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Mario Draghi ha mentito: dalla moneta unica si può uscire!

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A DIRLO SONO ADDIRITTURA I TRATTATI EUROPEI:
DALLA MONETA UNICA SI PUÒ USCIRE

MARIO DRAGHI HA MENTITO!
articolo di Giuseppe PALMA su La Verità del 19/2/2017

Mario Draghi, presidente della BCE (Banca Centrale Europea), dopo che cinque anni fa aveva sentenziato che l’euro è irreversibile, a fine gennaio di quest‘anno ha cambiato idea affermando che dall‘euro si può uscire, purché si paghino i saldi relativi al target 2 (circa 357 miliardi di euro), ma successivamente – cioè pochi giorni fa – ha fatto nuovamente marcia indietro affermando che, secondo quanto previsto dai trattati europei, l‘euro e irrevocabile. Insomma, un po’ di confusione tipica di chi non fa gli interessi dei popoli ma esclusivamente quelli del capitale internazionale, tradendo e calpestando i principi fondamentali cui si fondano le Costituzioni nazionali degli Stati che hanno aderito alla moneta unica. Ma una volta per tutte sfatiamo ogni dubbio e ripristiniamo la verità: dall‘euro si può uscire! E a dircelo sono addirittura i trattati europei.

Ciò detto, alcuni sostengono che se da un lato i trattati dell’Ue prevedono espressamente il diritto di recesso dall‘Unione europea da parte di ciascuno degli Stati membri (articolo 50 del Tue, il trattato sull’Unione europea), dall’altro non contemplano invece la facoltà di recesso dall’unione monetaria. È totalmente falso! A parte il fatto che è possibile uscire unilateralmente dall’euro per decreto, cioè un atto di imperio del governo italiano, quindi – stando agli strumenti giuridici attuali – un decreto legge adottato dall’esecutivo facendo leva sui casi straordinari di necessità e d’urgenza previsti dal secondo comma dell‘articolo 77 della Costituzione (applicando, nell’interesse nazionale, il principio della lex monetae), che le Camere devono convertire in legge nel termine perentorio di 60 giorni (ma sarebbe politicamente opportuno se la conversione avvenisse nel più breve tempo possibile). Ma è altresì possibile uscire dall’euro attraverso l’applicazione di due disposizioni previste addirittura dai trattati europei, le quali consentirebbero l’uscita dall’unione monetaria restando nell’Unione europea. Si tratta degli articoli 139 e 140 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea – Tfue (rubricati al capo 5 – Disposizioni transitorie), i quali prevedono la distinzione tra Stati «la cui moneta è l’euro» e Stati in deroga (cioè appartenenti all’Ue ma non aderenti alla moneta unica), non escludendo la possibilità per ciascuno degli Stati «la cui moneta è l’euro» di tornare allo status di Stato in deroga (in tal casole predette norme andrebbero comunque lette in parallelo con la convenzione di Vienna).

La circostanza di appartenere all’euro è considerata – secondo i trattati europei – come premiale e migliorativa rispetto alla mera appartenenza all’Ue, tant’è che per aderire all’euro è richiesto a ciascuno Stato che ne faccia richiesta il rigoroso rispetto di alcuni parametri economici e finanziari.

Ciò detto, non si comprende per quale strano meccanismo giuridico uno Stato che ha aderito all’euro (Stati «la cui moneta è l’euro») non possa tornare allo status giuridico antecedente all’adesione, essendo sufficiente perché ciò accada il mancato rispetto da parte di ciascuno Stato dell’Eurozona di determinati parametri necessari all’adesione o alla permanenza nell’unione monetaria. Del resto, come ha evidenziato Giuseppe Guarino (oggi novantacinquenne), non e possibile – da un punto di vista giuridico – privare un qualsiasi contraente (sia in campo privatistico che pubblicistica) del diritto di recesso: non consentire a uno Stato «la cui moneta è l’euro» di tornare allo status antecedente all’adesione rappresenterebbe una gravissima violazione sia del suo ordinamento giuridico interno, che delle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute. Nella storia, ogni volta che si è detto che una cosa non si poteva fare o era irreversibile, inevitabilmente è accaduto l’esatto contrario. Anche Adolf Hitler diceva che il nazismo era irrevocabile, eppure … Del resto, non si comprende per quale strano motivo non sia possibile, per uno Stato libero e sovrano, cambiare legittimamente idea e decidere di abbandonare la moneta unica nel proprio interesse nazionale.

