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L’intervista rilasciata a Mark Pfister da Stefan Lanka: ma quali virus! Scienza o business?

Da: Paola Botta Beltramo
Data: 27 marzo 2017 11:22
Oggetto: Intervista al microbiologo Stefan Lanka

Scrisse l’antropologo-teosofo Bernardino del Boca, 4 giugno  1975: «Quando i teosofi, circa 100 anni fa, iniziarono a parlare di disturbi psicosomatici i medici li derisero … La Nuova Medicina psicosomatica dovrà lottare ancora a lungo per imporre la visione della realtà. Che cos’è un virus?» (da – Singapore-Milano-Kano – Ed.  1976 –  pag. 244 – LINK).

Fu una domanda che ai più parve stupida; ora, però, si può constatare che non lo era affatto.

La Corte Suprema tedesca nel gennaio 2017 ha confermato la sentenza della Corte d’Appello del 2016 che ritenne insufficienti le prove scientifiche presentate dal medico David Barens a sostegno dell’esistenza del virus del morbillo (LINK).
Per il lettore che desidera approfondire, ecco la traduzione della lettera di Lanka, del gennaio 2017 (LINK).

L’intervista rilasciata a Mark Pfister da Stefan Lanka:
ma quali virus! Scienza o business?

Formazione 5LB

Intervista del Dott. Stefan Lanka in seguito al
processo sull’esistenza del virus del morbillo.

Scientifico? cosa vuol dire? Quali sono le basi delle conoscenze scientifiche disponibili in medicina? Su cosa si basano? Scienza o business?

Ecco i video dell’intervista concessa dal Dott. Stefan Lanka a Mark Pfister, presentati al convegno Open Day della nostra Scuola di Formazione Professionale sulle 5LB con il tema: “I fondamenti, la validità e limiti della conoscenza medico-scientifica“.

Intervista 1a parte: Quali Virus?

Il Dott. Stefan Lanka, micro-biologo, ci parla della
realtà delle ricerche scientifiche inerenti alla presunta esistenza dei virus.

Ecco il 1° video dell’intervista concessa dal Dott. Stefan Lanka a Mark Pfister in seguito al processo sull’esistenza del virus del morbillo, presentato al convegno Open Day della nostra Scuola di Formazione Professionale sulle 5LB con il tema: “I fondamenti, la validità e limiti della conoscenza medico-scientifica”. Intervista 1^ parte: Quali Virus? Il Dott. Stefan Lanka, micro-biologo, ci parla della realtà delle ricerche scientifiche inerenti alla presunta esistenza dei virus.

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Quali Virus? Virus del morbillo?
Prima parte dell’intervista al Dr. Stefan Lanka per Mark Pfister

Buongiorno dr. Lanka

Buongiorno  sig.  Pfister

Pfister: sono davvero felice di poter condurre questa intervista e di poter lavorare insieme in questo programma per la corretta informazione delle persone.

Lei ha potuto provare in Tribunale, e davanti a cinque periti ufficiali, che non vi è nessuna prova dell’esistenza del virus del morbillo. Questo significa che non sappiamo se esiste e come: non ne abbiamo alcuna  prova.  Vorrei parlare oggi con lei dei fatti: come si sia arrivati a questo malinteso.

Cosa sono in realtà i virus, quello che viene definito virus?

Lanka: lo si spiega facilmente partendo dal significato della parola  virus, in latino tossina.

C’era una dottrina medica che ad oggi si crede scomparsa. Essa continua però a mantenere sotto la nuova veste moderna la credenza che le malattie siano create da tossine, veleni patologici. Alla base della teoria umorale c’era la credenza che se i liquidi corporei  ristagnavano diventavano velenosi e che potevano così diffondere  le malattie all’interno del corpo oppure anche dall’emanazione del corpo.  La “mal-aria”, l’aria cattiva che si riteneva contagiosa.  Sapevo come condurre la mia ricerca, perché anch’io avevo scoperto nel mare una struttura che io stesso avevo  denominato virus. L’avevo identificato come un virus innocuo. Pensavo davvero fosse un virus, anche se innocuo perché non aveva fatto danni nell’organismo dove l’avevo trovato. Quindi sono andato dal mio professore e gli ho fatto vedere  quello che avevo trovato. Gli ho fatto vedere le foto  al microscopio elettronico di particelle che sembravano essere dei  virus ed erano   miliardi. L’organismo comunque viveva senza problemi e il virus non sembrava dare effetti negativi. Così,  dal 5° semestre avevo già il mio laboratorio ed ero praticamente diventato un virologo.

All’epoca non  avrei mai pensato che non fosse possibile  trovare un protocollo in medicina su come isolare un virus!

Nella batteriologia ci sono protocolli dal 1940.  Quando i batteri muoiono a causa di un cosiddetto virus batterico, si prende questo liquido, lo si mette sotto un microscopio e si vede che sono batteri. Ma si vendono anche tante minuscole particelle presenti  in grande quantità, le si separa, le si isola, in modo da avere  solo questo tipo di mini-spore, e si vede che sembrano esattamente uguali, che presentano l’aspetto di virus. Ed è diventato un modello questi “virus per batteri” un modello  anche  per i virus umani. Ma quello che i biologi all’epoca non hanno colto è che quando i batteri muoiono velocemente non hanno il tempo di creare delle spore.  Se li si privi delle fonti nutritive, se è troppo caldo, troppo freddo o in altri processi lenti, allora questi creano delle spore che possono sopravvivere per secoli. E se l’ambiente è favorevole ricrescono dalle loro stesse spore. Ma quando i batteri non ne hanno il tempo creano mini-particelle, particelle ancora più piccole, costituite solo dal cosiddetto acido nucleico, il cosiddetto materiale genetico circondato  da un involucro proteico. E sono tutti  uguali e si pensava che fossero loro la causa della morte dei batteri. No, in natura i batteri non muoiono mai se queste particelle vengono aggiunte. Questo lo fanno solo batteri ipercoltivati e labili, che appena li si guarda in modo “storto” si riconvertono nel materiale da cui erano sorti. Questo era un breve excursus. Da queste strutture nascono i batteri e i nostri tessuti  utilizzano a loro volta i batteri come componenti per rigenerarsi. E  qualcosa che  viene chiamato batteriofago, divoratore di batteri, per usare una  denominazione scorretta, l’ho scoperto in mare. Un po’ più grande, una catena di acido nucleico un po’ più lunga e pensavo fosse un virus.

E così ero un virologo.

All’epoca avevo adottato anch’io il concetto dell’HIV, ossia che esistesse questo virus e che fosse mortale.

Fino a quando un professore austriaco, uno specialista della cosiddetta genetica e dell’acido nucleico, mi diede il permesso di usare il suo laboratorio siccome non avevo ancora tutti gli strumenti né tutto il sapere. Con lui ho stretto un rapporto di amicizia. Un giorno mi chiese, dandomi del tu come fanno gli austriaci: «Stefan, hai verificato la storia dell’HIV?»  Risposi: «Tutto il mondo lo dice».  Egli mi rispose non stava chiedendolo al mondo, stava chiedendolo a me!  Diventai rosso in viso e risposi … «No, non l’ho fatto».  Mi diede una tessera con la quale potevo fotocopiare gratis e mi disse:  «Fai una copia di tutto quello che leggi e lasciamela in ufficio». E ogni venerdì pomeriggio discutevamo della ricerca.

