quotidiano …»), che non indebita alcuno ma, ripeto, è assolutamente un DIRITTO di ogni essere umano. Ogni cittadino ha diritto a una quota parte della ricchezza del Paese (approfondimento video in testa all’articolo).
  • Solo in questo caso non esiste debito pubblico, poiché è lo Stato Sovrano (Sovranità Monetaria) a stampare il denaro senza indebitarsi con alcuno per averlo.
  • Solo in questo caso (citando Ezra Pound) dire che uno Stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri.
  • Solo in questo caso le tasse non sono più i denti del vampiro, che azzannano per dissanguare il popolo: ciò è possibile poiché lo Stato non deve rimborsare interessi ad alcuna banca privata, e può stampare in proprio il denaro che serve.
  • Solo in questo caso le tasse, adeguate e contenute (massimo 20%), possono servire per regolare il rapporto circolazione-ricchezza e per gestire i fenomeni dell’inflazione o della deflazione in casa propria.
  • Solo in questo caso le politiche economiche del governo avranno successo, perché il Paese non sarebbe schiavo di poteri sovra-nazionali e la ricchezza sarebbe in parte distribuita equamente tra tutti i cittadini, mentre un’altra parte sarebbe guadagnata con il merito, il lavoro, l’impegno, la volontà, l’onestà.
  • Solo in questo caso … potrei scrivere altre mille e mille considerazioni ed ipotesi … lascio all’arguzia del lettore la continuazione di questa lista virtuosa.

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Paolo Barnard. Giornalista e saggista, ha lavorato per innumerevoli testate nazionali fra quotidiani e periodici, per la televisione in RAI, per riviste di cultura, per agenzie di stampa, per testate online. … segue


7) In regime di moneta debito, tutt’al più si può parlare di
“Debito di Cittadinanza”, non certo di Reddito di Cittadinanza.

Dividendo l’importo complessivo del debito pubblico italiano (2.000/miliardi e più) per il numero dei cittadini (60/milioni approssimativamente), si ricava la cifra di quasi 35/mila euro pro-capite di debito, nascituri compresi. Interessante vero? Una tassa molto salata, dovuta sul primo vagito!

A questo, ovviamente, occorre aggiungere gli interessi ricorrenti e crescenti: approssimativamente 65-70/miliardi l’anno.

In regime di moneta debito, ovvero non disponendo di Sovranità Monetaria, la ricchezza prodotta da tutti noi, dai cittadini e dai lavoratori, di fatto viene in larga parte “ciucciata” dalle banche centrali (in Europa BCE, in Italia Bankitalia SpA), e se la godono i voraci predatori che gestiscono dall’alto i governi asserviti (compreso il nostro, ovviamente) e segretamente agiscono le leve occulte di tutto il sistema.

Questo punto ti deve essere ben chiaro, lettore, e devi rifletterci molto attentamente per diventare veramente consapevole della gravità, della dimensione, e delle implicazioni del problema.

Spero che adesso sia comprensibile il motivo per cui non è giusto utilizzare l’espressione “Reddito di Cittadinanza” se la proprietà della moneta è saldamente nelle mani di poteri privati, le banche centrali, che gestiscono a loro piacimento le sorti delle genti di ogni nazione.

Con la complicità dei governanti a loro asserviti, o addirittura spudoratamente collocati al governo senza neppure passare per le elezioni politiche il “creditore” impone le regole al “debitore” (dal 2011, in Italia siamo giunti al quarto presidente del consiglio consecutivo non eletto: Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, e adesso Paolo Gentiloni).

Mi sembra superfluo dettagliare le cosiddette “cure” drastiche che vengono imposte al nostro Paese, e che stanno penalizzando sempre più la qualità di vita di ciascuno di noi.

