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Capire i Tempi. Buon compleanno da LiberaMenteServo, Krishnaji

Capire i Tempi

Buon compleanno da LiberaMenteServo, Krishnaji
Una breve sintesi della storia del Oneness Diksha

post di Diinabandhu Sevananda del 17/8/2017

COS’È IL DIKSHA

Nota del 13 ottobre 2013

Il Diksha, o meglio, Oneness Diksha, è un fenomeno che da molti anni si sta diffondendo in tutto il mondo, risvegliando milioni di persone.

Il Diksha è universale, è per tutti a prescindere dalle proprie convinzioni religiose.

Il Diksha è pura Grazia Divina, che porta con sé il potente intento di far emergere un nuovo essere umano, dotato di una visione globale, libero da qualsiasi divisione di razza, nazionalità e fede.

  • Ormai, nel mondo, sono centinaia di milioni le persone che hanno ricevuto almeno una volta il Diksha.
  • Oltre 1.300.000 sono le persone risvegliate.
  • Ancor di più sono le persone che vivono nella Presenza.
  • Ci sono oltre 600 milioni di persone che vivono saltuariamente stati di risveglio.
  • Oltre 800 milioni di persone sperimentano stati di Presenza Divina.

E questi numeri crescono esponenzialmente di giorno in giorno.

Tutto ciò significa che si tratta davvero di un fenomeno planetario.

LA STORIA DELLA SFERA DORATA

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«Papà, ho in testa una sfera dorata che mi parla». Il direttore della scuola alzò lo sguardo dai documenti che aveva sulla scrivania verso Krishna, suo figlio dodicenne, e sorrise.

«Che cosa ti dice, Krishna?» domandò al ragazzino.

«Mi dice cose diverse, papà». «Mi fa fare tutto quello che chiedo. Questa mattina avevo fame e ho chiesto una mela. L’ho avuta subito e non ho più avuto fame. Qualche volta mi dice cosa succederà e poi è tutto vero».

Il direttore lo fermò e lo fissò intensamente.

«Non sto inventando, papà. E’ tutto vero, è sempre qui».

«Lo so, Krishna» rispose piano il direttore. «Lo so. A volte succede che la gente abbia delle visioni di questo genere. E’ una cosa molto speciale, Krishna, una grande benedizione. Abbine cura e vieni spesso a raccontarmi cosa succede». …

Tutto questo accadeva a Jeevashram, una scuola che non era certamente “normale.

i troviamo in india, Il direttore l’aveva fondata nel 1984 con sua moglie. Volevano creare una scuola dove i bambini potessero fiorire davvero, scoprendo chi erano veramente. Il focus principale, fin dall’inizio, era centrato sulla maturità spirituale: per liberare il bambino dal senso di un sé separato e dalle preoccupazioni su sé stessi. Aspiravano a creare un’atmosfera libera dalla paura e dalla competizione.

Cominciarono dal nulla, solo da una visione. Trovarono un pezzo di terra nella regione rurale dell’Andra Pradesh, lontano dalla civiltà, e la presero in affitto. All’inizio ebbero solo una manciata di studenti, e dovettero superare molte difficoltà dovute anche alla mancanza di fondi. Ai bambini la scuola piaceva molto e nel giro di pochi anni era cresciuta fino ad accogliere 180 studenti residenti, tra maschi e femmine. Ospitava anche 200 bambini poveri dei villaggi circostanti, gran parte di quali veniva ogni giorno senza pagare alcuna retta.

Il direttore sovraintese tutto e si fece carico della direzione spirituale della scuola; invitò un amico che conosceva fin dall’infanzia a occuparsi dell’aspetto più accademico.

Il direttore faceva lezioni di meditazione, di diverse discipline spirituali e di filosofia. Incoraggiava i bambini a pensare con la propria testa, meditando sulle più profonde questioni filosofiche anche per giorni interi. Qualche volta teneva lezioni di matematica, materia in cui si era laureato, o di storia.

Era una scuola conformata a tutti gli standard istituzionali, tuttavia i bambini non venivano sottoposti ad alcun genere di pressione, non venivano dati voti e nessun bambino veniva mai rimandato o bocciato. L’enfasi era posta sulla qualità delle relazioni tra loro, sul rapporto con i genitori e sul loro stato di felicità e benessere interiori. Gli insegnanti erano stati istruiti a non sgridarli o punirli mai.

L’esperimento fu un successo: via via che gli alunni si diplomavano, i loro risultati accademici risultavano di gran lunga superiori a quelli degli studenti di altre scuole. Molti di quei ragazzi oggi sono diventati medici, ingegneri, imprenditori.

Questo è il racconto di Giri, una studentessa di Jeevashram: «Fin dall’inizio mi ci sono sentita molto bene. Era un posto bellissimo. Non so spiegare che strano silenzio ci fosse. Anzi, non saprei nemmeno definirlo silenzio. Era piuttosto un grande senso di spazio e di stupore. La sensazione di spazio era sia fuori, dato che il campus era esteso, che dentro, proprio dentro di me. Ero come piena di pace. Ricevevamo così tanto amore e cure dal direttore e da sua moglie! .. Lei era come una mamma, oltre che la nostra migliore amica. Era totalmente dedicata a noi e alla nostra educazione e avrebbe fatto per noi qualsiasi cosa. Con lei non avevamo costrizioni di sorta».

I bambini di Jeevashram avevano normalmente esperienze mistiche, pregavano con intensità e si abituarono al fatto che qualsiasi cosa chiedessero arrivasse loro.