In biblioteca ho poi capito che c’era scritto il titolo “virus” ma nella pubblicazione stessa non si parlava di alcuna struttura, nemmeno una struttura vista in un essere  umano, nel sangue o in qualche altro liquido corporeo.

Anche nel morbillo o in quello che si chiama morbillo, che si vede in bocca, nelle macchie sul corpo o tipiche manifestazioni del morbillo, da nessuna parte si è visto nell’essere umano ma sempre in particelle in cellule morenti. E così siamo arrivati al punto:  nelle  cellule morenti! Ed è proprio questo il punto.  Diversamente rispetto ai batteriofagi  che esistono e che dal 1940 vengono isolati in modo classico, come le monetine all’interno di  un salvadanaio a maialino, insieme a bottoni, cicche, pezzettini  di carta, allora si separano i diversi componenti e  ci sono dentro 11 monete da un euro, prima fotografo l’interno del maialino con i suoi frammenti, poi isolo le parti, le cicche, i pezzettini di carta, i bottoni  tolgo tutto e rimangono le pure monete di euro, e quindi le fotografo di nuovo e dico guardate: sono pure. Non c’è quindi alcun centesimo di dollaro, vecchie lire o  sterline ma 11 pure monete da un euro. Poi prendo queste monete e applico la biochimica. E vedo che sono effettivamente composte da questi tre metalli nelle stesse percentuali e con lo stesso peso specifico. Sono veri euro.  Questa si chiama biochimica.

E questa verifica non è riuscita per nessun virus che si presume che produca malattia negli uomini, negli animali o nelle piante. L’avevo già capito durante i miei studi.

Non avevo all’epoca alcuna idea su cosa ci faccia realmente ammalare. Questo mi divenne chiaro solo in seguito grazie i contatti con il dr. Hamer.

Mi  era definitivamente chiaro. Non li trovavamo in nessuna pubblicazione. Abbiamo iniziato con i Professori. Eravamo io e altri due professori e abbiamo cominciato le ricerche. Successivamente  ho avuto contatti con Eleni Papadopoulos e con il suo team in Australia. Abbiamo ricercato e analizzato tutto il materiale esistente sui presunti virus umani e animali, interi articoli scientifici  e alla fine ero sicuro: il virus non esiste!

Pfister:  non vi è alcuna prova

Lanka: Non vi è alcuna prova. Ok scientificamente  non posso dire di aver dimostrato che non esiste, può essere che il virus si sia nascosto dietro la Luna, o  dietro a  Marte o ancora più in là … ma come uomo e  cittadino devo dire che no … non esiste. E posso perfino dire scientificamente che escludo l’esistenza dei virus avendo controllato il modello di riferimento del dr. Hamer che ho effettivamente verificato. E ho visto che questo modello funziona per tutti i fenomeni che definiamo malattie virali, e non solo virali, per quasi tutte tranne che per avvelenamento,  carenze e disturbi meccanici, articolari che possiamo avere e che vengono tratti molto bene in osteopatia, tutto è stato spiegato nel modello di riferimento del dr. Hamer.

In questo modello non c’è il benché minimo spazio per un elemento negativo che sia più forte del sano, che prende senza dare nulla! Comunque nella vita non esistono cose negative, non c’è spazio. Perché i sintomi che noi chiamiamo malattie compaiono secondo regole precise  ed è tutto spiegato. Non c’è spazio per un elemento negativo. Questo concetto del maligno  più forte del sano, che viene dalla teologia, direttamente dal Vaticano, non ha più congruenza. È contraddetto. Abbiamo trovato una spiegazione migliore grazie al modello di Hamer. Questo sistema ha fatto crollare il vecchio concetto. È stato superato. Esso viene confutato proprio dalle pubblicazioni in virologia stessa, dove si trovano le presunte prove o le ipotesi non comprovate, dal momento che si parte sempre dall’esistenza dei virus. Queste ipotesi vengono confutate dalle loro stesse  pubblicazioni scientifiche. Quella che facciamo noi è una reale medicina scientifica, dove possiamo verificare ogni passo. Dove possiamo comprovare e prevedere. Questi sono i tre criteri della scienza: comprovabilità, ripetibilità e prevedibilità. E se non sono presenti questi tre criteri la ricerca non è scientifica.

Pfister:  e  quelli  che finora abbiamo denominato virus sono in realtà  piccole componenti, resti di questi batteri che stanno morendo?

Lanka: nel caso dei batteri sì ma non è vero che muoiono. Anche il morire è un mirato processo sensato. E cioè di dare una fonte di energia  ai tessuti  o ai  batteri che vivono nell’ambiente circostante grazie all’acido nucleico. Quindi dietro tutta questa focalizzazione e tutte le pulsioni verso la sessualità alla fine si parla di energia. È il cardine della vita. Il compito principale dell’acido nucleico, la cosiddetta sostanza ereditaria, che non ha nulla a che vedere con eredità, è la produzione di energia, è la forza che sta dietro la sessualità. In effetti perché è essenziale per la vita.  Quindi l’ipotesi di fondo sui virus è sbagliata e ci sono proteine tutto attorno che sono i componenti che servono alla vita. Quando i batteri vengono annientati velocemente questi si convertono in componenti resistenti e duraturi dai quali poi nascono altri batteri. Questi vengono assorbiti dai batteri per ricevere l’energia e il materiali di cui hanno  bisogno. Anche questo è un processo sensato!

E il processo del morbillo mostra  molto chiaramente proprio questo modello e le osservazioni fatte sui batteri sono  state applicate  in modo traslato  al campo delle credenze. Le credenze sui virus umani.

Ed è stato  proprio John Franklin Enders a farlo perché invece di mostrare realmente un virus, credeva che se si vedessero le cellule in provetta morire, mettendo  un campione di saliva di un malato di morbillo, e si vedesse le cellule morire, fosse sufficiente per dimostrare che c’era un virus. Ma le cellule muoiono anche senza agenti esterni posti nella provetta, soprattutto muoiono  più velocemente perché vengono “preparate” per la prossima infezione. L’idea è la stessa come con  i batteriofagi: priviamo i batteri del nutrimento in modo che diventino “affamati di virus” poi introduciamo il campione infetto e guarda un po’: li vediamo morire!  Ma non è vero che muoiono, si trasformano. I batteri si riducono in minuscole componenti. Però questo non succede per cellule umane e animali perché la loro struttura è più complessa.

Quindi “in vivo”  in vivo ma non in provetta quello che succede è che viene tolto alle cellule il nutrimento, che praticamente vengono fatte morire di fame. Vengono affamate e ricevono un cocktail contenente antibiotici che uccidono autonomamente le cellule. Nel 1954 ancora non si sapeva. Questo era conosciuto  solo dal 1973 che questo antibiotico, la streptomicina uccide autonomamente le cellule. Se si fossero fatti dei  test di controllo preparando le cellule in questo modo, osservando cosa succede avrebbero visto che queste muoiono molto più velocemente rispetto al normale. Solo poche cellule riescono a vivere a lungo in provetta. E loro credevano  che la morte delle cellule fosse la prova sufficiente della proliferazione virale. E c’è di più.

Enders ha preso questa idea dalla batteriologia. Ha fatto la stessa cosa come l’aveva fatta con i test batteriofagi. Ma invece di batteri come coltura ha preso cellule animali e, dopo averle indebolite, ha inserito l’estratto salivare. Tutto questo senza fare un test di controllo. E l’ha ammesso egli stesso nella sua pubblicazione, nella pubblicazione che è stata utilizzata nel processo come prova per ricevere i 100.000 euro per il bando che avevo indetto dove chiedevo una prova scientifica dell’esistenza del virus del morbillo.

