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AM-Lira, frammento di storia del quale in pochi osano parlare sinceramente

AM-Lira,
frammento di storia del quale in pochi osano parlare siceramente

Liberazione = Debito Eterno
25 aprile 2017

25 aprile 2017
Fonte: facebook – Francesco Filini
Revisione e integrazione del testo originale a cura di diinabandhu sevananda.

Oggi è –simbolicamente– l’anniversario dell’introduzione della prima moneta coloniale italiana, la “AM-lira” ovvero Allied Military Currency, un pezzo di carta made in USA che consentì ai “liberatori/salvatori” di fare un po’ di shopping nelle vie del centro di Roma: tra le altre cose, con la “AM Lira” essi acquistarono l’attuale sede dell’ambasciata a via Veneto (ndr: acquisto, di fatto, a costo zero).

Questa banconota fu messa in circolazione in Italia dal “AMGOT(1) dopo lo sbarco in Sicilia, avvenuto nella notte tra il 9 e 10 luglio del 1943. Il valore era di 100 “AM-Lire” per un dollaro degli Stati Uniti. Totalmente intercambiabile con la normale lira italiana per decisione militare, contribuì alla pesante inflazione che colpì l’Italia verso la fine della Seconda guerra mondiale.

Si trattò dell’introduzione del primo mezzo di debito eterno, agganciato alle logiche di Bretton Woods, con le quali i vincitori della seconda Guerra Mondiale imponevano la loro divisa come moneta di riserva globale. Moriva la parità aurea, si passava dal gold-standard al gold-DOLLAR-standard (un’oncia d’oro valeva 35$).

Il 15 agosto del 1971, dopo che gli Stati Europei cominciarono a chiedere ai vincitori di rispettare gli accordi e di cambiare in oro i bigliettoni verdi che avevano inondato il mercato mondiale, il presidente Nixon dichiarò la fine degli accordi di Bretton Woods, preparando con l’Arabia Saudita e con i paesi Opec la nuova moneta di riserva mondiale: il PETRODOLLARO.

Il PETRODOLLARO, sostanzialmente funzionava cosí: uno Stato che volesse approviggionarsi di petrolio, doveva prima acquistare US Dollars, pagando il “pizzo” ai “liberatori/salvatori.

Questo sistema vige ancora ai nostri giorni, anche se è messo in discussione dai cosidetti BRICS, Paesi Sovrani che non vogliono più pagare il pizzo ai vincitori.

Per imporre, e poi mantenere, questo sistema di dominio mondiale, la FED (Federal Reserve), ovvero la banca privata che detiene la sovranità negli USA, ha scatenato, finora, 2 guerre mondiali oltre a tutte le guerre di “esportazione della democrazia; in realtà trattasi di guerre finalizzate all’import di greggio: dalle guerre di Corea passando per il Vietnam, sino ad arrivare ai giorni nostri con l’Iraq, Libia, Afghanistan, Siria, etc., guerre che hanno drammaticamente contrassegnato il XX secolo.

Ora siamo sull’orlo di una terza Guerra Mondiale finalizzata alla disperata difesa di un sistema di dominio sull’orlo del collasso, che qualcuno spera sia ancora occasione per distribuire chewing-gum e monete d’occupazione militare.

Buona liberazione e buon debito eterno a tutti.

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Note:

(1) AMGOT: Allied Military Government of Occupied Territories (in seguito solo AMG. In italiano Amministrazione militare alleata dei territori occupati), è stato un organo militare deputato all’amministrazione dei territori occupati dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale.