Ma cos’è l’euro? Una gabbia di ferro? Un lager per cui è tassativamente vietato uscire? O la verità sta nel fatto che non siamo piu uno Stato, ne libero né sovrano?
articolo pubblicato su “La Verità” il 19/2/2017
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Giuseppe PalmaGiuseppe Palma, nato a Ostimi nel 1978, esercita a Milano la professione di Avvocato. Dopo la laurea ha conseguito un Master in Sviluppo delle Risorse Umane, per poi approfondire tematiche giurisprudenziali ed economiche. Ha pubblicato numerosi libri, articoli e papers (in diritto, storia, storia del diritto, economia e letteratura) e, nel 2013, un progetto di riforma alla Parte Seconda della Costituzione (con adeguati pesi e contrappesi), quindi, nel 2014, un progetto di riforma al codice di procedura civile.

Il Tradimento della Costituzione – Libro

Dall’Unione Europea agli Stati Uniti d’Europa:
la rinuncia alla Sovranità Nazionale.

Dall’Unione Europea agli Stati Uniti d’Europa:
la rinuncia alla Sovranità Nazionale

Giuseppe Palma

Un saggio per aprire gli occhi, difendere la nostra costituzione e i suoi principi … ribellarci alla sovranità dell’Europa.

Questo libro dimostra, attraverso la consultazione di Fonti di primissimo livello, come i Trattati dell’UE – e gli eventuali “Stati Uniti d’Europa” – siano del tutto incompatibili con la nostra Costituzione e con i lavori dell’Assemblea Costituente, la quale respinse sia le ipotesi federative che tutte quelle illegittime cessioni di sovranità cui l’Italia si è ugualmente ed illegittimamente assoggetta dal 1992 in avanti.

Occorre fermare ogni proposta che miri a giustificare qualsiasi ulteriore cessione di sovranità nazionale in favore di quell’apparato anti-democratico che è l’Unione Europea, quindi – in ossequio a quanto previsto dalla Carta fondamentale dello Stato e dai lavori dell’Assemblea Costituente – è compito di tutti i cittadini cercare di fermare quel progetto assurdo degli “Stati Uniti d’Europa“.

Editore Edizioni Sì – Studi Interiori
Data pubblicazione Agosto 2016
Formato Libro – Pag 92 – 15×21
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Approfondimenti

Introduzione

Dal 1992 in avanti tutti gli Stati firmatari del Trattato di Maastricht sanno perfettamente che devono porre in essere una serie di misure e riforme strutturali pesantissime che da un lato tradiscono la sovranità popolare, la democrazia costituzionale e i “principi supremi” sui quali trovano fondamento i propri Ordinamenti costituzionali, ma che dall’altro sono indispensabili – nell’ottica del progetto eurocratico – per mantenere in vita questa Unione Europea e questa moneta unica, entrambe costruite né per i popoli né per i loro diritti, ma per la tutela del capitale internazionale.

In altre parole l’Ancien Regime, spazzato via dalla Rivoluzione francese, è tornato prepotentemente a dettare le sue regole e ad imporsi sia contro la sovranità del popolo che contro le Costituzioni nazionali costate milioni di morti.

Victor Hugo, l’autore de I Miserabili, scriveva: «Si è formata una nube e si è addensata per millecinquecento anni. Dopo quindici secoli si è squarciata. E voi fate il processo allo scoppio del fulmine!».

Oggi, con la creazione di questa Unione Europea e di questa moneta unica, quella stessa nube – adeguando ai tempi le sue forme e i suoi strumenti – si è nuovamente addensata sui cieli di tutta Europa. Occorrerà un altro “scoppio del fulmine“…

Ho riletto di recente la lettera che la BCE inviò all’allora Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi il 5 agosto 2011. L’ho riletta attentamente. E’ davvero sorprendente rendersi conto di come, dal novembre 2011 in avanti, i tre Governi privi di legittimazione democratica che si sono succeduti in Italia (Monti, Letta e Renzi) stanno fedelmente e minuziosamente attuando le volontà contenute in quella missiva, volontà che non derivano dalla democratica espressione della sovranità popolare bensì dagli interessi del capitale internazionale.