In questo primo isolamento descritto da John Franklin Enders egli ci dice molto chiaramente che non è stato effettuato alcun test di controllo!

Pfister:  descrive molto chiaramente che non ha affiancato come controllo una provetta con solo antibiotici e assenza di nutrienti.

Lanka: giusto sig. Pfister, questo punto è decisivo: non l’ha fatto!

Pfister: però questo dovrebbe essere perentorio per qualsiasi ricerca scientifica: avere un test di controllo.

Lanka: dal 1998 le regole della scienza, Lege artis,  sono state scritte e stabilite  in modo definitivo. Sono state pubblicate per la prima volta dalla società scientifica tedesca. Sono le regole del corretto lavoro scientifico. Queste regole ci dicono che bisogna utilizzare i metodi più all’avanguardia che sono i più adatti, bisogna conoscere tutte le pubblicazioni in merito, si devono eseguire test di controllo per ogni nuovo metodo introdotto in modo da accertarsi che non sia il metodo stesso a produrre il risultato. Ci deve essere sempre il dubbio. Bisogna sempre provare a confutare i propri  risultati. Ma quello che succede oggi nel campo  scientifico è molto lontano da queste regole.

Pfister:  ovviamente.

Lanka: ed è qui che rispondo alla sua domanda: da dove viene l’errore concettuale sui virus?

Eugen  Rosentock-Huessy descrive che ovviamente lo Stato finanzia solo le vecchie autorità scientifiche e che il ricercatore che scopre qualcosa di nuovo viene represso dai ricercatori e scienziati affermati. Ci mostra il campo di tensione, non ancora evidenziato, in cui troviamo un ampio divario tra ricerca e scienza. Egli descrive come gli scienziati affermati  facciano ricerche di facciata per mantenere validi i vecchi modelli. Ci descrive chiaramente che fanno ricerca sul cancro  come se fosse la rabbia, secondo gli antiquati principi di Pasteur. Eppure partendo da questi nuovi modelli c’è così tanto potenziale che aspetta solo di essere accolto, utilizzato e sviluppato.

Pfister: spero anch’io che tutto questo possa diventare realtà in un prossimo futuro. La ringrazio per queste spiegazioni che sono, dal mio punto di vista, rivoluzionarie e capovolgenti per l’intera comprensione medico-scientifica e che allo stesso tempo presentano un grande potenziale di effettive possibilità per aiutare le persone nel loro “stare bene” con questa scienza medica.

Lanka: ringraziamo le persone che hanno elaborato tutto questo e che ho avuto la fortuna di conoscere  e di contribuire  a questa congiunzione di campi di ricerca per un nuovo punto di vista. Le basi sono stati i lavori del dr. Hamer, del dr. Peter Augustin, del prof. Hertmut Heine e di molti altri che hanno fatto ricerca e che hanno aspettato di essere messi insieme. Il che è stato possibile solo grazie alle scoperte del dr. Hamer che per primo ha gettato un’ancora scientifica in questo campo della medicina e della scienza medica, un punto di riferimento in cui ci si può orientare.

E quando nell’agosto del 2000 ho avuto finalmente l’onore di conoscere il dr. Hamer ho potuto rapidamente trovare risposta a tutte le mie domande fino allora rimaste  in sospeso. E ho potuto spiegare i Focolai di Hamer e rendere applicabile il suo sapere a livello terapeutico.

Grazie dr. Hamer, grazie dr. Augustin e grazie a Voi che diffondete questo sapere.

Intervista 2a parte: Quale modello cellulare?

Il Dott. Stefan Lanka, micro-biologo, ci parla della della struttura cellulare,
in base alle apparecchiature scientifiche oggi disponibili.

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Ecco il 2° video dell’intervista concessa dal Dott. Stefan Lanka a Mark Pfister in seguito al processo sull’esistenza del virus del morbillo, presentato al convegno Open Day della nostra Scuola di Formazione Professionale sulle 5LB con il tema: “I fondamenti, la validità e limiti della conoscenza medico-scientifica”. Intervista 2^ parte: Quale modello cellulare? Il Dott. Stefan Lanka, micro-biologo, ci parla della realtà delle ricerche scientifiche inerenti alla presunta esistenza dei virus.

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Quale modello cellulare?
Seconda parte dell’intervista al Dr. Stefan Lanka per Mark Pfister

Pfister: come possiamo ottenere effettivamente la comprensione se non sono i virus che fanno ammalare? Da dove vengono quindi le malattie?

Lanka: prima di tutto vorrei allacciarmi alla critica fondamentale di Eugen Rosenstock dell’anno 1956, vorrei presentare inoltre uno studioso, i cui testi non sono  reperibili on line, ossia il prof. Karl Heins Luttke. Egli ha scritto presso il Max- Planck- -Institut di storia della scienza, un lungo trattato esaustivo sulla storia dell’inizio della virologia. In questo lavoro descrive nel dettaglio come la virologia medica si sia contraddetta da sola già nel 1951-1952! Come la virologia avesse pubblicato le proprie incongruenze e come si sia data per vinta. Perché hanno constatato che tutto ciò che avevano chiamato veleno cellulare, tossine ed enzimi sono  in effetti  sempre  componenti, particelle del tutto normali di cellule e tessuti che stanno morendo.  E non c’è nulla che viene da fuori, nessun agente esterno che produce la malattia. Poi scrive come dal 1953 si iniziasse a pensare che fosse stato scoperto che l’acido nucleico contenesse il corredo genetico.  Che esista questo corredo genetico, come un piano di costruzione funzionale che regola la costruzione dell’organismo. E che questo possa avere dei difetti, ossia delle mutazioni, e che queste mutazioni possano farci ammalare credendo si tratti di geni o virus cancerogeni.

Pfister: in effetti tutta questa storia dei geni …

Lanka:  esattamente. E da allora è avvenuto un cambiamento paradigmatico nel sistema di pensiero, la vecchia virologia si era arresa. Giovani chimici senza alcuna conoscenza medica e che non sapevano nemmeno che l’errore era stato ammesso, che i virologi si erano scusati e che era stato un falso allarme, hanno quindi  creduto che un virus, formato da un pezzettino di acido nucleico, fosse un gene maligno ed egoista.

Pfister: un gene egoista …

Lanka:  esatto, RNA o DNA. E così nacque  un nuovo dogma. E pensavano che un virus, un pezzettino di acido nucleico circondato da uno strato proteico, fosse lui a farci ammalare. Che questo acido nucleico avesse la capacità di attaccare le nostre cellule, di moltiplicarsi e di ucciderle. È questa la base della nostra concezione odierna dei virus.

Presentano sempre un genoma, un  pezzettino di corredo genetico, di acido nucleico e uno strato proteico. Questo era il modello del 1953.