  • Ricordi, caro lettore, la riforma delle pensioni passata per le fauci del coccodrillo Fornero?
    E poi tutto il resto; ogni settore importante della società è stato devastato, e continuerà a esserlo sempre più: scuola, sanità, lavoro, trasporti, assistenza, ecc. ecc. ecc. Lo sai tu meglio di me.
  • Ricordi, caro lettore, il recentissimo maldestro tentativo del 3° Presidente del Consiglio non eletto, Matteo Renzo, di depotenziare la nostra Costituzione con il referendum del 4 dicembre 2016? Fortunatamente la pancia, ovvero l’istinto primordiale di sopravvivenza degli italiani, ha avuto la meglio sul condizionamento mentale posto in atto dai media asserviti ai poteri forti, che avrebbero voluto innescare un processo per noi negativo, che avrebbe condotto alla completa cancellazione di tutti i diritti sanciti nella prima parte della nostra meravigliosa carta costituzionale.

Occorre, però, rimanere estremamente vigili, il pericolo è incombente: la guerra è ancora in corso e la posta in gioco è oltremodo drammatica.

8) La Sovranità Monetaria, la politica e il governo.

L’articolo 1 della Costituzione fissa in modo solenne il risultato del referendum del 2 giugno 1946: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione».

  • «La sovranità appartiene al popolo!».
    Come mai, al contrario, la sovranità monetaria (e non solo quella monetaria) è stata ceduta senza neppure consultare i cittadini italiani, senza neppure informarli di cosa stesse succedendo?
  • «La sovranità appartiene al popolo!».
    Come mai i governi che si susseguono, ribadiscono incessantemente che «dobbiamo cedere sempre più sovranità all’Europa»? Sei consapevole che, così facendo, i nostri stessi governanti violano la Costituzione Italiana ogni giorno?
  • «La sovranità appartiene al popolo!»
    Come mai nessuno, proprio nessuno si ribella all’ingiustizia della predazione delle nostre Sovranità, soprattutto di quella monetaria?

Spero vivamente che tu abbia compreso, caro lettore, che tutti i partiti che vengono definiti “la vecchia politica“, tutti i politici che per decenni ci hanno semplicemente presi per mano per accompagnarci ignari verso il macello, servono lo stesso padrone; un padrone che non desidera il nostro bene, ma desidera i nostri beni (ci siamo capiti?).

Quindi adesso sta a te, in prossimità delle elezioni politiche, a fare una scelta coraggiosa, innovativa, giusta o sbagliata, in ogni caso l’unica possibile e in grado di offrire un’autentica speranza di salvezza.

  • Spero vivamente che anche tu decida di sostenere con il voto il MoVimento 5 Stelle, in modo da condurlo al Governo del Paese senza alleanze e senza coalizioni.
  • Spero vivamente, qualora questo sogno meraviglioso si realizzasse, che le promesse vengano mantenute e l’impegno del Governo a 5 Stelle sia focalizzato con passione, vigore, attenzione, intelligenza, programmazione, all’unico obiettivo che può davvero cambiare il corso della storia e il triste destino che “qualcuno” ha progettato per noi da molti, molti decenni … forse secoli.

Alcuni diranno che tutto questo è una bufala; ovviamente queste conoscenze non sono nuove e i “signori del mondo” dispongono in ogni campo di viscidi servi che fanno di tutto per gettare fango e discredito sulla verità, e sui suoi messaggeri. Bufala, complottista, terrorista mediatico: queste e altre etichette mediatiche essi hanno creato per sminuire il valore della verità.

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Inserto: Per uscire dall'euro basta un Decreto Legge ... CLICCA per aprire

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Sapere è un Dovere

PER ABBANDONARE L’EURO BASTA UN DECRETO LEGGE
E IL 96% DEI TITOLI DI STATO NON VA
RIMBORSATO IN EURO (QUESTO TEME LA UE)

Mentre si avvicinano le elezioni olandesi dove è molto probabile che il partito anti euro e anti Ue di Wilders, alleato di Salvini e della Le Pen, ottenga un risultato incoraggiante e quelle francesi sono previste per primavera inoltrata, la Germania ed il suo braccio armato Ue stanno tentando il tutto per tutto per commissariare l’Italia e spolpare tutto quello che è rimasto da spolpare del nostro Paese su modello greco, dove l’arroganza nazista è arrivata a chiedere garanzie in oro e immobili al governo ellenico in cambio di altri “caritatevoli” aiuti da parte della troika.