Autori immagini:

  1. 1 AM-Lira: Fairuse-monete, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=796299
  2. 2 AM-Lire: http://images.delcampe.com/img_large/auction/000/041/414/396_001.jpg?v=1
  3. 5 AM-Lire: Fairuse-monete, https://it.wikipedia.org/wiki/File:5_AM_Lire_1943.jpg
  4. 10 AM-Lire: Fairuse-monete, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=796304
  5. 50 AM-Lire: http://images.delcampe.com/img_large/auction/000/037/256/721_001.jpg?v=1
  6. 100 AM-Lire: Fairuse-monete, https://it.wikipedia.org/wiki/File:100_AM_Lire_1943.jpg
  7. 500 AM-Lire: http://images.delcampe.com/img_large/auction/000/152/930/033_001.jpg?v=4
  8. 1000 AM-Lire: http://files.banconoteit.webnode.it/200000524-9c3ab9d342/1000am43a.jpg 

L’AM-Lira, albore del debito pubblico. CLICCA per aprire l'inserto

L’AM-Lira, albore del debito pubblico. CLICCA per aprire l'inserto

L’AM-Lira, albore del debito pubblico, l’inizio dell’occupazione

30 agosto 2014, OLISTICAMENTE informazioni di sistema

L’AM-Lira ovvero Allied Military Currency è stata la valuta che l’AMGOT (ndr: AMGOT è stato un organo militare deputato all’amministrazione dei territori occupati dagli Alleati durante la Seconda guerra Mondiale) mise in circolazione in Italia dopo lo sbarco in Sicilia avvenuto nella notte tra il 9 e 10 luglio del 1943.

AM-Lira: come prendere il potere e la sovranità di uno stato attraverso il controllo della moneta.

La prima stampa avvenne un mese prima dello sbarco degli alleati a Pantelleria, dove due aerei scaricarono 20 tonnellate di moneta, circa 143 mld di AM – lire stampati su carta comune [(senza nessun costo tranne quello tipografico) (NDR: esattamente come la lira italiana e l’attuale euro)].

Fu lo strumento secondo alcuni con cui gli Alleati (e la Federal Reserve) comprarono l’Italia.

Le AM-Lire vennero distribuite delle forze armate di occupazione alleata fino al 1950, ma successivamente per alleviare le voci che stavano dilagando in tutto territorio Italiano della presunta continua occupazione da parte degli USA, fu imposto alla BANCA D’ITALIA di stampare altre AM-LIRE.

Questo ordine arrivò direttamente dal governo Statunitense ed è interessante notare come la Banca d’Italia in quel momento fosse governata da un commissario speciale imposto dagli americani, i quali avevano ricostruito dal nulla sia la banca d’Italia sia il ministero del tesoro.

All’ammontare della stampa da parte della Banca d’Italia di altre AM-lire, che avvenne dal 1946 al 1950, dobbiamo sommare altri 17mld emessi dalla Forbes (ndr: fallita negli anni ’60 a “missione compiuta”). Il risultato di questa operazione fu l’aumento nel nostro Paese della quantità di moneta che superò notevolmente i 143 mld di AM-lira e fu la causa della pesante inflazione che colpì l’Italia verso la fine della seconda guerra mondiale causata della circolazione forzosa di quella carta moneta formale, di nessun valore reale.

Ovviamente l’AM-LIRA giovò agli alleati potendo comprare e stampare moneta dal valore ambiguo riuscirono ad accaparrarsi numerosi palazzi a costo zero, tra cui la stessa ambasciata americana di Roma.

L’ACCORDO:
Nel 1946 l’accordo prevedeva che alla fine dell’operazione, tutte queste AM-lire non fossero rimborsate in dollari americani, bensì garantiti da titoli del debito pubblico emessi dal Ministero del Tesoro.

Da qui si sviluppa la teoria del doppio furto o doppio addebito.

  1. L’immissione delle AM-Lire a discapito della lira a costo tipografico, che ebbe come risultato l’acquisto della penisola.
  2. La cifra dell’AM-LIRA messa in circolazione viene nuovamente addebitata al popolo italiano attraverso l’emissione di titoli di debito pubblico.

Nel 1952 infatti abbiamo una Legge dello Stato (controllato dagli alleati attraverso AMGOT) che impone al Ministero del Tesoro di distruggere le AM-Lire presenti per poi emettere un controvalore in quote di titolo del debito.

Non solo questo rappresenta il corpo principale della formazione del debito pubblico di cui oggi tanto parliamo, ma addirittura con un’operazione contabile inusuale, la Banca d’Italia fa sì che il Ministero del Tesoro riconosca al passivo del bilancio tutto l’ammontare di biglietti di stampa a corso legale che erano stati emessi durante il fascismo da Mussolini.