Enders, figlio di un banchiere,  non aveva mai studiato scienze. Aveva studiato lingue, per due anni era stato ambasciatore di Skull and Bones. Poi era diventato agente immobiliare, per poi tornare a studiare lingue. Infine aveva incontrato un biologo. Ne era rimasto affascinato. È stato subito accolto in laboratorio perché ovviamente portava con sé molti soldi. Poi ha preso il dottorato, senza aver mai studiato biologia. Biologo senza studi scientifici alle sue spalle. Per questo il suo pensiero non è mai stato scientifico. Lo si vede nel  suo testo. Scrive del suo dubbio  sulle cellule che muoiono senza essere attivate o denutrite. Anche quando le cellule vengono trattate normalmente muoiono come se ci fosse un virus. Quindi ci deve essere un altro virus al loro interno, o altri fattori che portano alla loro morte. Lo scrive tre volte nella sua pubblicazione ed esorta ad avere sempre in mente altri fattori, che ci sono altri fattori e altri virus. E non solo ciò in cui crediamo, ossia che esista il virus del morbillo. E scrive perfino che questi ragionamenti, questi esperimenti, forse non hanno nulla a che fare con le nostre riflessioni su cosa sia realmente il morbillo nell’uomo,  o con quello che viene definito morbillo.

Nel  1954 gli danno però il premio Nobel e lui dimentica la sua stessa critica. Un anno e mezzo dopo scriverà che il suo lavoro è da considerarsi la base di tutti i futuri sviluppi del vaccino contro il morbillo.

Quindi dal premio Nobel, con il premio Nobel, d’un tratto da un enorme errore, un’enorme speculazione, è diventato un fatto scientificamente accertato. E questo metodo in cui le cellule vengono denutrite e annientate  ed in seguito presuntamene “infettate” é tutt’ora considerato valido per tutte le infezioni di morbillo.

Lo stesso vale, con poche  differenze, per provare l’esistenza di tutti i virus …

Quindi mi leggo attentamente la sua pubblicazione sulle ricerche sul morbillo, cardine  del processo per l’omonimo e mi accorgo che tutto è un errore madornale e che si contraddice da solo!

Questi esperimenti di controllo, che non sono mai stati eseguiti, li ho fatti eseguire da un laboratorio indipendente e i risultati hanno mostrato chiaramente che le cellule muoiono perché sono private del loro nutrimento e avvelenate.

Pfister:  dagli antibiotici

Lanka:  dagli antibiotici

Pfister: da qui nascono quindi diverse cose nuove per noi. Penso per esempio a Bruce Lipton che afferma che le malattie o le manifestazioni patologiche compaiono a causa dell’ambiente circostante, dall’impressione dell’ambiente sulla membrana cellulare. Questo modificherebbe la funzione della cellula e non il DNA. Qui abbiamo un altro argomento, che come da lei accennato, ne è la naturale conseguenza.

Lanka: questa teoria dei virus, che ovviamente si basa sull’esistenza di  recettori sulla membrana cellulare, ai quali si agganciano i virus che vengono fatti entrare e avviene l’infezione, se queste teorie che non possono essere vere, siccome i virus non esistono, sono state confutate in base alle stesse pubblicazioni  menzionate,  alle contraddizioni evidenziate ed al metodo assolutamente non-scientifico,  al confronto sequenziale, ecc. Allora si pone  ovviamente la domanda: possono questi modelli  che abbiamo essere veri?

E la ringrazio molto per questo domanda perché ora iniziamo un nuovo argomento.

Prima di conoscere il sistema di conoscenze del dr. Hamer ero sempre alla ricerca delle cause scatenanti che producono la malattia perché mi era chiaro che tutta la teoria dell’infettivologia, dell’immunologia, la dottrina del veleno e antiveleno e cioè corpo e anticorpo non poteva essere corretta. Lo sapevo anche dalle mie ricerche di laboratorio. Tutti gli esperimenti che si conducono sono specifici solo quando le condizioni vengono controllate esattamente.

Nel corpo non possono mai funzionare, mai e poi mai, non hanno in realtà alcuna rilevanza scientifica!

E anche tutti i modelli sono erronei.

E adesso devo introdurre un nome molto, molto significativo per il futuro. Un nome per la critica e un altro nome per come stanno  le cose  veramente.

C’era un neurologo che, dal 1972, in centinaia di pubblicazioni scientifiche e conferenze, ha mostrato chiaramente  come i modelli di come pensiamo siano le cellule non potevano essere reali. E l’ha pubblicato: il suo nome è professor Herold Hillmann. Hillmann ha scoperto che al microscopio elettronico tutte le immagini di tessuti e di cellule presentano sempre gli stessi artefatti. Ha argomentato in modo logico e vigoroso che una cellula viva non può avere affatto quell’aspetto. Per definizione la cellula viva sarebbe un liquido, acqua, contenente varie sostanze in soluzione, sali, proteine e tutto intorno un tegumento, una membrana. Su questa membrana si dovrebbero trovare recettori con i quali la cellula comunica. Tali recettori non sono stati mai visti finora su nessuna immagine di microscopio elettronico. Eppure da qualche parte bisognerebbe vederli, dovrebbe essere pieno di recettori. Dovrebbero essere visibile almeno su alcune sezioni di immagini elettroniche.

Pfister: la risoluzione è abbastanza elevata?

Lanka:  grazie per la domanda. Da 20 anni il potere di risoluzione dei microscopi elettronici è  di fatto sufficientemente elevato per cui si sarebbe dovuto vedere i recettori chiaramente. Da 10 anni è molto aumentata e si dovrebbe quindi sapere quanto  deve essere grande un recettore.

  • Punto primo quindi: nessuno li ha mai visti!
  • Punto due: la struttura della membrana cellulare dovrebbe essere doppia con dei puntini  e tutto il resto. Se la taglio perpendicolarmente essa dovrebbe avere un certo spessore. Se invece seziono la cellula in diagonale dovrebbe vedersi con uno spessore maggiore. Ma questo non succede mai: lo spessore è sempre lo stesso!

Quando si guarda la parte esterna della cellula, che viene definita al microscopio elettronico come una membrana cellulare, viene tutto contraddetto. Anche le strutture interne:  il reticolo endoplasmatico, l’apparato di Golgi, con la stessa logica, con gli stessi argomenti rigorosi: sono tutti artefatti, errate rappresentazioni.  Perché al microscopio elettronico posso osservare solo ciò che è completamente asciutto. Da cui ho eliminato ogni traccia di acqua. Perché il microscopio elettronico funziona solo sotto vuoto. In caso contrario si crea del vapore e questo sarebbe così impuro che non vedrei più nulla. Se voglio osservare un campione di tessuti questi vengono introdotti nella resina e poi in una serie sempre più alta di concentrazione alcoolica: bassa concentrazione, alta concentrazione, fino al 95% di soluzione alcoolica. Viene tolta tutta l’acqua e al posto  viene aggiunto del  colorante. Ma il fascio di elettroni brucia questi campioni e resta semplicemente qualcosa ed è questo che viene sempre interpretato. Si crede che questo sia l’aspetto delle cellule.  Hillmann ha poi …

Pfister:  quindi quello non è  il vero aspetto di una cellula ?

Lanka:  No, no.   Abbiamo inoltre una visione completamente sbagliata della biochimica.

Tutto quello che si fa: si prende un campione di tessuto, si distrugge il tessuto e le cellule contenute e da quel che ne è uscito, come per la virologia, ipotiziamo un modello di come dovrebbe essere una cellula.

Pfister:  Quindi  con pezzettini  morti di componenti cellulari rimasti si ricostruisce il modello della cellula. Ma l’intera cellula non si vede mai.

Lanka:   No, no. Ora, dove con microscopi ottici a laser e con tecniche di  interferenza ottica ecc., si può ottenere una risoluzione simile a quella del microscopio elettronico dove si può guardare il tessuto vivo, vengono così confermate le ipotesi di Hillmann, le sue constatazioni devo dire.