Perché questa fretta? Per  riuscire a divorare i risparmi degli italiani prima che gli USA stacchino definitivamente la spina a questo mostro di stampo nazista che è la Ue. Non a caso la Germania preme perché il nostro governo applichi una patrimoniale dell’8-10% sull’intero valore dei beni posseduti dagli italiani. Un vero e proprio furto che dovrebbe finire dritto nelle casse del “reich”, un po’ come i 60 miliardi pretesi dal Regno Unito per poter uscire dalla unione.

Farneticazioni belle e buone a cui si dovrebbe rispondere in un solo modo: uscire immediatamente dall’euro e chiedere l’applicazione dell’art. 50 del trattato dell’unione europea per l’uscita anche da quest’ultima.

Come ben evidenziato dall’avvocato costituzionalista Giuseppe Palma, è possibile uscire dall’euro anche con decreto legge d’urgenza da convertire successivamente in legge dello stato, e questo in virtù del fatto che gli articoli 130 e 140 del TFUE non escludono in alcun modo il passaggio tra “stati la cui moneta è l’euro” e “stati “in deroga”, ovvero la cui moneta non è l’euro e viceversa. Con buona pace delle roboanti dichiarazioni del governatore della BCE, l’euro è un processo assolutamente e totalmente reversibile.

Detto questo, vediamo di sfatare i “falsi miti” delle cassandre pro euro che immaginano (e probabilmente sotto sotto sperano) una bancarotta dell’Italia in caso di uscita dall’euro.

Per comodità, chiamiamo la nuova moneta “ducato”, per non confonderla con la vecchia lira. Nell’uscita dall’euro, dovrebbe essere previsto la conversione 1:1 tra euro e ducato, quindi 1.000 euro = 1.000 ducati, dopodiché, la moneta sarebbe libera di oscillare sui mercati valutari. Le cassandre pro euro a questo punto inizierebbero a stracciarsi le vesti  affermando che se il ducato si svalutasse del 30% sull’euro, il nostro debito pubblico crescerebbe di altrettanto.

Niente di più falso!

Circa il 96% del debito pubblico italiano è ancora soggetto alla legislazione italiana e non a quella estera (normalmente inglese) e quindi agli articoli 1278 e 1281 del codice civile italiano, che recitano «se la somma dovuta è determinata in una moneta non avente corso legale nello Stato, il debitore ha facoltà di pagare in moneta legale al corso del cambio nel giorno della scadenza e nel luogo stabilito per il pagamento … le norme che precedono si osservano in quanto non siano in contrasto con i principi derivanti da leggi speciali». Passando all’atto pratico, il governo con “legge speciale” contenuta nel medesimo decreto legge di uscita dall’euro, potrebbe stabilire che il debito pubblico venga pagato non con il cambio legato al giorno di scadenza, ma con il cambio del giorno di introduzione della nuova moneta legale, quindi in rapporto di 1:1 e questo per tutti i titoli di stato aventi ancora riferimento la normativa italiana e non internazionale.

Il tutto dovrebbe essere unito all’abolizione dell’infausto “divorzio” tra bankitalia e tesoro voluto da Andreatta e Ciampi: tornando la nostra banca centrale prestatore d’ultima istanza (come ogni banca centrale degna di questo nome), il debito pubblico sarebbe sottratto dalle grinfie della speculazione internazionale, dato che l’eventuale debito pubblico non acquisito dagli investitori internazionali al prezzo desiderato dal governo, verrebbe sottoscritto da bankitalia. Fantascienza? Beh, inglesi e giapponesi, giusto per citare due nazioni con banche centrali prestatrici di ultima istanza, non ci sembrano proprio dei marziani.