I biglietti di stato sarebbero dovuti rimanere debito flottante, cioè un debito inesistente, quindi si tratta di un falso passivo, come in realtà oggi è l’euro che circola, e viene comprato dagli Stati appartenenti alla Comunità Europea creando debito che non potrà mai essere rimborsato alla BCE, perché trattasi di denaro virtuale.

Questo sembrerebbe dunque un esempio dell’utilizzo del signoraggio bancario a danno del nostro Paese grazie alle AM-Lire applicato dal paese occupante con cui si acquista un Paese, per poi ri-addebitargli doppiamente il controvalore attraverso l’emissione di Titoli del Debito.

Da notare che inizialmente gli accordi dovevano essere diversi:
  • A) una parte doveva essere ripagata in lire (cosa che risultò difficile dal momento che gli alleati sequestrarono tutte le lire presenti) o attraverso la conversione delle Am-lire in lire senza emissioni di titoli del debito;
  • B) una parte doveva essere rimborsata dalla FEDERAL RESERVE attraverso i dollari, cosa che non avvenne.

Sarebbe interessante spiegare perché nessuno ne pretese e pretende il rimborso ma rischierei di fare troppa confusione.

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Occupazione silenziosa con le AM-Lire, altro che sovranità. CLICCA per aprire l'inserto

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Occupazione silenziosa con le AM-Lire, altro che sovranità
Scritto da Redazione, 3 maggio 2016

Riguardo il concetto di “sovranità monetaria” regna molta confusione, cerchiamo insieme di fare chiarezza.

Il vocabolario dell’enciclopedia Treccani al termine “sovrano” ci restituisce la seguente definizione, p.2a. «Riferito a un potere o un’autorità, che non ha altro potere o autorità da cui dipenda nell’ordinamento politico-giuridico di cui fa parte; quindi: stato s., nazione s., popolo s., che ha la sovranità».

Sovrano dunque “che sta sopra”, che non è soggetto ad altrui poteri, ossia autonomo, indipendente.

La sovranità monetaria è il mezzo attraverso il quale una nazione dirige la propria politica monetaria. Dato lo strumento occorre stabilire CHI adoperi tale strumento ed è doveroso sottolineare la vitale importanza che la sovranità monetaria riveste per un paese.

La moneta non è “solo” lo strumento attraverso il quale dare vivacità economica al paese ma, altresì, un potente mezzo di controllo politico.

«Il debito è asservimento» (David Graeber).

«Un paese che non si indebita fa rabbia agli usurai» (Ezra Pound).

«Datemi il controllo della moneta di una Nazione e me ne infischio di chi fa le Leggi» (Rotschild).

«Ci sono due modi per conquistare e sottomettere una nazione e il suo popolo. Uno è con la spada, l’altro è controllando il suo debito» (John Adams-Presidente Usa).

Va da sé, dunque, che un popolo che gode di sovranità monetaria conserva la libertà di non indebitarsi.

C’è qui da chiedersi se è vero, che prima del 1981 il popolo italiano godeva di questa libertà.

Per rispondere a tale quesito vogliamo ricordare per sommi capi quanto accadde nella notte tra il 9 e il 10 Luglio 1943 nel nostro Paese.

Forse non tutti conoscono la storia delle AM-lire, la moneta d’occupazione americana. Stampate in un primo momento negli Stati Uniti d’America e poi anche in Italia, presentava vari tagli da 1 lira fino a 500 e 1000 lire[1].

Questa cartamoneta giunse inizialmente nel nostro Paese seguendo le truppe americane entrate nel territorio italiano con lo sbarco in Sicilia.

L’AMGOT, l’Allied Military Government of Occupied Territories (Governo militare alleato dei territori occupati), fu lo strumento con cui le forze alleate occuparono i territori e l’amministrazione di Austria, Germania, Giappone, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Danimarca, Francia[2] e l’Italia, con le AM-lire, fu il primo Paese dove tale strumento venne utilizzato per sostituire la circolazione monetaria della Lira italiana, abolendone il corso forzoso, con la moneta d’occupazione distribuita dalle truppe alleate.