Pfister: questi microscopi esistono oggi?

Lanka:  Sì esistono e con quelli ottengo un’immagine più realistica di come sono fatti i tessuti.

Pfister: È difficile con questo modo di pensare, applicato  per  decenni,  che tutto parta dalle cellule, capire invece che il tessuto può vivere anche senza cellule.

Lanka: Sì è quello che si può osservare, si arriva proprio a questo punto.

Grazie a Peter Augustin  ho potuto capire: cosa sono questi processi della vita se non partono dalla cellula? Come biologo avevo anche studiato che solo la  cellula è viva e tutto il resto è morto. Solo la cellula vive.

Pfister: se questo non è vero allora come si può …

Lanka:  Prendiamo una medusa, per esempio, non ha una struttura cellulare, eppure è un organismo molto efficiente. La medusa è composta per il 98,5% di acqua: non ha un cervello e non ha vie nervose. Alcune meduse hanno pure gli occhi, come l’uomo, fatti allo stesso modo. Hanno gli stessi geni, ma sono minuscole meduse, cubomeduse (Cubozoa) molto dolorose  e molto velenose. In acque calde non c’è nutrimento quindi devono cacciare per questo hanno bisogno degli occhi. Quindi ciò di cui la vita ha bisogno lo produce e basta. Ma per il fatto che ci siamo fissati sulle cellule e crediamo che la cellula diriga tutto, allora ci deve anche essere un progetto, un progetto funzionale e questo si pensava che fosse l’acido nucleico. Ed ecco un’altra ipotesi errata. L’acido nucleico,  di cui si crede che abbia degli errori, mutazioni, e allora abbiamo i geni cancerogeni, i geni virali.

È tutta una conseguenza della teoria impostata da Virchow. Solo  che oggi ce lo siamo scordati. E i medici non tornano indietro a verificare le fonti e  vedere se questo è vero o falso. No,  per loro Virchow è il fondatore della medicina scolastica.

Pfister: possiamo dire che quello che noi oggi chiamiamo epigenetica dove si considera che lo stimolo viene dall’esterno e non dall’interno, che quindi la reazione della cellula non viene dal corredo del DNA ma da uno stimolo da fuori che produce poi una reazione cellulare, abbia fatto un passo avanti?

Lanka: Per così dire  non lo sopporto … ma grazie per la domanda perché l’epigenetica parte da due presupposti errati:

  • pretendono che l’acido nucleico abbia qualcosa a che fare con il materiale ereditario, ma è così complesso che non riusciamo a capirlo. Ci servono altri 30 anni di fondi per la ricerca per poterlo eventualmente comprendere…
  • E presuppongono che tutto parta dalla cellula

Pfister:  membrana cellulare?

Lanka: dalla membrana cellulare. Quanto parlo di cellule intendo ovviamente anche sempre con membrana cellulare, al suo interno acqua e sostanze circondata da una membrana  predisposta a tutta la comunicazione con l’ambiente esterno.

Pfister: che cosa ne è della membrana: cos’è  veramente vero?  Perché se non lo si può vedere nemmeno al microscopio elettronico?

Lanka: va bene, facciamo ancora un passo indietro per riassumere. A partire da Virchow che ha globalizzato quest’idea della cellula, che la cellula fosse l’unità della vita e che tutto il resto fosse morto inanimato e che la cellula fosse quindi la componente base della vita, della salute ma anche  della malattia, e che le cellule producono veleni cellulari, tossine, che producono il cancro e le malattie contagiose, che si diffondono in tutto il corpo da una cellula ad un altro tessuto: è l’idea delle metastasi. Dal tumore intestinale al cervello … e così ho un tumore intestinale nel cervello ecc. … Queste sono le idee che risalgono tutte e Virchow. Poi questo “veleno cellularequesta tossina non è poi  stata trovata. Poi trovano i batteri e si presume che siano i batteri la causa delle malattie. Poi ci si è resi conto del fatto che i batteri si trovano ovunque nel corpo. Ah! Allora saranno le tossine dei batteri. Poi no … in effetti il tetano lo trovo solo nei cadaveri, solo in assenza di ossigeno, l’antrace pure. E chi più ne ha più ne metta. E se guardiamo le cosiddette tossine, ci si rende conto che sono normalissime proteine, enzimi dei batteri che non sono velenose, ci si può cuocere il cibo, farci il bagno, si possono ingoiare, iniettare e non succede niente! Nella ricerca della tossina patogenica si credeva infine che fosse qualcosa di più piccolo dei batteri che non era visibile al microscopio. Si è quindi spinta la spiegazione sempre più lontano verso l’invisibile, verso il non dimostrabile. Poi  la virologia si è data per vinta nel 1952. Il centro dell’interesse si è quindi spostato altrove verso una nuova sostanza ipotizzata. Se la cellula fa tutto e se da una cellula nasce una persona come me e lei allora ci deve essere un piano progettuale. Sempre nella pura ottica cattolica, nel pensiero spaziale greco, nel pensiero strutturale che è pure importante, senza questo pensiero non potremmo misurare uno spazio, nessuna statica  e tutto crollerebbe. Ecco perché alla fine il focus si è spostato sull’acido nucleico.

Da pezzetti di acido nucleico proveniente da cellule morte, si è concepito idealmente la composizione del materiale genetico di un virus. Ma questo non si è mai trovato nella sua interezza né ovviamente mai visto un virus. Va bene però crediamo che la cellula fa ammalare. Anche coloro che criticano questo concetto rimangono comunque attaccati all’idea della cellula perché mentalmente è difficile immaginarsi qualcosa di nuovo.

Peter Augustin mi ha tolto questo modello e ci sono voluti ben  quattro  anni prima che potessi verificarne uno nuovo, finchè lo capissi a pieno prima che quello vecchio venisse destrutturato. Prima che il nuovo trovasse il suo posto. Questo nuovo concetto è indispensabile per comprendere le scoperte di Peter Augustin così da capire come funziona la vita e perchè vive il tessuto, perché vive.

Pfister: Vive il tessuto e non la cellula …

Lanka: perché vive anche la cellula. Che cos’è una cellula e come funziona? Quali sono le componenti della cellula? Perché alcuni aspetti della teoria cellulare non sono corretti e vengono sostituiti da una comprensione più profonda?

Pfister: sono davvero felice di questa intervista utile alla corretta informazione delle persone.

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Marco Pfister Marco Pfister, Presidente Scuola Professionale sulle 5LB, ricercatore, docente e consulente sulle 5LB. «Ho sempre lottato perché le persone potessero ritrovare il loro diritto di esistere e vivere secondo le loro aspirazioni. Quando lessi il primo opuscolo scritto dal dr. Hamer (la Genesi del Cancro), che presentava le Leggi Biologiche (allora erano ancora 4), mi sono commosso di sollievo, con l’immediata consapevolezza che queste conoscenze avrebbero rappresentavano la breccia nel sapere medico per capire cosa succede realmente nel nostro organismo e ritrovare quindi il coraggio di agire come uomini liberi e consapevoli».

Ha conosciuto e applicato le 5 Leggi Biologiche scoperte dal dr. Hamer a partire dal 1989.

Ha seguito la formazione presso l’associazione ASAC in Francia e in seguito con il dr. Hamer stesso.

Ha tradotto i suoi libri in italiano: la Tabella Sinottica, l’Introduzione alla Nuova Medicina, il Capovolgimento Diagnostico, il Testamento per una Nuova Medicina, il Cancro e tutte le malattie.