Concludiamo, infine, riportando uno studio dell’Ofce, prestigioso centro studi francese da sempre legato ai servizi segreti d’oltralpe, secondo cui in caso di uscita dall’euro, non solo il debito pubblico italiano sarebbe assolutamente gestibile, ma esso sarebbe il meno pericoloso di tutta l’area post euro. Chi avrebbe più problemi per le proprie economie da un ritorno delle monete sovrane sarebbero la Germania ed i paesi nordici legati a quest’ultima. Confermando quindi quanto detto dal presidente USA Trump sul fatto che l’euro è solo uno strumento di sfruttamento messo in campo degli oligarchi tedeschi per portare avanti il IV Reich e, d’altra parte quello della moneta unica europea così concepita, era un pallino di Funk, il governatore della banca centrale del reich nazista.

Luca CampolongoIl Nord
Tratto da: www.stopeuro.org

Fonte/Link attivo

Quindi sta a te, caro lettore, informarti seriamente, riflettere a fondo, esercitare cuore, intelletto e intuizione, coltivare il discernimento, per capire da che parte stare.

In alto i cuori, forza e coraggio: fiducia ai giusti, per un cambiamento vero e benefico per tutti!
Uniamoci nella giustizia e nella verità.
UNITI SI PUO’!!!
Danilo diinabandhu sevananda

Leggi anche: 50 motivi per cui all’Italia CONVIENE uscire dall’euro





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S.AU.S. : ScuolaAuritianaSimec

La missione di S.AU.S.TV è di diffondere al grande pubblico la scoperta del VALORE INDOTTO della MONETA teorizzata e formalizzata dall’emerito Professore Giacinto Auriti nei propri scritti e nell’esperimento del SIMEC.

Conformemente allo spirito e alla volontà del Professore, questo canale mette a disposizione gratuitamente, a chiunque ne voglia fruire, i video del Professore Giacinto Auriti, le interviste correlate i commenti relativi a fatti risalenti anche all’epoca della circolazione del SIMEC, ma nonostante ciò ancora attuali, dal momento che tali problemi non sono mai stati ancora affrontati nell’ottica della concezione della MONETA PROPRIETA’ del PORTATORE, a nostro parere, l’unico strumento capace non solo di risolverli ma anche di permettere di far vivere tutti in modo decoroso.

In onore della lunga e fruttuosa carriera del Professore Giacinto Auriti, da questo canale nasce la proposta di mettere in contatto e riunire colleghi d’ insegnamento, studenti e gente comune che assieme al Professore ha condiviso e condivide l’ideale di diritto e giustizia rappresentato e incorporato dalla MONETA PROPRIETA’ del PORTATORE.

A tal fine suggeriamo il sito http://www.setedigiustizia.org e questa pagina di Facebook come strumento di dibattito e discussione, http://www.facebook.com/pages/Sete-di-Giustizia/143004275740043?v=wal insieme possono essere un valido mezzo per il dialogo tra le persone che si avvicinano o che già conoscono queste tematiche ormai di vitale importanza.

Come lo stesso professore Auriti ha chiaramente spiegato nei suoi vari interventi, fenomeni come la morte di ben oltre 50 milioni di uomini all’anno per fame, malattie, disperazione, disoccupazione, delinquenza, immigrazione, emigrazione e declino occidentale, sono direttamente riconducibili alla piaga della moneta-debito, messa in opera dal sistema usurocratico tramite la Banca Centrale privata, a proprio unico e solo vantaggio, attraverso il disumano meccanismo del signoraggio bancario, con cui viene emessa moneta cartacea dal nulla prestandola e addebitandola alla comunità per il valore nominale.

Siamo sempre più consapevoli che solo con la MONETA PROPRIETA’ del PORTATORE possiamo disporre dello strumento risolutivo per mettere fine a questo scempio tanto grave quanto raramente riconosciuto e tantomeno ricondotto alla sua causa prima, che è monetaria.