Fu così che un vero e proprio fiume di denaro invase il meridione senza alcun controllo né argine, portando in queste terre un indiscriminato aumento dei prezzi.

La conseguenza fu un duplice esproprio subito dai cittadini italiani, i quali vennero depredati del potere d’acquisto delle lire italiane e chiamati a farsi carico del debito scaturente dalla nuova valuta.

Pare che la prima “tiratura” fosse pari a circa 143 miliardi di AM-lire. La situazione era aggravata dalla fissazione di un cambio pari a 100 lire per dollaro americano e 400 lire per ogni sterlina inglese.

Ciò conferiva ai militari statunitensi un formidabile potere d’acquisto maturato a discapito della popolazione civile, la quale veniva risucchiata in un vortice di disperata miseria.

Ci racconta il Malaparte nel suo romanzo “La pelle” come, al domani dello sbarco alleato nella zona di Napoli, imperversassero tragiche condizioni di vita che spingevano giovani donne a vendere il proprio corpo ai militari americani per un dollaro.

Da questo turpe mercimonio, non erano esclusi neppure gli innocenti. Si stima che nel 1944 l’aumento del costo della vita giunse fino al 344,47%[3].

Per fare un esempio tra il 1945-1950 con un intero stipendio si potevano acquistare solo 15 kg di zucchero.

Questa fu la ragione principale per la quale si ebbe un parziale ritorno al baratto e alla borsa nera.

Pare che con questa valuta gli americani acquistarono diversi possedimenti nella nostra penisola, tra cui la sede dell’ambasciata americana a Roma.

La storia della moneta d’occupazione americana terminò il 30 giugno 1950, quando con il D.M. 18.2.1950 venne ritirata dalla circolazione, terminandone il corso legale e addebitandone nel contempo il prezzo ai cittadini della neonata Repubblica.

E sì, perché le AM-lire non venivano attribuite al popolo da liberare come mezzo convenzionale, ovvero libere da debito, ma venivano addebitate in cambio di titoli di Stato italiani, come sancito dalla LEGGE 28 dicembre 1952, n. 3598 “Ratifica, con modificazioni, del decreto legislativo 12 dicembre 1946, n. 441, concernente l’autorizzazione al Ministro per il tesoro a stipulare con la Banca d’Italia una convenzione per la esecuzione dell’Accordo monetario, in data 24 gennaio 1946, fra il Governo italiano ed il Governo Alleato”.[4]

Qualcuno potrebbe obiettare che godevamo di sovranità monetaria in base all’assunto: “Quando la banca d’emissione è pubblica, l’acquisto dei titoli di stato è una partita di giro, un debito verso sé stessi”.

Confutare questo assurdo è semplice:
  • Quando la banca è pubblica che motivo ha lo Stato di emettere titoli di debito per farli acquistare a sé stesso, quando potrebbe emettere moneta direttamente?
  • Se il debito è finto, perché pagarci gli interessi?
  • Se vi sono degli interessi allora quel debito non è assolutamente fittizio.
  • Non fatevi incantare da chi parla di DEBITO SOVRANO.
  • Il debito è un concetto astratto, esso non può essere sovrano rispetto a un popolo.
  • L’ Art.1 della Costituzione è la prima cosa che ricorda: “La sovranità appartiene al popolo”.
  • Il debito è uno strumento di asservimento, sempre!
  • Inoltre non è affatto vero che debitore e creditore sono la stessa persona perché debitore è lo Stato, creditore è la banca centrale e nessuna delle due “entità” è una persona.
  • E comunque i due soggetti erano ben distinti e separati già prima del 1981.
  • Ovvero, per capirci: tanto lo Stato quanto la banca sono “enti astratti di imputazione giuridica”, ove gli interessi del popolo NON vengono rappresentati.
  • L’astrazione giuridica è l’artifizio usato per evitare che il mantra del debito cada come un castello di sabbia.
  • Inoltre, se corrispondesse a verità l’assunto secondo il quale il nostro paese godeva di “Piena sovranità monetaria” almeno fino al 1981, l’emendamento discusso in assemblea costituente il 24 Ottobre del 1947 sarebbe stato approvato.[5] Esso infatti prevedeva “L’autorizzazione del parlamento a battere moneta”. A quel punto avremmo pututo dire che gli Artt. 1, 47 e 117 della Costituzione sarebbero stati applicati e rispettati. Perché, come soleva ricordare il Prof Giacinto Auriti, il contenuto della norma giuridica è duplice. Essa prevede l’interesse giuridico da tutelare e il bene giuridico da tutelare. Se manca uno di questi contenuti la norma resta, come in effetti ora è, lettera morta. Nel nostro caso se prevedi un diritto in astratto senza approntare gli strumenti che lo realizzino, è chiaro che l’impianto normativo diventa uno specchietto per allodole.
La ragione per cui chi detiene il potere politico di una nazione emette titoli di debito, obbligando il popolo a pagarne gli interessi, è solo una: il dominio, l’imperio sul popolo.