È coautore del libro introduttivo “La malattia è un’altra cosa”. Dal 1998 propone corsi divulgativi e di formazione sulle 5 Leggi Biologiche nel mondo italiano, consapevole che solo una comprensione esatta e approfondita delle 5LB può portare un reale contributo verso una medicina scientifica, centrata sulla persona.

Partecipa attivamente, nel 2003, alla fondazione dell’associazione A.L.B.A. che, dopo la sua metamorfosi, nel 2013 si è trasformata di due associazioni distinte:

  • l’Associazione “Scuola Professionale sulle 5LB” per promuovere la conoscenza, l’insegnamento e l’applicazione del modello scientifico delle 5 Leggi Biologiche nell’ambito medico-clinico e terapeutico. Sito Web: http://www.formazione5lb.eu
  • l’Associazione “Salute Attiva Onlus” con l’intento di offrire un sostegno alle persone che, grazie ad un’informazione completa nel campo della salute, possano valutare concretamente e con cognizione di causa come gestire in modo attivo e informato la propria salute. Sito Web: http://www.saluteattivaonlus.it

BIBLIOGRAFIA (LINK)

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Ryke Geerd Hamer
Scopritore delle 5 leggi biologiche. Fondatore della Nuova Medicina Germanica

 Ryke Geerd Hamer è nato nel 1935 in Germania. Poco più che ventenne ha sostenuto l’esame di stato in medicina e ha ottenuto poco dopo la licenza per operare professionalmente.
Il dott. Ryke Geerd Hamer si è distinto per numerose invenzioni che han trovato applicazione nella chirurgia estetica e plastica: lo scalpello Hamer, un seghetto da ossa innovatica, un tavolo da massaggio ergonomico e un apparecchio per diagnosticare il siero transcutaneo.
Nell’agosto 1978 ebbe luogo l’evento che sconvolse definitivamente la vita di Hamer: Vittorio Emanuele III di Savoia colpì accidentalmente con un colpo di fucile suo figlio Dirk durante una vacanza in Corsica. Dirk morì dopo quattro lunghi mesi di agonia.
A seguito dello stress dovuto a questa tragedia, il dott. Hamer visse un conflitto di perdità che sfociò, a distanza di tre anni, in un cancro ai testicoli. Il dott. Hamer, negli anni successivi, ha denominato questo conflitto DHS, ovvero Sindrome di Dirk Hamer.
Questa sua scoperta, negli anni, è diventua la Regola Ferrea del Cancro, una scoperta fondamentale per la medicina moderna. La sua intuizione ha incontrato l’ostracismo degli ambienti universitari, che non si degnarono di verificare sperimentalmente quanto indicato da Hamer.


Inserto: Bruce Lipton, biografia e bibliografia. CLICCA QUI per aprire la scheda

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 Bruce H. Lipton è un’autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento. Biologo cellulare per formazione, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin e si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. È stato ospite di decine di programmi radiotelevisivi ed è un conferenziere di primo piano. Le sue rivoluzionarie ricerche sulla membrana cellulare hanno precorso la nuova scienza dell’epigenetica e hanno fatto di Lipton una delle voci più note della nuova biologia.

Bruce H. Lipton e La Biologia delle Credenze
Durante il periodo in cui Bruce Lipton, Ph.D, lavorava come ricercatore e professore alla scuola di medicina, fece una sorprendente scoperta sui meccanismi biologici attraverso i quali le cellule ricevono ed elaborano le informazioni: infatti, piuttosto che controllarci, i nostri geni sono controllati, sono sotto il controllo di influenze ambientali al di fuori delle cellule, inclusi i pensieri e le nostre credenze.
Questo prova che non siamo degli “automi genetici” vittimizzati dalle eredità biologiche dei nostri antenati. Siamo, invece, i co-creatori della nostra vita e della nostra biologia.
Lipton descrive questa nuova scienza, chiamata epigenetica, nel suo libro “La biologia delle Credenze“. Pieno di citazioni e riferimenti di altri scienziati che conducono, in tale campo, ricerche all’avanguardia, questo libro potrebbe, letteralmente, cambiare la vostra vita al suo livello più fondamentale. In questo libro Bruce Lipton cita una tecnica chiamata PSYCH-K. Questa tecnica ideata dal Dott. Robert M. Williams è considerata dallo stesso Lipton uno strumento potentissimo per modificare le credenze limitanti che condizionano negativamente la nostra vita.

Lipton ci mostra anche come Darwin avesse torto. La competizione non è la base dell’evoluzione; non è la sopravvivenza del più forte che ci permette di sopravvivere e prosperare. Al contrario, dice, dovremmo leggere l’opera di Jean-Baptiste de Lamarck, che venne prima di Darwin e dimostrò che la cooperazione e la comunità sono la base della sopravvivenza. Immaginate se ciascuna dei vostri trilioni di cellule decidesse di farcela da sé, di combattere per essere la regina della collina piuttosto che cooperare con le cellule compagne. Per quanto sopravvivereste?


Inserto: Bernardino del Boca, biografia e bibliografia. CLICCA QUI per aprire la scheda

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 Bernardino del Boca (1909-2001) è stato un antropologo di fama internazionale, pioniere della Nuova Era e dello sviluppo del Nuovo Piano di Coscienza.

Bernardino del Boca, educatore e ricercatore spirituale, contribuì alla diffusione del pensiero esoterico italiano.

La stella di Bernardino del Boca brilla nel cielo di coloro che nella seconda metà del secolo scorso hanno profondamente influito nella divulgazione del pensiero esoterico italiano ed internazionale. Passato al di là del velo di materia il 9 dicembre 2001, ha lasciato un grande vuoto nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto e ne hanno sperimentato la grande bontà e l’illuminata coscienza. Nato nel 1919, diplomato in pittura all’Accademia di Brera nel 1939, fu insegnante e soprattutto un vero educatore nella libertà di pensiero, una libertà basata sulla totale fiducia nella bontà di tutto ciò che la vita può esprimere straordinariamente attraverso ogni individuo, e nell’armonia naturale di fondo che regge le relazioni degli esseri umani non corrotti da dogmi e pregiudizi.

Era un libertario a tutto tondo, impegnato nel sociale. Dalla metà degli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Settanta fu visitatore ufficiale per il Palazzo di Giustizia di Milano al carcere di San Vittore. Dedicava il giorno libero dall’insegnamento all’assistenza dei carcerati più bisognosi aiutandoli materialmente, psicologicamente e soprattutto spiritualmente. Era un anarchico, credeva che la massima forma di libertà fosse la realizzazione spirituale. Fu uno scrittore infaticabile, autore di numerosi libri e saggi scientifici; progettò e realizzò significativi periodici come Imago Mundi, nel 1951, In tema di…, nel 1969, e L’Età dell’Acquario, nel 1970, rivista edita in collaborazione con l’amico teosofo Edoardo Bresci.

L’importanza della figura di Bernardino del Boca nell’ambito esoterico è dovuta alla sua identificazione con il movimento di ispirazione teosofica ‘L’Età dell’Acquario’. Fu infatti lui che nel 1970, fondando il Centro Età dell’Acquario in via Mecenate a Milano, diede l’avvio alla divulgazione popolare del pensiero della nuova era. La semina di questo progetto era già iniziata, tra Milano e Novara dove risiedeva negli anni Trenta quando, giovane teosofo molto attivo, era legato a Krishnamurti e agli artisti del Monte Verità di Ascona. Le radici della New Age ovviamente affondano nella notte dei tempi ma storicamente, tra Milano e Torino, fu Bernardino del Boca che, tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, con le sue assiepate conferenze quindicinali, diede l’avvio ad una nuova stagione di vita spirituale in Italia.