Mathew era uno di questi ragazzi, molto serio e studioso. Un giorno il direttore lo chiamò: «Visto che le tue preghiere sono così intense ed efficaci», gli disse «perché non preghi che la Grazia discenda dentro di te e ti illumini?». Mathew così fece.

Più tardi, quello stesso giorno, egli entrò nella sala da pranzo con l’aspetto di un saggio. I suoi occhi erano profondi e penetranti; i movimenti del corpo lenti e consapevoli, come quelli di un ballerino. Riusciva a stento a parlare. Il giorno seguente spiegò al direttore che una grande sfera dorata gli era comparsa davanti ed era scesa dentro di lui. La sfera gli aveva anche parlato, in una lingua che non aveva capito.

Più avanti la stessa cosa capitò a Chandra, uno degli alunni più vivaci. Una sfera dorata scese su di lui dalla cima della testa fino al cuore. Si sentì subito immerso in un profondo silenzio, in una sensazione di pace estatica che lo riempì del tutto.

Poi la stessa cosa accadde ad altri due ragazzi.

Un pomeriggio di agosto il direttore della scuola chiamò Krishna: «Vediamo se ti è possibile trasferire l’esperienza della sfera dorata agli altri», disse a suo figlio.

Krishna ammise di non aver idea di come farlo, ma il padre lo rassicurò dicendo che non avrebbe dovuto fare nulla. Sarebbe accaduto da sé.

E così fu.

Dopo una prima esperienza con Jyoti, tredici anni, durante l’autunno Krishna diede quello stesso Diksha a molti bambini. Si mettevano in coda e lo chiedevano ardentemente.

I bambini provenivano da famiglie con un retroterra etnico e religioso dei più disparati. I ragazzini cristiani dopo il Diksha vedevano Gesù e sentivano il suo amore, e arrivavano a conoscerlo in maniera diretta e personale. I musulmani incontravano Maometto e andavano con lui nel paradiso musulmano. Alcuni conversavano con Buddha o con Krishna, Rama o altre divinità indù. Molti bambini sperimentavano solo un’immensa pace che li inondava e una luce brillante che illuminava la loro intera giornata. Il direttore spiegò loro durante una lezione di spiritualità che questo era chiamato Antaryamin, era la guida interiore che dal cuore conduce tutti gli esseri umani verso la verità.

Da quel momento in poi i bambini di Jeevashram scoprirono e manifestarono qualità spirituali speciali, ed erano in grado di curare da soli qualunque tipo di malanno. Accadevano un sacco di cose meravigliose e incredibili.

Poco alla volta i bambini iniziarono ad avere visioni del direttore della scuola e di sua moglie come esseri divini. Alle volte apparivano in forma dorata, altre volte circondati da altri esseri dorati. La visione era comune a quella di altri bambini. Cominciarono allora a riferirsi al direttore con il nome di Sri Bhagavan, che si può tradurre più o meno con “Il Santo”, e a sua moglie come Sri Amma, la “Madre Divina”, nomi che mantengono ancora adesso.

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Sri Bhagavan è nato a Nattham, un piccolo villaggio del Tamil Nadu, nel marzo 1949. Nella tradizione indiana si crede che per un Dio sia possibile rinascere come figlio di un essere umano, incarnandosi come Avatar. La madre di Bhagavan era molto devota al Dio Krishna, mentre il padre era un ateo, una persona molto pragmatica. La madre sentiva Krishna parlarle da dentro e aveva la certezza che egli sarebbe rinato per tramite di lei. Fin dall’infanzia Bhagavan si rese conto che il modo in cui faceva esperienza del mondo non era lo stesso in cui lo sperimentavano gli altri. Quando il padre gli chiedeva «Che cosa pensi di fare della tua vita?» egli rispondeva: «Trasformerò il mondo». E allora il padre gli chiedeva: «Che cosa pensi di essere?». Il piccolo Bhagavan gli rispondeva: «Sono Dio». Per lui era normale dare questa risposta, perché la sua percezione era, ed è, quella dell’unicità della vita, la vita che scorre dentro ogni persona, ogni animale, ogni vegetale, ogni minerale, ogni cosa. Per lui tutto è Dio. Dio è divenuto tutto questo e non è diverso dalla creazione. È come il ragno che tira fuori la ragnatela dal suo stesso corpo. E’ Dio che è diventato tutto questo.

Il giovane Bhagavan frequentò il Liceo Don Bosco a Madras e poi si laureò in matematica. Negli studi eccelleva, nonostante il fatto che avesse poco tempo da dedicarvi.

Per tutta l’infanzia si sentì spinto da un potere più elevato -qualcosa che non capiva- a cantare certi mantra e a mantenere il corpo in certe posizioni.

Molte volte gli appariva una grande sfera dorata, ma nessuna di queste cose accadeva per sua volontà.

Anche da grande, ormai ventenne, rispondeva sempre allo stesso modo alla domanda del padre su cosa avrebbe voluto fare della sua vita: «Ho in mente di cambiare il mondo».

E allora fu deciso che la cosa migliore era farlo sposare, perché gli avrebbe dato un certo senso di responsabilità e del dovere.

Il giovane Bhagavan faceva sempre tutto quello che poteva per far felici i suoi e accondiscese di buon grado al loro progetto.

Come è costume in India, i genitori fecero delle ricerche e trovarono una fidanzata adeguata che viveva nel vicino villaggio di Sangam.

Alcuni amici comuni combinarono un incontro fra i due e fin dal primo momento ci fu un profondo riconoscimento reciproco.

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Anche Amma, il cui nome era Padmavati, aveva avuto un’infanzia inconsueta.