Non a caso il nome di questo canale SAUS Scuola Auritiana Simec coincide con la sigla del sindacato fondato da G.Auriti S.A.US. (S.indacato A.nti US.ura ) il Professore Giacinto Auriti che ne era il segretario generale, fino al 2004 ha partecipato a molte conferenze, convegni, ed ha avuto modo di dare molte lezioni pubbliche in gran parte delle regioni d’Italia su questi fenomeni, se avete dei video inviateceli, li inseriremo in questa sezione http://www.youtube.com/user/sausTVmiscellanea

Oggi questo spazio WEB fornisce un’occasione importante, per cui invitiamo tutti a riflettere e ad agire, dal momento che chi sa e non fa nulla commette una grave omissione.

Diamo vitalità a questo movimento, occorrono uomini e donne di Buona Volontà, contribuisci anche Tu.

NOI SIAMO PER LA PROPRIETÀ POPOLARE DELLA MONETA.

– Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola ai cittadini.

Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata ad ognuno come ” REDDITO di CITTADINANZA “.

DISEGNO DI LEGGE N°1282 SENATO XII LEGISLATURA
DIS. LEGGE N°1889 SENATO XIII LEGISLATURA
Disegno di Legge proposto dal Sindacato Anti USura
Segretario Generale avv. prof. Giacinto Auriti

Info: http://www.simec.org

Per SAUS TV clicca quì http://www.youtube.com/user/ScuolaAuritianaSimec

LA FASE PIÙ CRITICA NELLA STORIA DELL’UMANITÀ.

(Non mi spendo per un libro qualunque).

Ognuno crede di sapere cosa sia giusto o sbagliato, cosa sia bene o male, quali siano le soluzioni migliori ai problemi del mondo … è vero che le nostre scelte determinano il nostro destino, ma è ancor più vero che per esercitare le scelte migliori, bisogna conoscere almeno un po’ come stanno veramente le cose. Qualunque persona di media consapevolezza si dovrebbe rendere conto che i media (TV, stampa, radio, mezzi di comunicazione di massa) non ce la raccontano per niente giusta. Si percepisce chiaramente che la menzogna, ancora più la mistificazione, regnano sovrane nel mondo dell’informazione e ci inducono a scelte dannose e controproducenti per tutta l’umanità. A guadagnarci sono sempre i soliti (ig)noti.
Chiunque tenga davvero a contribuire alla costruzione di un mondo migliore, non dovrebbe esimersi dalla lettura di questo libro, lo raccomando con tutto il cuore. Solo dopo l’accesso a questa conoscenza, ci si può ritenere in grado di valutare le proprie scelte con maggiore libertà e con maggiore conoscenza di causa.

Grazie, vi prego davvero con tutto il cuore di leggerlo, per il bene di tutta l’umanità.
diinabandhu sevananda

l-inganno-della-percezione-libro-87075L’Imbroglio della Realtà e l’Inganno della Percezione – Libro
Le più complete rivelazioni sull’esistenza umana mai scritte prima d’ora
David Icke

Il capolavoro di David Icke
Un libro che cambierà il mondo

Tra manipolazione occulta e stirpi ibride non umane, David Icke ci conduce al risveglio della consapevolezza.

David Icke, l’autore più controverso al mondo, ha trascorso l’ultimo quarto di secolo indagando i segreti dell’Universo e cercando di discernere le forze occulte che manipolano la nostra realtà. Ciò che prima era considerato ridicolo e superato viene ora finalmente riconosciuto come autorevole, così come Icke, figura fino a qualche tempo fa ridicolizzata, è oggi considerato un precursore dei nostri tempi.

In quest’opera di 435.000 parole, 1.000 pagine e più di 800 illustrazioni, Icke ci regala una vita di ricerche e intuizioni riguardo alla nostra realtà simulata, all’universo olografico e alle forze occulte non-umane che stanno manipolando la vita umana attraverso stirpi consanguinee di ibridi che riducono la nostra società in uno stato orwelliano di totale controllo e sottomissione.

Ciò che Icke illustra, attraverso una vasta gamma di soggetti, persone ed eventi, sempre interconnessi tra loro, è quella consapevolezza che fornisce all’umanità gli strumenti per fermare il dilagare di questo incubo e per riportare il mondo a ciò che era originariamente e che sarà di nuovo: un luogo d’amore, armonia, pace e consapevolezza illuminata.

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