Era in contatto con molti teosofi di tutto il mondo con i quali corrispondeva regolarmente con scambi di materiali sull’utopia, lo spiritualismo, la Nuova Era e i movimenti underground. La sua casa di viale Monza era stipata di materiale cartaceo in tutte le lingue del pianeta e il suo archivio acquariano era fra i più completi al mondo. Si iscrisse alla Società Teosofica nel 1935 e dovunque si presentava come teosofo, senza compromessi né con il regime fascista né con quelli successivi. Nel 1947 in Indonesia entrò in contatto con gli esoteristi buddhisti del Tempio di Han dove ricevette l’iniziazione che lo aprì alla scoperta dei mondi sottili.

Il suo motto era: ‘Servizio’. Quando si incontrava Bernardino del Boca l’esperienza più grande che tutti facevano era di non avere più paure o dubbi e di provare un grande senso di serenità. Attraverso le sue siddhi (i ‘poteri’ spirituali, ndr) aveva la capacità di risvegliare in ognuno le facoltà latenti dei corpi sottili più elevati, quelli che sottraggono l’individuo alle influenze del male cosicché in sua presenza i livelli più bassi della mente si acquietavano. Nei suoi libri ripeteva spesso le parole tratte dalla voce del silenzio: “Ogni rovente lacrima umana cada sul tuo cuore e vi resti; né tergerla mai finché non sia rimosso il dolore che la produsse”.

Ultrasettantenne, fondò la comune utopistica del Villaggio Verde di Cavallirio (Novara), basata su principi teosofici e libertari sul modello del Monte Verità. Quando, alla fine della sua esistenza, riceveva ancora amici e spiritualisti incoraggiava tutti a godere dell’immensa opportunità della vita. Bernardino del Boca ha realizzato pienamente il motto che ritroviamo spesso al margine dei suoi scritti giovanili: “Fare della propria vita un’opera d’arte“.

 


Aggiornamento sulla petizione

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LA MENZOGNA DELL’IMMUNITÀ di GREGGE

5 aprile 2017 – Alessio di Benedetto (Lucera, Italia).

LA MENZOGNA DELL’IMMUNITA’ di GREGGE – HERD IMMUNITY
L’effetto “branco” NON esiste: è una BALLA spaziale !
Fonte: MedNat.org

La teoria della “herd immunity (immunità di gregge) è stata originariamente coniata nel 1933 da Hedrich e pubblicata nel maggio 1933 sul “American Journal of Epidemiology“.

Hedrich studiò i modelli di morbillo presentatisi negli Stati Uniti tra il 1900 e il 1931 (quindi molti anni prima della realizzazione dei vaccini per il morbillo), osservando che le epidemie della malattia si verificavano solo quando meno del 68% dei bambini aveva sviluppato un’immunità naturale ad essa.

Questa osservazione era basata sul principio che i bambini costruiscono la propria immunità SOLO DOPO AVER SOFFERTO OD ESSERE STATI ESPOSTI ALLA MALATTIA. La teoria della “herd immunity” era costruita, infatti, su processi di immunizzazione alla malattia del tutto naturali e non aventi niente a che fare con la vaccinazione. Se almeno il 68% della popolazione fosse in grado di attivare autonomamente le proprie difese naturali, non si manifesterebbe alcuna epidemia.

Più tardi, i vaccinologi adottarono la definizione di “Herd Immunity“, e aumentarono la percentuale dal 68% (NdR: piano piano, poco alla volta nel corso degli decenni) al 70-75%, poi al 80-85% ed infine, oggi, al 95% senza offrire alcuna giustificazione scientifica del perché; e poi dichiararono che ci doveva essere la copertura vaccinale del 95% per ottenere l’immunizzazione.

In buona sostanza, questi vaccinologi hanno utilizzato lo studio di Hedrich e lo hanno manipolato per promuovere i loro programmi di vaccinazione.

GLI ANTI-VACCINISTI NON ESISTONO: ESISTONO SOLO PERSONE INFORMATE E STUDIOSI DI ELEVATISSIMO LIVELLO ETICO-PROFESSIONALE CHE DA UNA VITA STUDIANO E DOCUMENTANO.

I prePotenti del mondo utilizzano questo metodo della pecora per controllare la popolazione mondiale e spingerla verso le loro finalità di sfruttamento del gregge, ovvero delle pecore.

Infatti, i soggetti vaccinati, e quelli che si vaccinano senza controllare i danni che i vaccini producono, si comportano come un gregge che segue, perchè mosso dalla paura, i “cani da guardia” di Big Pharma, cioè la massa segue i fasulli ricercatori assoldati dal potentato del farmaco, in ogni “luogo o situazione”, pagando sulla propria pelle e su quella dei loro famigliari, quel comportamento da pecora.

Immunità di Gregge.

Lo slogan ripetuto a pappagallo dalle autorità sanitarie: «Abbiamo bisogno di immunità di gregge» vuole farci credere che vaccinando il 95% della popolazione la renderebbe immune da una certa malattia; tale malattia sarebbe sotto controllo o sradicata per sempre.

Questo slogan è l’arma più comunemente utilizzata dagli enti vaccinatori, potenziata da un secondo slogan ingannevole: «Il vaiolo e la poliomielite sono stati eradicati dalla vaccinazione».

L’immunità di gregge, è il loro asso nella manica per la difesa della vaccinazione in TV, su internet, sulle riviste mediche e sui giornali. Tale concetto costituisce il motivo per cui dovremmo essere vaccinati più e più volte per tutta la vita, con un numero sempre crescente di vaccini, e ciò per ogni malattia.

Fin dall’inizio della storia della vaccinazione, NON ci sono PROVE che i vaccini abbiano contribuito all’eradicazione delle malattie, anche quando gli obiettivi e i livelli di immunizzazione vengono raggiunti. Ciò è invece accaduto grazie al miglioramento delle condizioni igienico sanitarie e all’isolamento dei malati.

Eppure, i medici vaccinatori insistono imperterriti ad esercitare pressioni psicologiche, intimidazioni sui genitori che decidono di non vaccinare i loro figli, come se la vaccinazione costituisse la panacea per rimanere in buona salute e scongiurare la malattia.

A peggiorare le cose, queste INTIMIDAZIONI si verificano in un momento storico in cui l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed i produttori dei vaccini sono accusati di rilasciare false dichiarazioni in merito ai rischi di malattie, alla sicurezza ed all’efficacia dei vaccini; sempre di più sono i casi di danni riportati e di morti, in larga maggioranza bambini, in conseguenza delle vaccinazioni. Ciò significa che la popolazione viene sistematicamente ingannata, fatta ammalare, e manipolata da enti sanitari ai quali nulla importa dei rischi delle vaccinazioni, oppure che fingono di non comprendere la portata dei danni segnalati.

Da parte delle autorità “in-sanitarie” (sotto controllo di Big Pharma – vedi Corruttori e Corrotti) viene continuamente affermato che l’immunità di gregge è più importante di qualunque singola vita umana (vedi articolo 32 della Costituzione Italiana) eppure, oggi esiste una grande mandria, anzi un gregge di “pecore“, che ha in corso dei contenziosi legali con gli enti governativi, deputati alla promozione delle vaccinazioni per conto di Big Pharma, piuttosto che alla “tutela della salute dei cittadini” … anzi, sudditi.