Semplicemente: prima del 1981 il popolo italiano veniva chiamato a “sacrificare” una parte del valore da lui prodotto a una classe dirigente nazionale, mentre ora è destinato a servire l’alta finanza internazionale che ha un appetito illimitato e, pertanto, una portata devastante.

Che sia una classe dirigente o un paese straniero, il debito è l’artifizio attraverso il quale arricchirsi dei valori che il popolo produce.

Per rafforzare la nostra tesi con una fonte ufficiale è sufficiente leggere quanto riportato sul sito bancaditalia.it, dove si legge: “L’accordo del 24 gennaio 1946 tra il Governo italiano e quello Alleato riconobbe alla Banca d’Italia la facoltà di emettere le Am-lire, facoltà che risulta essere solo un’alternativa acciocché queste venissero prodotte negli USA“.[6]

Infatti, il decreto legislativo 12 dicembre 1946, n. 441, firmato dal capo provvisorio dello Stato De Nicola, sancisce all’Art.1: “Al fine di dare piena esecuzione all’Accordo monetario intervenuto tra il Governo Italiano e il Governo Alleato per l’unificazione, sotto l’autorità del Governo Italiano, della circolazione della Banca d’Italia e della moneta di occupazione alleata (AM-lire), il Ministro per il tesoro è autorizzato a stipulare con la Banca stessa, riconosciuta come l’autorità b emittente di detta moneta di occupazione, una convenzione per regolare i rapporti nascenti dalla detta unificazione, e dalla somministrazione, da parte della Banca d’Italia, alle Forze armate alleate, di biglietti propri e di crediti in lire e ciò a far tempo dal 1° febbraio 1946”.[7]

È qui evidente il rapporto di sudditanza, altro che sovranità.

Nella stessa pagina del sito bancaditalia.it si riporta il “caso Staderini”, tipografia privata incaricata di stampare cartamoneta, menzionando la mancata emissione dei biglietti da 500 e 1.000 lire tipo 1944, commissionata dalla Banca d’Italia quando Luigi Einaudi ne era governatore.

L’episodio è avvenuto in seguito all’arresto di due dipendenti dello stabilimento Staderini di Roma accusati di aver falsificato la produzione di moneta[8], che in quel periodo era a tutti gli effetti moneta di occupazione.

La vicenda ci ricorda la commedia italiana che riportava spaccati di vita italiana dell’epoca, con pellicole come “La banda degli onesti” e “la saggezza dei governatori delle banche centrali”.

Tutto ciò ci rammenta quanto soleva dire il Prof. Giacinto Auriti:

«A noi non interessa che l’emissione avvenga da parte di un’organizzazione pubblica o privata, a noi interessa di chi sia la Proprietà della moneta».

Cioè interessa che la produzione di moneta non avvenga contro debito e che la moneta non sia della tipografia (pubblica o privata) ma del popolo.

Di recente l’on. Paolo Ferrero, Ministro della solidarietà sociale del Governo Prodi II dal 17 maggio 2006 all’8 maggio 2008, segretario di Rifondazione Comunista dal 27 luglio 2008, ha dichiarato: «Per questo noi proponiamo che la Banca Centrale sia pubblica e presti i soldi agli Stati».