Aveva l’abitudine di alzarsi molto presto al mattino, andare al fiume vicino a casa e pregare e compiere dei rituali religiosi.

Il suo unico pensiero era di sposare Dio.

Le altre ragazze erano interessate ai vestiti, ai ragazzi o al cinema, ma lei si occupava solo di una cosa. Questa sua unica passione, anche da bambina, la portò a essere venerata come un’incarnazione della Madre Divina dai saggi e dagli anziani del luogo.

Anche dopo il matrimonio le cose continuarono come prima, Bhagavan continuava a ripetere «Sono Dio» e, adesso, la moglie aggiungeva: «Ho pregato per sposarmi con Dio e ora sono la moglie di Dio». Con il suo background ateo, il padre di Bhagavan non poteva sopportare oltre. Alla fine, un giorno, andò dal figlio: «Se tutto questo è vero, convincimi. Mostrami che è vero; dammi qualche tipo di esperienza». Bhagavan rispose che lo avrebbe fatto. E così il padre ebbe molte esperienze mistiche che lo resero molto felice.

Poco dopo le nozze, Amma e Bhagavan cominciarono a fare progetti per aprire una scuola. E fin dall’inizio Amma fu un caposaldo per la realizzazione di Jeevashram.

Nel 1991 la scuola venne completamente trasformata. Ormai, tutti erano assorbiti da profonde esperienze mistiche: visioni di diverse divinità, un vasto silenzio interiore, un’immensa gioia e un amore incondizionato. Le persone percepivano ogni genere di profumi sacri, come quello dell’incenso, senza alcun motivo. Sentivano cantare in lingue diverse, come se fosse disceso dai cieli un coro angelico. Persino le persone che passavano per strada in prossimità del campus o i fattorini che facevano le consegne avevano di queste esperienze.

Così Bhagavan prese la decisione di chiudere a poco a poco la scuola e di aprire al suo posto un centro per il lavoro spirituale. Ci vollero tre anni per chiudere del tutto Jeevashram. Bhagavan insistette perché tutti i ragazzi potessero terminare gli studi e anche i più giovani si diplomassero. Ma, intanto, cominciarono i corsi spirituali per i genitori dei ragazzi; nel frattempo venne aperto un secondo campus, chiamato Somangalam, in una località vicina a Madras, oggi Chennai. Nacque così Golden City, sede della attuale Oneness University.

Nel gennaio 2004 la Oneness University, aprì il primo corso di ventuno giorni per occidentali. Anche adesso, ogni mese molte centinaia di visitatori da tutto il mondo arrivano per sottoporsi a un intenso processo chiamato “Deepening“, oppure per partecipare ai corsi per diventare Diksha Trainer.

Golden City, il Quartier Generale della Oneness Mondiale, è dislocato su migliaia di acri, in una pianura soleggiata, delimitata da verdeggianti e quiete colline da un lato e dalle sponde del lago Pulicat dall’altro. Si trova nello stato del Tamil Nadu, parte sud est dell’India. La Oneness University risiede 70 Km a Nord-Ovest di Chennai, la quarta più grande città dell’India. E’ costituita da 8 diversi Campus, dozzine di aule e dormitori, sale di meditazione, e l’imponente Oneness Temple. E’ l’unica struttura di questo tipo nella provincia dell’Andhra Pradesh. E’ una delle poche istituzioni che accolgono, nel subcontinente Indiano, studenti provenienti da tutto il mondo.

Diksha in sanscrito significa “Benedizione, e il fenomeno indica il passaggio, attraverso l’imposizione delle mani, di un’energia divina concepita per portare, col tempo, lo stato di Unità in chi la riceve.

La scienza è in grado di rilevare gli effetti che il Diksha produce ma, paradossalmente, spiegare cos’è sembra meno facile.

L’effetto registrato è l’induzione di un processo neurobiologico che, rallentando l’attività dei lobi parietali del cervello -responsabili del senso di separazione tra noi e ciò che ci circonda- aiuta a trasformare la percezione che abbiamo di noi stessi e del mondo. Il cambiamento a livello neurobiologico che il Diksha innesca, una volta completato, libera le percezioni sensoriali dall’interferenza della mente. E quando i sensi non sono più annebbiati dall’interferenza della mente, c’è una naturale chiarezza di percezione, accompagnata da spontanei sentimenti di gioia, calma interiore e senso di unità con tutte le cose.

Questi, e altri effetti del Diksha, sono definiti genericamente dalla Oneness con il termine di “Risveglio“.

Una delle leggi che governano l’universo fisico, quella della giusta percezione, dice che la tua realtà è così come è la tua percezione. Se la tua percezione dell’universo è che esso è meccanicistico e senza vita, così sarà l’universo per te. Se invece la tua percezione è che l’universo è un’entità vivente ed un essere senziente, allora tu entrerai in un mondo di possibilità, possibilità immense. In effetti tu vivi in un universo che ti risponde.

L’universo non è altro che coscienza, tu sei coscienza, l’altro è coscienza, tutto ciò che è, è coscienza. La coscienza è senziente. E cosa dice questa coscienza? Dice: «Io manifesto la tua percezione».

Le potenzialità più significative dell’Oneness Diksha vanno ben oltre i suoi effetti sui singoli individui. Il Diksha può indurre un cambiamento verso uno stato di consapevolezza del tutto diverso, nel quale la percezione dell’Io come entità separata si dissolve completamente. Ciò che rimane è una semplice, diretta realizzazione dell’Unità, non offuscata dalla mente concettuale. L’Oneness Diksha è riuscito a catalizzare questo cambiamento in milioni di persone, sia in India sia nel resto del mondo. E’ così profondamente semplice ed efficace da sfidare ogni descrizione logica.