Big Pharma indottrina la popolazione con la falsa credenza che i germi sono la cause delle malattie, e che i virus galleggiano nell’aria (cosa assolutamente falsa).

Riflessione: come mai, quando è in corso un’ipotetica “epidemia” al massimo si ammala il 5-10% della popolazione, cioè soltanto una minima parte di essa? Evidentemente, quella parte che si ammala è più debole della restante, quella che si mantiene sana. Se fosse vero che i germi (virus) galleggiano nell’aria, si ammalerebbero tutti; mentre cosi NON accade!

Ciò significa che l’immunità di gregge semplicemente NON esiste, trattasi di “leggenda metropolitana” che serve a Big Pharma (e filiera) per spaventare gli “ignoranti” affinchè ricorrano alle “cure” dei suoi “agenti”, i medici allopatici, e acquistino i suoi prodotti ed i suoi servizi.

L’immunità di gregge è esclusivamente una falsa teoria, utilizzata con fini speculativi e finanziari, una truffa propinata a coloro che all’effetto gregge ci credono religiosamente, per fede.

Infatti è solo il “gregge” vaccinato, credente nelle FALSE TEORIE della medicina ufficiale, che diventa sempre più malato rispetto a coloro che NON si vaccinano. Ad esempio: gli Amish NON si vaccinano, e NON si ammalano di autismo!

Effetto gregge smentito: pertosse in una scuola US, con 99,5% di vaccinati.

Febbraio 2015

L’OMS (NdR: che è foraggiata da Big Pharma) ha richiamato l’Italia perché ci sarebbe stato un “crollo” nelle vaccinazioni di morbillo e rosolia, preoccupata del fatto che non si sarebbe raggiunta la cosiddetta immunità di branco (herd immunity). Ma il cosiddetto effetto gregge nelle vaccinazioni è stato di fatto smentito in California, dove 4 bambini hanno contratto la pertosse nonostante fossero stati vaccinati contro la malattia, ed il 99,5% degli studenti fosse stato sottoposto al vaccino DTPa.

Anche il pediatra Eugenio Serravalle, in un’intervista rilasciata nel 2012 a “Il Fatto Quotidiano” sottolinea: «L’immunità di gregge è un altro mito (…) Assistiamo a epidemie, ad esempio di morbillo, che si sviluppano in aree in cui il 98% della popolazione è vaccinata (caso recente a Ferrara). Questo succede proprio perché è l’efficacia stessa dei vaccini a non essere provata».

By Giampiero Zoffoli – Tratto da: mainfatti.it

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Eugenio Serravalle, pediatra, è un qualificato studioso degli effetti delle vaccinazioni nella prima infanzia.

Curriculum

  • Laureato alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Pisa, corso di laurea in Medicina e Chirurgia, nel 1980.
  • Specializzato in Pediatria Preventiva, Puericultura e Patologia neonatale all’Università degli studi di Pavia.
  • Specializzato in Omeopatia Classica.
  • Iscritto all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Pisa.


 

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Fin dai tempi della scuola
Fin dai tempi della scuola

In questo libro scoprirai le bugie che ti hanno detto per controllarti meglio!

Dal terrorismo alle guerre, dall’AIDS alle pandemie, dal global warming alla crisi economica: le paure dei nostri tempi che ci impediscono di vivere liberi.

Con il libro l’autore Alberto Medici apre una finestra verso un inquietante panorama, ci svela con l’attenta osservazione dei fatti, come il sistema degli inganni perpetuato da sempre dal potere economico, politico, mediatico e scolastico, inducono e persuadono a credere a colossali fandonie, generando la paura incatenando le persone, approfondisce in capitoli tutti i più importanti temi, trattandoli con razionalità, mettendo con cura in ordine: i fatti, i moventi, i mandanti conosciuti, ottenendo il quadro preciso della preoccupante situazione in cui l’umanità credulona è sprofondata.

Le numerose bugie e gli imbrogli cui siamo sottoposti non sono eventi isolati e a sè stanti ma fanno parte di un disegno unico teso ad allontanare l’Uomo dal Suo Creatore, togliendogli la condizione di Figlio (“creati ad immagine e somiglianza”) per ridurlo in schiavitù.

Una schiavitù non fisica, non con catene di ferro, ma una schiavitù alla quale l’Uomo stesso si sottopone ogni volta che, assalito dalla paura (del nemico, della povertà, della crisi, del terrorismo, della malattia, del global warming, ecc.) si attacca a qualcosa dimenticando la propria origine divina e la promessa che Gesù ci ha fatto (“guardate i gigli del campo… non tessono, non filano, …”).

Per questo ci è stato detto: “Conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi”: perché solo con la menzogna, solo con l’inganno il Falsario riesce nel suo intento (come il serpente nel Paradiso Terrestre).

Per questo svelare gli inganni, smascherare gli imbrogli contribuisce, nel suo piccolo, all’opera di creazione di un uomo veramente libero, come il Padre aveva creato.

Prefazione

Nei manuali d’uso allegati a computer, lavatrici, televisori, si trova all’inizio un’avvertenza che recita più o meno così: Pericolo! Prima di aprire, scollegare il dispositivo dalla rete elettrica.

Ancora prima di spiegare come funziona, come si accende, quali procedure usare, viene posta l’attenzione sul pericolo.

Nel grande “Manuale del Costruttore” che è la Bibbia troviamo una simile avvertenza all’inizio della storia dell’umanità: ci viene fatto vedere il pericolo che corriamo con Satana, il Falsario.

Siamo messi in guardia: la sua azione è subdola, nascosta, astuta, tesa ad ingannare l’uomo e ad allontanarlo dal Padre tramite l’inganno e la giustificazione del male. Fra l’altro non viene mai detto che questa attività sia terminata con la cacciata dal paradiso terrestre, con l’uscita dall’Armonia del Creato; Gesù stesso, infatti, molto tempo dopo, si trovò più volte a combattere contro Lucifero in persona, oltre che contro i suoi emissari.

Sembra però che proprio i cristiani, che dovrebbero conoscere la Sacra Scrittura e metterne in pratica gli avvertimenti, siano i più lenti a capire e vedere gli innumerevoli inganni cui siamo sottoposti, se anche Gesù disse: “I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”.

Fra i doni dello Spirito Santo probabilmente quello più trascurato e meno invocato sembra essere proprio quello del discernimento. Peccato.

Riconoscere le menzogne che inquinano la nostra vita è importante sia perchè “la storia è maestra di vita”, ma soprattutto perché senza conoscere la Verità non si percepisce l’enorme Amore di Dio per l’Uomo.

Pensateci un attimo: Dio proibisce ad Adamo ed Eva di mangiare dell’albero per il loro bene; ma il serpente fa loro credere che Dio sia cattivo, e che il divieto sia dovuto alla possibilità che Adamo ed Eva diventino come Lui.


Alberto MediciUn inganno per allontanarci da Dio.

Alberto Medici è un ingegnere che ha seguito da vicino, per diversi anni, siti di libera informazione come Effedieffe di Maurizio Blondet, Disinformazione di Marcello Pamio, il blog di Paolo Franceschetti e Solange Manfredi, Infowars di Alex Jones, e luogocomune.

 

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