L’Unione Europea, con i suoi Trattati, ha volutamente invertito la preminenza della Lex sul mercato. E quindi giunta l’ora, prima che sia troppo tardi, di tornare alla supremazia del diritto e della politica sull’economia e sulla finanza!

Ciò premesso, si rende necessario — nel rispetto della Costituzione — fermare ogni proposta che miri a giustificare qualsiasi ulteriore cessione di sovranità nazionale in favore di quell’apparato anti-democratico che è l’Unione Europea, quindi – in ossequio a quanto previsto dalla Carta fondamentale dello Stato e dai lavori dell’Assemblea Costituente – è compito di tutti i cittadini cercare di fermare quel progetto assurdo degli “Stati Uniti d’Europa”.

In queste poche pagine cerco di dimostrare, attraverso la consultazione di Fonti di primissimo livello, come i Trattati dell’UE – e gli eventuali “Stati Uniti d’Europa” – siano del tutto incompatibili con la nostra Costituzione e con i lavori dell’Assemblea Costituente, la quale respinse sia le ipotesi federative che tutte quelle illegittime cessioni di sovranità cui l’Italia si è ugualmente ed illegittimamente assoggetta dal 1992 in avanti.

Ciò detto, l’unica via di uscita possibile è quella del ripristino della democrazia costituzionale e dei “princìpi supremi” cui trova fondamento la Repubblica.

Chiedo nuovamente venia al lettore per le ripetizioni che, in piti di un’occasione, mi sono concesso, ma si sono rivelate necessarie per tutti coloro che – non volendo leggere il libro per intero -intendono soffermare la propria attenzione solo su alcune parti del testo.

Buona lettura!

Leggi anche:  Reddito di Cittadinanza? Sì … ma di cosa stiamo parlando?

 

Reddito di Cittadinanza come Diritto di Cittadinanza, non elemosina o assistenzialismo a debito.

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Inserto: Il debito infinito, di Pierluigi Paoletti ... CLICCA per aprire

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Il debito infinito

Pierluigi Paoletti, 20 febbraio 2017

Il Debito Infinito appunti di Pierluigi Paoletti del 2013 per la stesura del libro “Democrazia Vendesi” di Loretta Napoleoni.

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Pierluigi Paoletti analista finanziario e cofondatore dell’associazione Arcipelago Scec.

Se l’essere umano impara dai propri errori e così facendo migliora la sua esistenza, possiamo dire che nel caso del debito e nella creazione della moneta questo non è avvenuto, probabilmente perché la conoscenza di questi argomenti è rimasta per millenni talmente ben nascosta da poterla considerare una conoscenza esoterica(1), in cui pochissime persone si tramandano le chiavi della sua comprensione. Oggi per fortuna, grazie alla circolazione delle informazioni, molte di queste conoscenze stanno diventando di patrimonio comune.

In antichità il debito era considerato come la strada che portava sempre alla schiavitù del debitore e per questo le religioni avevano adottato delle opportune contromisure:

  • nella preghiera del Padre Nostro si recita: «… dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi rimettiamo i nostri debitori …» e sappiamo come nelle preghiere e nelle scritture l’interpretazione facesse riferimento sia all’aspetto spirituale che a quello puramente materiale. Nell’antico testamento si fa riferimento anche al Giubileo come l’anno in cui c’è l’affrancamento dei peccati spirituali e dei debiti materiali(2). La chiesa medioevale addirittura condannava con la scomunica chi praticava il prestito ad interesse.
  • Nella religione ebraica si pratica l’anno Sabbatico(3) dove si lasciava riposare la terra e si condonavano debiti e si liberavano gli schiavi.
  • Nella religione musulmana invece la Sharia (4) e considera la “riba (usura) come il quinto peccato in ordine di gravità, e indica come usura qualsiasi prestito a interesse.
  • La religione indiana(5) affronta il concetto di usura condannando il prestito ad interesse.
La ragione di questa “intromissione” della religione negli affari di “Cesare” era che questa conosceva molto bene il meccanismo del prestito soggetto ad interesse e dell’usura e di ciò che normalmente comportava per la vita del malcapitato che spesso e volentieri condannava tutta la sua famiglia a lavorare presso il creditore per ripagare il debito.
Nel caso dell’usura, gli interessi elevati portano dopo pochissimi anni all’incapacità del debitore a ripagare il suo debito, ma questo può accadere anche se il reddito generato da chi si indebita non è sufficiente a ripagare il creditore e si trova costretto a ripagare il debito con un altro debito dando vita alla crescita esponenziale del debito ben descritta nella leggenda di Sissa(6). Nelle economie semplici questi meccanismi perversi si manifestavano in poco tempo per questo le religioni cercavano di tutelare le persone ignoranti e semplici da queste trappole mortali.
Il concetto che sta alla base è che il denaro generato da se stesso non è cosa utile come affermava lo stesso Aristotele: «nummus nummum parere non potest» (il denaro non può generare denaro). Se il denaro è il mezzo di scambio convenzionale che misura il valore è di per se illogico che produca valore, un po’ come il metro del sarto che generasse ogni anno nuovi centimetri.
Purtroppo, nei periodi successivi questa consapevolezza scomparve e le religioni furono sempre più confinate nello spirituale che si staccava così sempre di più dalla vita quotidiana. Infatti oggi i giubilei riguardano solo il perdono dei debiti spirituali, l’anno Sabbatico viene ristretto e applicato solo fra ebrei mentre si può continuare ad indebitare i non fratelli e la Sharia, pur perdurando nel suo divieto, ha permesso di caricare di spese e oneri accessori le operazioni legate al denaro con effetti simili anche se non con la carica devastante dell’interesse.
Il vero salto di qualità avvenne quando da una dimensione individuale si passò ad una collettiva permettendo ai privati di emettere moneta e prestarla al Re che avrebbe garantito con la riscossione delle tasse. Questo passaggio avvenne nel 1693 quando William Paterson presentò al Re d’Inghilterra il progetto di una banca che si sarebbe occupata per il regno della stampa di cartamoneta per coprire un prestito contratto dal Re per le ingenti spese di guerra. Nel 1694 nacque la banca d’Inghilterra formata da privati riconosciuta dal sovrano con il Royal Charter.
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Questo evento è alla base della storia monetaria moderna perché fino ad allora la moneta veniva creata con materiali vari ed era comunque sempre collegata ad un valore intrinseco, di solito oro e argento oppure leghe, da colui che deteneva il potere ed era un modo per vincolare i sudditi a pagare le imposte che riscuoteva in quella stessa moneta. Per pagare le imposte quindi era necessario farsi a propria volta pagare con quella moneta. La moneta quindi era la rappresentazione del suo valore intrinseco, il metallo di cui era fatta, ma non sempre perché poteva essere anche la rappresentazione di un valore che era comunque detenuto nei forzieri dell’autorità centrale.
Nel caso della banca privata d’Inghilterra si ebbero due novità rispetto al passato:
  • la possibilità di emettere denaro cartaceo non ancorato ad alcun valore, prima venivano emessi dei certificati ancorati ad oro ecc.;
  • di poterlo prestare ad interesse all’autorità statale che garantiva con la riscossione delle tasse. Tutto questo avvenne con il sigillo del Re che con questa azione risolse 50 anni di sanguinossime e costosissime guerre facendo ricadere il costo sul popolo. Non fu un caso che il debito inglese passò in soli 4 anni da 1,2 milioni di sterline a ben 16 milioni che fu causa ovviamente di un aumento esponenziale di prezzi e tasse.