L’Unità è il desiderio più profondo di ogni cuore, il canto dei secoli.

A livello spirituale, quando ricevi il Diksha è come se si aprissero le porte alla Grazia Divina, e tu iniziassi a farne esperienza concreta e diretta. È come se stabilissi una connessione con il trascendente, con Dio o energia superiore, come preferisci chiamarla. E la Grazia Divina viene da te in una forma, o in un modo, che è proprio quello di cui hai più bisogno in quel preciso momento della tua vita.

IL DIKSHA E LE NOSTRE RELAZIONI

Il senso di separazione è qualcosa di cui tutti facciamo esperienza nelle nostre relazioni. Ne è responsabile un forte senso del “” creato dai lobi parietali nel cervello: per questo Bhagavan dice che il risveglio spirituale non è un processo psicologico, ma una trasformazione neurobiologica.

Non puoi coltivare il senso di unità, questo amore. Puoi forse dire a te stesso: «Da oggi voglio mettere fine a questo senso di separazione, mi sentirò in unità col mondo»?. Non puoi farlo neppure attraverso un insegnamento: è qualcosa che deve accadere nel tuo cervello, e tutto il processo del Diksha è volto a questo. Bhagavan spiega che la mente dell’uomo è come un muro che separa da Dio. Il Diksha è un’energia elettrica che fa un foro nella mente dell’uomo. Una volta che il buco è stato fatto, Dio e l’uomo possono entrare in comunicazione tra loro.

GLI EFFETTI DEL DIKSHA

Qualcuno sente un’espansione dello stato di consapevolezza, altri fanno esperienze di assenza di pensieri, altri ancora hanno esperienze molto mistiche. C’è anche chi sente una gioia profonda, chi la pace, altri provano molto amore per la loro famiglia. Le esperienze variano da una persona all’altra, ma hanno qualcosa che le accomuna: quello che arriva col Diksha è ciò che è più necessario per la persona in quel momento. Il Diksha è una specie di intelligenza che arriva esattamente nel modo in cui ne hai bisogno.

Il Diksha produce effetti benèfici anche sul corpo e la sua salute, e in ogni aspetto della vita: lavoro, arte, affari, società, relazioni. Ma lo scopo principale del Processo del Diksha è la liberazione dalla sofferenza e la creazione di una nuova civiltà basata sulla gioia e l’illuminazione, il rispetto e l’amore reciproco tra gli uomini, e tra questi ultimi e la natura.

LA VISIONE DI AMMA E BHAGAVAN: RENDERE L’UOMO LIBERO

E’ l’obiettivo primario e l’unica grande passione di Sri Amma e di Sri Bhagavan ed è anche il filo conduttore di tutte le attività della Oneness University.

Ma libero da cosa?

LIBERO DALLA SOFFERENZA E DAI CONFLITTI INTERIORI

Per loro, la sofferenza nasce da una parziale ed erronea percezione della realtà e di noi stessi. Se cambia la nostra percezione, cambia tutta la nostra vita. Quando Bhagavan aveva tre anni, cominciò a sentire cosa sentivano gli altri, divenne consapevole del fatto che la gente non percepiva il mondo come lui, ma si sentiva separata da tutto e da tutti. Quel senso di sofferenza che sentiva attraversare la vita delle persone, non lo sentiva dentro di sè. La sua coscienza era sempre stata così. Scoprì che il senso di un’esistenza separata era alla base della sofferenza umana. Egli si rese conto che la coscienza umana era in grado di percepire la realtà in un modo molto più vasto e ricco di quanto non facesse. RISVEGLIARE gli esseri umani allo splendore e alla gloria del loro naturale modo di essere divenne la sua vera e unica passione.

COSÌ LA VISIONE PRESE CORPO

La natura dell’esistenza è beatitudine ed è caratterizzata da qualità essenziali come amore incondizionato, gioia e connessione con tutto ciò che ci circonda. La coscienza dell’uomo è ostacolata da concetti, idee, condizionamenti e costrutti mentali. Quando la coscienza è liberata da tutte le sue contaminazioni ciò che rimane è vita, pura coscienza. Per Sri AmmaBhagavan la Oneness o Unità è la liberazione della vita stessa.

CHI SONO I DIKSHA-GIVERS?

Sono conduttori-condotti. Non è che necessariamente ai Giver sia richiesto di avere un livello di coscienza più elevato, semplicemente essi sono condotti nel connettersi con la Fonte Divina e, quando la connessione è effettuata, allora fluisce il Diksha attraverso di essi. E ciò consente a chi lo riceve di sperimentare a sua volta una connessione col Divino e di iniziare il viaggio verso stati più elevati di coscienza.

Il Fenomeno è qui per salvare l’umanità

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«Non ho mai trovato in alcun altro luogoe ne ho visitati tanti, tra Ashram e comunità spirituali di ogni tipouna tale concentrazione di Energie Divine… tanto da pensare che sia forse il più potente o almeno uno dei più potenti del Pianeta» (Fabrizio Garro, advanced Oneness Trainer).