Prestiti, ovvero debito, debito e ancora debito, le provano tutte.

Ora tentano di confondere la gente paragonando goffamente e surrettiziamente la proprietà popolare della moneta con l’helicopter money di Milton Friedman.

Ma occorre tenere a mente che tra proprietà e possesso la differenza è sostanziale.

Ciò che davvero libererebbe i popoli dal martirio del debito è una corretta emissione monetaria.

Occorre cioè tenere distinto momento dell’emissione da quello della circolazione.

La moneta nasce come simbolo di costo nullo e assume valore SOLO quando inizia a circolare, inglobando potere d’acquisto.

Per questo motivo non ci stancheremo di chiedere la fine del capitalismo, partendo dalla radice del male.

Occorre cioè che ogni popolo sia riconosciuto proprietario della sua moneta e riacquisti la dovuta dignità.

Scritto da: Redazione – Scuola Studi Giuridici e Monetari “Giacinto Auriti
(citare la fonte in caso di diffusione)

Note

______________________________
[1] Emissioni Banca D’Italia,
https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/musei-collezioni/museo-banconota/emissioni/index.html#5, 05/2016.
[2] Les billets de banque de l’Amgot,
http://web.archive.org/web/20051112214405/http://www.memorial.fr/archives/collec_obj_hist_2.asp, 05/2016.
[3] Inflazione. Costo della vita nel corso di 140 anni, http://cronologia.leonardo.it/inflazio.htm, 05/2016.
[4] LEGGE 28 dicembre 1952, n. 3598,
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/carica DettaglioAtto/originario;jsessionid=mShVYmFl5h0PduZ8+B6GaQ__.ntc-as3-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1953-01-20&atto.codiceRedazionale=052U3598&elenco30giorni=false, 05/2016.
[5] Sara Lapico, Scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti, La Costituente rifiutò di inserire la Sovranità Monetaria,
http://www.giacintoauriti.eu/notizie/131-la-costituente-rifiuto-di-inserire-la-sovranita-monetaria.html, 05/2016.
[6] Emissioni Banca D’Italia, op.cit., nota [1].
[7] DECRETO LEGISLATIVO DEL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO 12 dicembre 1946, n. 441,
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1946/12/23/046U0441, 05/2016.
[8] Gianni Graziosi, Mille lire al mese, http://www.panorama-numismatico.com/wp-content/uploads/mille-lire.pdf, 05/2016.
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Monete come armi: le AM-Lire nel Sud. CLICCA per aprire l'inserto

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Monete come armi: le AM-Lire nel Sud

Nella travagliata storia del meridione pochi eventi hanno comportato, nel breve volgere di due anni, tante dannose conseguenze come l’introduzione delle AM-Lire da parte dei “liberatori” nel 1943.

di Antonio Martino – 19 marzo 2015

Antonio Martino

Le responsabilità fondamentali dell’euro nell’attuale crisi economica sono volutamente nascoste e alterate dalla grancassa della propaganda ufficiale, nonostante emergano in maniera crescente le prove, i documenti, le analisi, che evidenziano l’insostenibilità della valuta unica. La moneta, nel caso europeo, non svolge soltanto un naturale compito economico, bensì è stata concepita e strutturata in maniera tale da divenire un formidabile strumento politico in mano ai burocrati di Bruxelles, in grado di distruggere ogni residua forma di sovranità e giustizia sociale nel continente. Tutto ciò non è una novità: nell’immensa danza macabra che fu la Seconda Guerra Mondiale, il nostro Paese visse tragicamente in prima persona gli effetti devastanti d’una moneta imposta e distruttrice, l’AM-Lira.

Stampate in America a partire dal luglio 1942, furono introdotte nei territori del Sud occupati dopo lo Sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943, in tagli da 1,2,5,10,50,100,500 e 1000, senza minimamente curarsi della situazione monetaria italiana dell’epoca. Al 1943 nel Regno circolavano 90 miliardi di lire in denaro contante, mentre l’inflazione era tenuta tenacemente sotto controllo dal Regime fascista, che al contempo si premurava di perseguitare il mercato clandestino delle merci (la famosa borsa nera). Il potere d’acquisto della lira s’era quindi mantenuto costante grazie al calmieramento dei beni di prima necessità.