A Paterson si attribuisce la frase: «La banca trae guadagni grazie agli interessi maturati sui denari creati dal nulla» Dal 1694, quindi, si spostò la dimensione del debito da una dimensione privata ed individuale ad una dimensione collettiva istituzionalmente riconosciuta. Con questa “evoluzione” riconoscere gli effetti perversi del debito diventò molto più difficile anche perché l’abilità dei privati che creavano moneta fu quella di dosare con sapienza questo meccanismo in periodi molto lunghi che coinvolgevano diverse generazioni in modo che non fosse possibile mantenere memoria storica degli eventi. Infatti non si chiedeva la restituzione del capitale in tempi brevi, ma si chiedevano solo gli interessi e alla scadenza del prestito se ne contraeva uno nuovo innescando così il meccanismo dell’interesse composto(6). In pratica quello che accade proprio adesso ad uno stato che vuole ottenere della moneta. Lo stato deve emettere obbligazioni che mette in vendita nel mercato dei capitali e riceve la moneta necessaria. Il denaro diventò così una merce qualsiasi il cui costo era rappresentato dal tasso di interesse.
………………………………………………………………………………….
NOTE:
(1) Da Wikipedia, l’enciclopedia libera: Esoterismo è un termine generale per indicare le dottrine di carattere segreto i cui insegnamenti sono riservati agli iniziati, ai quali è affidata la possibilità della rivelazione della verità occulta, del significato nascosto. Questo termine deriva dal greco esoterikos (interno, dentro).
(2) «Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé. Né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo, esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest’anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo». ( Lv 25, 10-13)
(3) Nell’antica tradizione ebraica, a partire dal V secolo a.C., l’anno sabbatico era quel periodo durante il quale, in onore a Dio e secondo le leggi Mosaiche, si lasciava riposare la terra, si condonavano i debiti e venivano liberati gli schiavi. Schiavi, infatti, erano quelle persone che, per debiti non pagati o reati commessi, dovevano lavorare per la famiglia del creditore fino a risarcirne i danni. Durante questo periodo il creditore provvedeva al mantenimento dello schiavo e, alla sua liberazione, gli versava una somma che gli consentisse di riprendere una vita normale. La restituzione, tuttavia, si concludeva in ogni caso nell’anno sabbatico, che cadeva ogni sette anni: per questa ragione si diceva che era fortunato colui che iniziava a pagare i propri debiti in un momento vicino al settimo anno. LINK
(4) La Sharia condanna generalmente tutti i prodotti finanziari e i derivati che diano adito all’usura (riba), che la tradizione islamica interpreta come qualsiasi applicazione di tassi di interessi fissi e predeterminati nei depositi, negli investimenti e nei prestiti bancari.
Le regole della finanza islamica:
Vietano qualsiasi pagamento predeterminato in aggiunta al denaro prestato. Impongono che chi presta debba dividere i profitti e le perdite derivanti dall’impresa commerciale nella quale viene investito il denaro.
Vietano di lucrare denaro dal denaro. Proibiscono qualsiasi operazione finanziaria caratterizzata da rischio, incertezza o speculazione (ritenuta al pari del gioco d’azzardo che è vietato). Impediscono gli investimenti su pratiche e prodotti che siano proibiti dalla shari’a (alcol, gioco d’azzardo, tabacco, armi…).
(5) Da Wikipedia, l’enciclopedia libera: I primi riferimenti alla pratica dell’usura si possono ritrovare nei testi veda dell’India antica (2000-1000 400 a.C.), nei quali ripetutamente si definisce l’usuraio chiunque presta denaro a interesse. Tanto nei testi induisti sul prato (720-centro a.C.), così come nei testi buddhisti e gli attacchi (601-408 a.C.) compaiono abbondanti riferimenti al prestito di interessi, evidenziando un disprezzo per questa pratica. Un legislatore conosciuto di quell’epoca impose il divieto alle caste superiori (bramini e kshatriyas) di prestare denaro dietro interesse. Con il trascorrere del tempo, il concetto di usura si è modificato, non intendendosi più comune usura qualsiasi prestito dietro pagamento di interessi, ma solamente il prestito a interessi superiori a quelli accettati dalla società.
(6) La leggenda di Sissa parla di un re indiano che, annoiato, chiese ai suoi sudditi di intrattenerlo, promettendo loro di esaudire in cambio qualsiasi desiderio. Un bramino di nome Sissa gli presentò così la scacchiera e il gioco degli scacchi. Il re entusiasta mantenne la sua promessa. Sissa chiese in cambio “solo” un chicco di riso per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza e così via. Il re rise per tanta pochezza, ma non a lungo. Ci volle infatti un giorno intero per giungere a un risultato impronunciabile, 10 volte superiore alla produzione mondiale di riso.
Leggi anche, molto interessante:
“Intervista a Pierluigi Paoletti analista finanziario e cofondatore dell’associazione Arcipelago Scec”