LEGGI NOTA di Fabrizio Garro. CLICCA per aprire l'inserto

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Fabrizio Garro: La Oneness è anche un ‘Movimento’ che spontaneamente si è creato per sostenere la visione/missione di AmmaBhagavan: in tutto il mondo, i Diksha Givers e i Trainers della Oneness University si sono prodigati, con la massima libertà individuale, per diffondere il messaggio dei Maestri e i loro meravigliosi doni. Ciò ha permesso a milioni di persone di conoscere queste cose e di farne esperienza, indipendentemente dal credo religioso o dal percorso che ognuno si è scelto, anzi, magari agevolando quello stesso percorso! La Oneness infine è quello stato di Coscienza in cui ci si sente senza conflitti, cioè in pace e in armonia, con se stessi, gli altri, il mondo e Dio. Il Diksha è un grande aiuto in questo, ma ovviamente non basta, c’è un ‘lavoro su di sé’ da compiere, ecco perché nei Corsi per diventare Diksha Giver vengono innanzitutto portati degli insegnamenti e delle pratiche che si possono svolgere nella vita quotidiana al fine di recuperare gradualmente la nostra ‘vera identità’ e conoscere chi siamo davvero: ciò che viene definito ‘Risveglio’. La consapevolezza e la meditazione sono molto importanti in tutte le vie di ‘Conoscenza interiore’, ma nella Oneness, grazie all’amore di AmmaBhagavan abbiamo anche degli ‘aiuti straordinari’, come nei vari Diksha appunto, considerati un’espressione della Grazia Divina. Nel complesso la Oneness è ben radicata nella Tradizione Indiana come una forma di Yoga6 e per questo non può essere considerata un credo religioso – ognuno può seguire la religione che vuole (e perfino considerarsi ateo o agnostico) – né un culto: nella Tradizione Orientale, le immagini del Divino sono ritenute come un tramite del Divino stesso (si veda per esempio come vengono utilizzate le icone nel Cristianesimo Ortodosso): non si tratta di adorare o venerare qualcuno, qualche personalità, ma di connettersi col Divino in noi, anche per mezzo di una forma fisica, come nel caso delle Sri Murthi7; né si tratta tanto meno di una setta: se si vuole stare nella Oneness o andarsene, non c’è alcun problema … è già accaduto che anche dei Dasa se ne siano andati poiché non condividevano più certe cose o volevano semplicemente fare altre esperienze: ebbene, nessuno li ha ostacolati o danneggiati, ma anzi se ne sono andati con la benedizione di AmmaBhagavan e con l’amore dei loro amici e colleghi. Ognuno è libero: nessuno, né in India né in Occidente, è mai stato  obbligato dalla Oneness a seguire alcunché! In India, vi sono molti devoti di AmmaBhagavan, e, data la cultura di quel popolo permeata di una religiosità ancora oggi molto viva, essi vedono in questi Maestri un volto del Divino. Anche in Occidente accade che talune persone vivano l’esperienza di AmmaBhagavan come un’immagine del loro Divino … Ciò non significa che vi sia un ‘culto’ legato ad essi: è una semplice quanto spontanea espressione del proprio sentire. Personalmente ho scelto, fin dall’inizio del mio lavoro come Trainer, di non dare troppa enfasi all’aspetto devozionale, che pure è bellissimo, ritenendolo non essenziale ai fini del processo di Risveglio e per non urtare la sensibilità individuale: quello che in India è normale e comune può non esserlo da noi. AmmaBhagavan stessi hanno sempre chiesto di rendere adatti alle varie culture e al nostro sentire gli insegnamenti e le pratiche. La cosa veramente importante è la meditazione, che nella Oneness comincia magari con la Chakra Dhyana8 (meditazione coi i Chakra) e culmina con gli intensi processi meditativi quali il Mukthi Diksha (Diksha per la Liberazione) e la Oneness Meditation. La “Formula della Crescita”, che tutti i Diksha Givers conoscono, è la base dell’intero insegnamento: Intento + Sforzo + Grazia = Crescita. Un chiaro intento, unito al giusto impegno e all’aiuto Divino, portano alla realizzazione di qualsiasi cosa noi realmente vogliamo. Quindi il Sadhana (“pratica spirituale”) è importante ma, come tutti i Maestri insegnano, è necessario anche l’intervento Divino: l’Universo, l’Esistenza, la Vita devono darci una mano, quando il nostro obiettivo è chiaro e ci impegniamo davvero per realizzarlo: la Grazia, ‘la Mano del Divino’, è sempre pronta a sostenerci e ad aiutarci a portare a compimento i nostri sforzi. Naturalmente questo vale anche per il Risveglio! Nessuno infatti si è mai risvegliato con i suoi soli sforzi … ma il Risveglio accade quando in un solo istante tutti quegli sforzi vengono abbandonati, affidandosi totalmente al Divino, all’Intelligenza Cosmica, nelle braccia dell’Universo: è una ‘dolce arresa’, come direbbe il mio amato maestro Luigi! Nella sostanza dunque io vedo la Oneness come una straordinaria opportunità: l‘opportunità di collaborare (Seva o Karma Yoga= servizio disinteressato, volontariato) con quei meravigliosi esseri che si prodigano per un effettivo Risveglio collettivo dell’umanità, al fine di realizzare la più grande ‘utopia’ della storia … la quale già si sta realizzando! L’opportunità di utilizzare degli ‘strumenti’ potentissimi per la nostra evoluzione e per il Risveglio, come il Diksha, nelle sue molte forme. L’opportunità di aiutare oltre che noi stessi tante altre persone … Tutto ciò ritengo sia perfettamente adattabile ad un qualsiasi percorso che noi magari stiamo già seguendo, anche con Maestri dei quali siamo allievi, come nel mio caso: non vi vedo infatti alcuna contraddizione! E se una persona sente che quello della Oneness è il suo cammino, la sua via: benissimo, ce n’è proprio per tutti!