Le AM-Lire furono diffuse senza alcun criterio: sostituite d’ufficio alle Lire Italiane, vennero immesse nel Sud in quantità mostruose (oltre 167 miliardi in due anni nel territorio del solo Regno del Sud), provocando una crescita abnorme del costo della vita. La linea Gotica, che divise la Penisola in due, limitò gli effetti di questa enorme sciagura al martoriato Meridione, caduto in uno stato di miseria, degrado, asservimento, disperazione, veramente tragico. Per ottenere AM-Lire, bisognava necessariamente commerciare con i soldati yankee, con conseguenze vergognose, efficacemente descritte da Curzio Malaparte nel romanzo “La Pelle”: «Non avrei mai creduto che la fame potesse giungere a tanto … se oggi a Napoli si vendono bambini … si vedono uomini che offrono mogli, figlie, sorelle alle truppe americane… normali padri di famiglia che si trasformano in contrabbandieri, spacciatori, rapinatori».

Il dominio angloamericano comportò, come si sa, la resurrezione delle mafie insieme al diffondersi del malaffare, della malavita, della corruzione, uniche vie di fuga per un popolo vinto, affamato e umiliato. Alla fine del 1944, nel Regno del Sud occupato dagli Alleati, il carovita aveva avuto un aumento di oltre il 400 per cento rispetto al 1942. Nella RSI, invece, la lira era rimasta in vigore nonostante la volontà tedesca di imporre i Marchi d’Occupazione, con la conseguenza che il potere d’acquisto e l’economia degli italiani del nord era enormemente superiore rispetto agli sventurati connazionali del Mezzogiorno, tanto che, alla fine delle ostilità in Italia, la Repubblica Sociale poteva vantare un attivo di bilancio di oltre 20 miliardi, grazie all’opera del sistema bancario e del Ministro delle Finanze Giampietro.

Alla conclusione del conflitto, le AM Lire continuarono a circolare utilizzate a fianco della valuta italiana.

Furono infine ritirate definitivamente nel 1950, a spese della neonata Repubblica, che dovette coprire il valore del contante ritirato con l’emissione di titoli di Stato, aumentando il debito pubblico nazionale. Le AM-Lire contribuirono enormemente ad allargare lo svantaggio del Sud nei confronti delle regioni settentrionali del Paese: l’iperinflazione del 43-45 terminò l’opera distruttrice che i bombardamenti e la guerra avevano iniziato, segnando per sempre l’Italia del Sud, dimostrando, ancora una volta, l’importanza primaria della sovranità monetaria in una Nazione indipendente.

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S.AU.S. : ScuolaAuritianaSimec

La missione di S.AU.S.TV è di diffondere al grande pubblico la scoperta del VALORE INDOTTO della MONETA teorizzata e formalizzata dall’emerito Professore Giacinto Auriti nei propri scritti e nell’esperimento del SIMEC.

Conformemente allo spirito e alla volontà del Professore, questo canale mette a disposizione gratuitamente, a chiunque ne voglia fruire, i video del Professore Giacinto Auriti, le interviste correlate i commenti relativi a fatti risalenti anche all’epoca della circolazione del SIMEC, ma nonostante ciò ancora attuali, dal momento che tali problemi non sono mai stati ancora affrontati nell’ottica della concezione della MONETA PROPRIETA’ del PORTATORE, a nostro parere, l’unico strumento capace non solo di risolverli ma anche di permettere di far vivere tutti in modo decoroso.

In onore della lunga e fruttuosa carriera del Professore Giacinto Auriti, da questo canale nasce la proposta di mettere in contatto e riunire colleghi d’ insegnamento, studenti e gente comune che assieme al Professore ha condiviso e condivide l’ideale di diritto e giustizia rappresentato e incorporato dalla MONETA PROPRIETA’ del PORTATORE.

A tal fine suggeriamo il sito http://www.setedigiustizia.org e questa pagina di Facebook come strumento di dibattito e discussione, http://www.facebook.com/pages/Sete-di-Giustizia/143004275740043?v=wal insieme possono essere un valido mezzo per il dialogo tra le persone che si avvicinano o che già conoscono queste tematiche ormai di vitale importanza.