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Paolo Barnard. Giornalista e saggista, ha lavorato per innumerevoli testate nazionali fra quotidiani e periodici, per la televisione in RAI, per riviste di cultura, per agenzie di stampa, per testate online. … segue


Inserto: Per uscire dall'euro basta un Decreto Legge ... CLICCA per aprire

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Sapere è un Dovere

PER ABBANDONARE L’EURO BASTA UN DECRETO LEGGE
E IL 96% DEI TITOLI DI STATO NON VA
RIMBORSATO IN EURO (QUESTO TEME LA UE)

Mentre si avvicinano le elezioni olandesi dove è molto probabile che il partito anti euro e anti Ue di Wilders, alleato di Salvini e della Le Pen, ottenga un risultato incoraggiante e quelle francesi sono previste per primavera inoltrata, la Germania ed il suo braccio armato Ue stanno tentando il tutto per tutto per commissariare l’Italia e spolpare tutto quello che è rimasto da spolpare del nostro Paese su modello greco, dove l’arroganza nazista è arrivata a chiedere garanzie in oro e immobili al governo ellenico in cambio di altri “caritatevoli” aiuti da parte della troika.

Perché questa fretta? Per  riuscire a divorare i risparmi degli italiani prima che gli USA stacchino definitivamente la spina a questo mostro di stampo nazista che è la Ue. Non a caso la Germania preme perché il nostro governo applichi una patrimoniale dell’8-10% sull’intero valore dei beni posseduti dagli italiani. Un vero e proprio furto che dovrebbe finire dritto nelle casse del “reich”, un po’ come i 60 miliardi pretesi dal Regno Unito per poter uscire dalla unione.

Farneticazioni belle e buone a cui si dovrebbe rispondere in un solo modo: uscire immediatamente dall’euro e chiedere l’applicazione dell’art. 50 del trattato dell’unione europea per l’uscita anche da quest’ultima.

Come ben evidenziato dall’avvocato costituzionalista Giuseppe Palma, è possibile uscire dall’euro anche con decreto legge d’urgenza da convertire successivamente in legge dello stato, e questo in virtù del fatto che gli articoli 130 e 140 del TFUE non escludono in alcun modo il passaggio tra “stati la cui moneta è l’euro” e “stati “in deroga”, ovvero la cui moneta non è l’euro e viceversa. Con buona pace delle roboanti dichiarazioni del governatore della BCE, l’euro è un processo assolutamente e totalmente reversibile.

Detto questo, vediamo di sfatare i “falsi miti” delle cassandre pro euro che immaginano (e probabilmente sotto sotto sperano) una bancarotta dell’Italia in caso di uscita dall’euro.

Per comodità, chiamiamo la nuova moneta “ducato”, per non confonderla con la vecchia lira. Nell’uscita dall’euro, dovrebbe essere previsto la conversione 1:1 tra euro e ducato, quindi 1.000 euro = 1.000 ducati, dopodiché, la moneta sarebbe libera di oscillare sui mercati valutari. Le cassandre pro euro a questo punto inizierebbero a stracciarsi le vesti  affermando che se il ducato si svalutasse del 30% sull’euro, il nostro debito pubblico crescerebbe di altrettanto.

Niente di più falso!

Circa il 96% del debito pubblico italiano è ancora soggetto alla legislazione italiana e non a quella estera (normalmente inglese) e quindi agli articoli 1278 e 1281 del codice civile italiano, che recitano «se la somma dovuta è determinata in una moneta non avente corso legale nello Stato, il debitore ha facoltà di pagare in moneta legale al corso del cambio nel giorno della scadenza e nel luogo stabilito per il pagamento … le norme che precedono si osservano in quanto non siano in contrasto con i principi derivanti da leggi speciali». Passando all’atto pratico, il governo con “legge speciale” contenuta nel medesimo decreto legge di uscita dall’euro, potrebbe stabilire che il debito pubblico venga pagato non con il cambio legato al giorno di scadenza, ma con il cambio del giorno di introduzione della nuova moneta legale, quindi in rapporto di 1:1 e questo per tutti i titoli di stato aventi ancora riferimento la normativa italiana e non internazionale.