N O T E :

1) Gli Avatar sono esseri umani in cui il Divino si rivela pienamente, essendo loro una cosa sola con Lui/Lei/Esso. Amma Bhagavan sono immersi in questa Consapevolezza così elevata, che possiamo definire “cosmica”, fin dalla loro nascita: ciò che in India viene indicato come SatChitAnanda. La Tradizione afferma infatti che la natura dell’Universo, di tutto ciò che è manifesto, è SatChitAnanda, ovvero Esistenza (Sat), Coscienza (Chit) e Beatitudine (Ananda).

2) Kali Yuga, letteralmente “l’Età Oscura”, nella complessa mitologia indiana, indica un periodo in cui ci si sente sempre più separati dal Creatore e quindi dalla vita, dalla natura, dagli altri e perfino da noi stessi (conflitto di personalità)! Abbiamo vissuto questo decadimento della Coscienza come una “fase discendente” per migliaia di anni e ora sta cominciando una “fase ascendente” chiamata Satya Yuga o “Età dell’Oro”. Tutti i Maestri e le Guide dell’umanità sono impegnate a realizzare questo progetto cosmico di rinascita.

3) Krishna è probabilmente l’Avatar (Incarnazione Divina) più popolare in India e forse anche il più conosciuto in Occidente. Il suo insegnamento è riassunto meravigliosamente nei versi della Bhagavad Gita (“Il Canto del Beato”) dov’Egli, su un campo di battaglia, enuncia al suo amato discepolo Arjuna, i diversi modi (Yoga) in cui è possibile per l’uomo ricongiungersi al Divino.

4) Diksha è il nome che nella Tradizione Indiana si utilizza per indicare una benedizione o una iniziazione. Esiste anche il termine Shaktipath con un significato simile: il Maestro trasmette una energia divina al discepolo. Nel caso del Oneness Diksha, i Maestri/Avatar Amma Bhagavan hanno fatto in modo che un’energia dalla “vibrazione” tanto elevata e un tempo riservata soltanto a pochi esseri potesse invece diventare disponibile per tutti. L’Oneness Diksha è un’energia “codificata” per il Risveglio e la Realizzazione del Divino e promuove la crescita e l’evoluzione dell’individuo in tutti gli ambiti della vita.

5) Shamballa, “la Risplendente”, è la famosa “Città Divina” di cui si parla in numerose tradizioni asiatiche. In ambito esoterico e metafisico essa è conosciuta come “il luogo in cui la volontà Divina viene rispettata”. Si ritiene che i grandi maestri dell’umanità e molti esseri divini abbiano sede in questo Regno Spirituale. Ho trovato delle corrispondenze piuttosto forti con Satyaloka, considerato il luogo dove, in più alte dimensioni della Coscienza, risiedono AmmaBhagavan. Sono portato quindi a ritenere che Shamballa e Satyaloka siano la stessa cosa. Recentemente la denominazione ‘Golden City’ è stata proprio sostituita dal termine ‘Shamballa’!

6) Yoga è il nome sanscrito con cui si indica un insieme di pratiche volte a riunire l’anima individuale (jivatman) al Divino (Paramatman). Esistono molte forme di Yoga nella tradizione indiana e possiamo affermare che si tratti del più antico sistema di realizzazione spirituale al mondo, precedente qualsiasi religione storica. È interessante notare come il termine Yoga (dalla radice yuj = unire) abbia lo stesso significato di Oneness: “unione, unità, essere uno”!

7) Per Sri Murthi (letteralmente “Forma Sacra”), s’intende qualsiasi immagine che per noi rappresenti il Divino e, nel caso specifico, le immagini di Amma Bhagavan, ora sostituite dalla “Golden Orb”: la Sfera di Luce Dorata che ha dato origine al ‘Fenomeno’. Tali forme vengono utilizzate in alcuni particolari processi della Oneness come un mezzo attraverso il quale ricevere il Diksha ‘direttamente’ dal Divino, senza cioè intermediari umani.

8) Chakra Dhyana è una semplice meditazione, adatta a tutti, il cui scopo è stimolare dolcemente la Kundalini nel nostro corpo. Kundalini Shakti è il nome sanscrito con cui si indica l’energia primaria (evolutiva) negli esseri viventi. Essa viene descritta come un “serpente di luce” che riposa, avvolto su sé stesso, alla base della colonna vertebrale. In quanto esseri viventi, noi abbiamo un ‘campo di energia’ che sostiene tutti i nostri corpi, da quello più denso (fisico), a quelli più ‘sottili’. Ciò che rende vitale il campo energetico è proprio la Kundalini – considerata come un’energia ‘di terra’ (simboleggiata infatti da un serpente) – che deve risalire lungo il corpo, attraverso il rachide, fino a raggiungere la sua polarità opposta, alla sommità del capo. Durante questo percorso ascensionale, essa incontra diversi Chakra, o ‘vortici di energia’, i quali, come altrettanti interruttori, si ‘accendono’ al suo passaggio. Quando Kundalini raggiunge il vertice, l’intero campo energetico è stato attivato e reso quindi più vitale, con una frequenza vibratoria più elevata. I Chakra interessati da questa bellissima meditazione sono i 7 principali, descritti da tutte le tradizioni, i quali si trovano lungo l’asse centrale del corpo, dal pavimento pelvico (area perineale) alla cima della testa (area delle ‘fontanelle’). Si ritiene che quando Kundalini raggiunge il 7° Chakra, alla sommità del capo, e vi permane per un tempo sufficientemente lungo, si possa manifestare il Risveglio: proprio come, premendo i giusti interruttori, si accende una luce. Il Risveglio infatti riguarda il cervello, il quale, con tale esperienza, modifica la sua attività bioelettrica permettendo una maggiore connessione con il Tutto. Dunque abbiamo sette Chakra principali, dal bacino alla testa, dove il 1°, chiamato in sanscrito Muladhara (‘radice’) è la polarità femminile (Shakti), sede di Kundalini; mentre il 7°, Sahasrara (‘loto dai mille petali’), è la polarità maschile (Shiva). Quando le due polarità dell’energia, Terra e Cielo, o Shakti e Shiva nel linguaggio dello Yoga, si uniscono, ecco l’esperienza che i mistici (Rishi), sempre in India, hanno descritto come Samadhi, appunto il Risveglio: uno stato di Unione (Yoga) con la Vita, con ‘Tutto ciò che è’. Ora, nella Oneness, la scuola di Risveglio nata dai Maestri indiani Amma e Bhagavan, lo scopo di Chakra Dhyana è semplicemente quello di prepararsi a ricevere il Diksha (benedizione): una sorta di ‘effusione’ di energie divine in grado di cambiare la nostra coscienza e percezione, innalzando la frequenza energetica. Ciò viene utilizzato, per esempio, nel processo del Mukthi Diksha, il Diksha per la ‘Liberazione’ (altro nome per il Risveglio): un potente processo meditativo il cui primo stadio è proprio la Chakra Dhyana e che permetteva fra l’altro di essere iniziati come Diksha Giver nei corsi appositi: gli Oneness Awakening Courses (OAC)… ora vi sono altre modalità. Ma viene pure utilizzata come ‘apertura’ prima di una Oneness Meditation (OM), un’altra potente meditazione; oppure da sola, come pratica anche quotidiana. Non vi sono controindicazioni nel suo uso: come dicevo all’inizio, essa va bene per tutti.

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tenuto alla World ONENESS UNIVERSITY.

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Il Viaggio nell’Unità è un processo straordinario avviene in diverse fasi, ciascuna della durata da 10 a 14 giorni. Ecco i profondi risultati che ci si possiamo aspettare da “Viaggio nell’Unità“.

Ci si sposta in uno stato di fede, in cui il Fenomeno manifesta i vostri desideri del cuore, risolve i vostri problemi. Si potrebbero portare a casa i segreti per soddisfare le diverse esigenze della vita.

Ci si sposta in uno stato di realizzazione. La Gioia senza causa diventa il vostro stato naturale dell’essere. La creazione di ricchezza e abbondanza, la fioritura di intelligenza e creatività, il successo, scoprendo l’amore e solidarietà nei rapporti, sarebbero le naturali conseguenze di questo stato.

Ci si sposta in uno stato di pace interiore. I processi della Oneness guariscono il cuore, fanno tacere la mente e innalzano ad uno stato di superiore di coscienza.
Scopri il più alto scopo della vita.

Ci si sposta in uno stato di vita dove la vostra presenza potrebbe influenzare l’umanità.
Si diventa un faro.

Programma 2017 1° livello

Dal 1 al 16 marzo 2017: Coordinatore Nazionale Kenta Barbini  kentaoneness@gmail.com

Dal 1 al 16 giugno 2017: Contatto informativo Lucia Moras  lucia.moras@gmail.com

Dal 19 luglio al 4 agosto 2017: Coordinatore Nazionale Lucia Moras  lucia.moras@gmail.com

Dal 1 al 16 settembre 2017:  Contatto informativo Lucia Moras  lucia.moras@gmail.com

Dal 26 ottobre al 10 novembre 2017: Coordinatore Nazionale Kenta Barbini kentaoneness@gmail.com

Calendario Corsi QUI     Info dirette dai Trainer Certificati IT

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JOURNEY INTO ONENESS

A TRANSFORMATIONAL 14 DAY COURSE HELD AT WORLD ONENESS UNIVERSITY

The Journey into Oneness is a extraordinary process happens in various stages, each lasting for 10 to 14 days. Here are the profound outcomes you could expect from Journey into Oneness.

You move into a state of faith, where the phenomenon manifests your heartfelt desires, solves your problems. You would carry home the secrets to acquire the various needs of life.

You move into a state of fulfillment. Causeless Joy becomes your natural state of being. Creating wealth & abundance, flowering of intelligence & creativity, success, discovering love & togetherness in relationships would be a natural outcome of this state.

You move into a state of inner peace. Oneness processes heals your heart, silences your mind and lifts you to a higher state of consciousness. You discover the higher purpose of life.

You move into a state of living where your very presence would affect humanity. You become a lighthouse.

UPCOMING COURSES

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INSEGNAMENTI ONENESS

Piccola raccolta per il Risveglio della Coscienza

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Piccola raccolta per il risveglio della coscienza.
Piccola raccolta per il risveglio della coscienza.

Insegnamenti Oneness” è rivolto a coloro che sono alla ricerca del superamento della sofferenza percorrendo la via del Risveglio della propria coscienza. Sri Bhagavan, fondatore della Oneness University, risponde a domande e chiarisce tutti gli aspetti della vita, restituendo la giusta chiave di lettura degli antichi insegnamenti. I principali temi affrontati sono: l’importanza delle relazioni, come affrontare la sofferenza, il perdono; che cos’è la mente con tutti i suoi contenuti psicologici; la Fioritura del Cuore; il senso di separazione e lo stato di Unità interiore; che cos’è il karma e come superalo; la relazione con il Divino, la preghiera, la gratitudine; come ottenere successo e prosperità nella propria vita; il motivo per cui abbiamo tanti problemi nel mondo. In “Insegnamenti Oneness” troveremo sempre la risposta che richiede il nostro cuore, sarà un’occasione per vedere noi stessi in profondità e riconoscere la nostra vera natura. Accolti come guida per la contemplazione, gli insegnamenti qui raccolti evocano benedizioni e comprensioni inattese, hanno il potere di condurci in connessione con l’energia amorevole di Sri Bhagavan e con il Suo profondo messaggio.