Il tutto dovrebbe essere unito all’abolizione dell’infausto “divorzio” tra bankitalia e tesoro voluto da Andreatta e Ciampi: tornando la nostra banca centrale prestatore d’ultima istanza (come ogni banca centrale degna di questo nome), il debito pubblico sarebbe sottratto dalle grinfie della speculazione internazionale, dato che l’eventuale debito pubblico non acquisito dagli investitori internazionali al prezzo desiderato dal governo, verrebbe sottoscritto da bankitalia. Fantascienza? Beh, inglesi e giapponesi, giusto per citare due nazioni con banche centrali prestatrici di ultima istanza, non ci sembrano proprio dei marziani.

Concludiamo, infine, riportando uno studio dell’Ofce, prestigioso centro studi francese da sempre legato ai servizi segreti d’oltralpe, secondo cui in caso di uscita dall’euro, non solo il debito pubblico italiano sarebbe assolutamente gestibile, ma esso sarebbe il meno pericoloso di tutta l’area post euro. Chi avrebbe più problemi per le proprie economie da un ritorno delle monete sovrane sarebbero la Germania ed i paesi nordici legati a quest’ultima. Confermando quindi quanto detto dal presidente USA Trump sul fatto che l’euro è solo uno strumento di sfruttamento messo in campo degli oligarchi tedeschi per portare avanti il IV Reich e, d’altra parte quello della moneta unica europea così concepita, era un pallino di Funk, il governatore della banca centrale del reich nazista.

Luca CampolongoIl Nord
Tratto da: www.stopeuro.org

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Leggi anche: 50 motivi per cui all’Italia CONVIENE uscire dall’euro





Playlist ScuolaAuritiana Simec

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S.AU.S. : ScuolaAuritianaSimec

La missione di S.AU.S.TV è di diffondere al grande pubblico la scoperta del VALORE INDOTTO della MONETA teorizzata e formalizzata dall’emerito Professore Giacinto Auriti nei propri scritti e nell’esperimento del SIMEC.

Conformemente allo spirito e alla volontà del Professore, questo canale mette a disposizione gratuitamente, a chiunque ne voglia fruire, i video del Professore Giacinto Auriti, le interviste correlate i commenti relativi a fatti risalenti anche all’epoca della circolazione del SIMEC, ma nonostante ciò ancora attuali, dal momento che tali problemi non sono mai stati ancora affrontati nell’ottica della concezione della MONETA PROPRIETA’ del PORTATORE, a nostro parere, l’unico strumento capace non solo di risolverli ma anche di permettere di far vivere tutti in modo decoroso.

In onore della lunga e fruttuosa carriera del Professore Giacinto Auriti, da questo canale nasce la proposta di mettere in contatto e riunire colleghi d’ insegnamento, studenti e gente comune che assieme al Professore ha condiviso e condivide l’ideale di diritto e giustizia rappresentato e incorporato dalla MONETA PROPRIETA’ del PORTATORE.

A tal fine suggeriamo il sito http://www.setedigiustizia.org e questa pagina di Facebook come strumento di dibattito e discussione, http://www.facebook.com/pages/Sete-di-Giustizia/143004275740043?v=wal insieme possono essere un valido mezzo per il dialogo tra le persone che si avvicinano o che già conoscono queste tematiche ormai di vitale importanza.

Come lo stesso professore Auriti ha chiaramente spiegato nei suoi vari interventi, fenomeni come la morte di ben oltre 50 milioni di uomini all’anno per fame, malattie, disperazione, disoccupazione, delinquenza, immigrazione, emigrazione e declino occidentale, sono direttamente riconducibili alla piaga della moneta-debito, messa in opera dal sistema usurocratico tramite la Banca Centrale privata, a proprio unico e solo vantaggio, attraverso il disumano meccanismo del signoraggio bancario, con cui viene emessa moneta cartacea dal nulla prestandola e addebitandola alla comunità per il valore nominale.

Siamo sempre più consapevoli che solo con la MONETA PROPRIETA’ del PORTATORE possiamo disporre dello strumento risolutivo per mettere fine a questo scempio tanto grave quanto raramente riconosciuto e tantomeno ricondotto alla sua causa prima, che è monetaria.