Iniziando a stare con quello che c’è, quello che segue è l’Integrità Interiore.
L’integrità interiore porta alla Fioritura del Cuore.
Con la Fioritura del Cuore c’è Unità nella famiglia,
e con l’Unità nella famiglia, i problemi dell’individuo
così come quelli collettivi iniziano a scomparire.
Sri Bhagavan

Insegnamenti Oneness è dedicato alla famiglia Oneness Italiana e a tutte le persone che desiderano conoscere gli insegnamenti della World Oneness University, trasmessi dai suoi fondatori Sri Amma e Sri Bhagavan.

Alcuni insegnamenti qui raccolti sono raccolti dai Darshan, avvenuti in collegamento webcast, che periodicamente Sri Bhagavan ha offerto alle Comunità Oneness presenti in molte nazioni del mondo, altri sono trascrizioni degli innumerevoli video che Sri Bhagavan ha registrato nel corso degli anni. Sri Bhagavan risponde a domande e chiarisce tutti gli aspetti della vita a chi è alla ricerca del superamento della sofferenza percorrendo la via del Risveglio della propria Coscienza.

Gli insegnamenti di Sri Bhagavan ci restituiscono la giusta chiave di lettura degli antichi sacri insegnamenti. Sono profonde parole di saggezza che come raggi di sole scendono su ogni preoccupazione umana e illuminano la nostra comprensione, non soltanto intellettualmente. Uno dei principi che emerge dalle parole di Sri Bhagavan è che fare esperienza sia il requisito sia una vita realmente vissuta e che tutto, se vissuto pienamente a prescindere da quanto sia difficile e tragico, alla fine si trasforma in gioia.

Comprendere correttamente e applicare gli insegnamenti nella nostra vita quotidiana consente di far fronte alle difficoltà, di superare le paure ed accedere alle possibilità di una completa realizzazione, al Risveglio e alla connessione con il Divino.

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COS'È LA ONENESS. CLICCA per aprire l'inserto

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La Oneness non è una religione, non è un culto, non è una filosofia, è semplicemente un Fenomeno come un passaggio di una cometa, un’eclissi solare o altri fenomeni naturali.

Questo fenomeno ha 850 anni e si è rivelato nel 1989, quando la sfera Dorata si è presentata ai bambini della scuola Jivashram che poi sono diventati insegnanti della Oneness University. Nel 1989 il fenomeno profetizzò molte rivelazioni e fin’ora si sono tutte realizzate.

Finora abbiamo percorso la strada lunga: Awakening, le sadhana ecc. Ora c’è la via breve: anche le persone mondane che non credono entrano nelle Sri Amma Bhagavan Sacred Chambers, chiedono al loro Divino di diventare fisico e succederà tutto velocemente.

La seconda cosa da capire è che Dio diventa Antaryamin dentro di voi, Il Dio che diventa Antaryamin dentro di voi e il Dio che vive nelle Sri Amma Bhagavan Sacred Chambers sono tutti coscienza collettiva, tutto è Paramatma. Quando voi pregate e chiedete, è quel centro che si chiama Dio -e che viene chiamato Paramatma- che arriva a voi come Antaryamin per voi, che fa miracoli, che arriva come esperienza, che vi sta osservando e questo Antaryamin arriva con un corpo specifico.

Bhagavan diceva che nel 2014 si sarebbe ritirato, perché il vostro Avatar sarebbe diventato fisico. Il Paramatma si rivelerà a voi nel modo più appropriato per voi. Le Sri Amma Bhagavan Sacred Chambers sono una via breve verso il risveglio, la trasformazione, la realizzazione di Dio e la risoluzione di ogni genere di problema. Ciò che accade dipende dalla relazione che avete con il vostro Divino Personale.

Questo è davvero qualcosa che cambia le cose. Qualcosa che cambia le cose per tutta l’umanità.

Dovete aver pensato molto spesso: Dio, se ci sei, perché non vieni da me? Perché non mi parli? Perché non mi aiuti? Quello è esattamente ciò che sta accadendo. In India e nel resto del mondo, adesso, ci sono più di settecento di queste Sri Amma Bhagavan Sacred Chambers. Arrivano tantissime persone ogni giorno e quasi tutte le loro preghiere vengono esaudite.

«Quando diventi illuminato ti rendi conto che non c’è nessuno scopo in questa creazione. C’è semplicemente perché c’è gioia nella creazione e la gioia esprime se stessa in tutte le forme. Quando ti illuminerai vedrai che c’è soltanto gioia, c’è solo Amore».
Da: Serate con Sri Bhagavan “Avatar dell’illuminazione“.

La Oneness e’ un Fenomeno, il suo scopo e’ quello di diffondere in tutto il pianeta lo spirito della Oneness. Si comincia con lo scoprire la Oneness in se stessi, nella famiglia, nella società e nel proprio paese. E non ci si ferma qui. Si scopre anche la Oneness sul pianeta, e la Oneness con ogni cosa che vive, e naturalmente la Oneness con l’universo, ed infine con il Divino. La trasformazione dell’individuo porta alla trasformazione globale.

«Lo stato più elevato fra tutti è quello di Seva. Lo Spirito di Seva è intrinseco in ogni intuizione, realizzazione, esperienza mistica e Mukthi. E’ questo spirito che vi spinge a condividere con il mondo ciò che vi è stato dato».
Da insegnamenti: Sri Padmavathi Amma “La Madre Divina”.

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