Non a caso il nome di questo canale SAUS Scuola Auritiana Simec coincide con la sigla del sindacato fondato da G.Auriti S.A.US. (S.indacato A.nti US.ura ) il Professore Giacinto Auriti che ne era il segretario generale, fino al 2004 ha partecipato a molte conferenze, convegni, ed ha avuto modo di dare molte lezioni pubbliche in gran parte delle regioni d’Italia su questi fenomeni, se avete dei video inviateceli, li inseriremo in questa sezione http://www.youtube.com/user/sausTVmiscellanea

Oggi questo spazio WEB fornisce un’occasione importante, per cui invitiamo tutti a riflettere e ad agire, dal momento che chi sa e non fa nulla commette una grave omissione.

Diamo vitalità a questo movimento, occorrono uomini e donne di Buona Volontà, contribuisci anche Tu.

NOI SIAMO PER LA PROPRIETÀ POPOLARE DELLA MONETA.

– Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola ai cittadini.

Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata ad ognuno come ” REDDITO di CITTADINANZA “.

DISEGNO DI LEGGE N°1282 SENATO XII LEGISLATURA
DIS. LEGGE N°1889 SENATO XIII LEGISLATURA
Disegno di Legge proposto dal Sindacato Anti USura
Segretario Generale avv. prof. Giacinto Auriti

Info: http://www.simec.org

Per SAUS TV clicca quì http://www.youtube.com/user/ScuolaAuritianaSimec

LA FASE PIÙ CRITICA NELLA STORIA DELL’UMANITÀ.

(Non mi spendo per un libro qualunque).

Ognuno crede di sapere cosa sia giusto o sbagliato, cosa sia bene o male, quali siano le soluzioni migliori ai problemi del mondo … è vero che le nostre scelte determinano il nostro destino, ma è ancor più vero che per esercitare le scelte migliori, bisogna conoscere almeno un po’ come stanno veramente le cose. Qualunque persona di media consapevolezza si dovrebbe rendere conto che i media (TV, stampa, radio, mezzi di comunicazione di massa) non ce la raccontano per niente giusta. Si percepisce chiaramente che la menzogna, ancora più la mistificazione, regnano sovrane nel mondo dell’informazione e ci inducono a scelte dannose e controproducenti per tutta l’umanità. A guadagnarci sono sempre i soliti (ig)noti.
Chiunque tenga davvero a contribuire alla costruzione di un mondo migliore, non dovrebbe esimersi dalla lettura di questo libro, lo raccomando con tutto il cuore. Solo dopo l’accesso a questa conoscenza, ci si può ritenere in grado di valutare le proprie scelte con maggiore libertà e con maggiore conoscenza di causa.

Grazie, vi prego davvero con tutto il cuore di leggerlo, per il bene di tutta l’umanità.
diinabandhu sevananda

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Le più complete rivelazioni sull’esistenza umana mai scritte prima d’ora
David Icke

Il capolavoro di David Icke
Un libro che cambierà il mondo

Tra manipolazione occulta e stirpi ibride non umane, David Icke ci conduce al risveglio della consapevolezza.

David Icke, l’autore più controverso al mondo, ha trascorso l’ultimo quarto di secolo indagando i segreti dell’Universo e cercando di discernere le forze occulte che manipolano la nostra realtà. Ciò che prima era considerato ridicolo e superato viene ora finalmente riconosciuto come autorevole, così come Icke, figura fino a qualche tempo fa ridicolizzata, è oggi considerato un precursore dei nostri tempi.

In quest’opera di 435.000 parole, 1.000 pagine e più di 800 illustrazioni, Icke ci regala una vita di ricerche e intuizioni riguardo alla nostra realtà simulata, all’universo olografico e alle forze occulte non-umane che stanno manipolando la vita umana attraverso stirpi consanguinee di ibridi che riducono la nostra società in uno stato orwelliano di totale controllo e sottomissione.

Ciò che Icke illustra, attraverso una vasta gamma di soggetti, persone ed eventi, sempre interconnessi tra loro, è quella consapevolezza che fornisce all’umanità gli strumenti per fermare il dilagare di questo incubo e per riportare il mondo a ciò che era originariamente e che sarà di nuovo: un luogo d’amore, armonia, pace e consapevolezza illuminata.

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