Come lo stesso professore Auriti ha chiaramente spiegato nei suoi vari interventi, fenomeni come la morte di ben oltre 50 milioni di uomini all’anno per fame, malattie, disperazione, disoccupazione, delinquenza, immigrazione, emigrazione e declino occidentale, sono direttamente riconducibili alla piaga della moneta-debito, messa in opera dal sistema usurocratico tramite la Banca Centrale privata, a proprio unico e solo vantaggio, attraverso il disumano meccanismo del signoraggio bancario, con cui viene emessa moneta cartacea dal nulla prestandola e addebitandola alla comunità per il valore nominale.

Siamo sempre più consapevoli che solo con la MONETA PROPRIETA’ del PORTATORE possiamo disporre dello strumento risolutivo per mettere fine a questo scempio tanto grave quanto raramente riconosciuto e tantomeno ricondotto alla sua causa prima, che è monetaria.

Non a caso il nome di questo canale SAUS Scuola Auritiana Simec coincide con la sigla del sindacato fondato da G.Auriti S.A.US. (S.indacato A.nti US.ura ) il Professore Giacinto Auriti che ne era il segretario generale, fino al 2004 ha partecipato a molte conferenze, convegni, ed ha avuto modo di dare molte lezioni pubbliche in gran parte delle regioni d’Italia su questi fenomeni, se avete dei video inviateceli, li inseriremo in questa sezione http://www.youtube.com/user/sausTVmiscellanea

Oggi questo spazio WEB fornisce un’occasione importante, per cui invitiamo tutti a riflettere e ad agire, dal momento che chi sa e non fa nulla commette una grave omissione.

Diamo vitalità a questo movimento, occorrono uomini e donne di Buona Volontà, contribuisci anche Tu.

NOI SIAMO PER LA PROPRIETÀ POPOLARE DELLA MONETA.

– Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola ai cittadini.

Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata ad ognuno come ” REDDITO di CITTADINANZA “.

DISEGNO DI LEGGE N°1282 SENATO XII LEGISLATURA
DIS. LEGGE N°1889 SENATO XIII LEGISLATURA
Disegno di Legge proposto dal Sindacato Anti USura
Segretario Generale avv. prof. Giacinto Auriti

Info: http://www.simec.org

Per SAUS TV clicca quì http://www.youtube.com/user/ScuolaAuritianaSimec

LA FASE PIÙ CRITICA NELLA STORIA DELL’UMANITÀ.

(Non mi spendo per un libro qualunque).

Ognuno crede di sapere cosa sia giusto o sbagliato, cosa sia bene o male, quali siano le soluzioni migliori ai problemi del mondo … è vero che le nostre scelte determinano il nostro destino, ma è ancor più vero che per esercitare le scelte migliori, bisogna conoscere almeno un po’ come stanno veramente le cose. Qualunque persona di media consapevolezza si dovrebbe rendere conto che i media (TV, stampa, radio, mezzi di comunicazione di massa) non ce la raccontano per niente giusta. Si percepisce chiaramente che la menzogna, ancora più la mistificazione, regnano sovrane nel mondo dell’informazione e ci inducono a scelte dannose e controproducenti per tutta l’umanità. A guadagnarci sono sempre i soliti (ig)noti.
Chiunque tenga davvero a contribuire alla costruzione di un mondo migliore, non dovrebbe esimersi dalla lettura di questo libro, lo raccomando con tutto il cuore. Solo dopo l’accesso a questa conoscenza, ci si può ritenere in grado di valutare le proprie scelte con maggiore libertà e con maggiore conoscenza di causa.

Grazie, vi prego davvero con tutto il cuore di leggerlo, per il bene di tutta l’umanità.
diinabandhu sevananda

l-inganno-della-percezione-libro-87075L’Imbroglio della Realtà e l’Inganno della Percezione – Libro
Le più complete rivelazioni sull’esistenza umana mai scritte prima d’ora
David Icke

Il capolavoro di David Icke
Un libro che cambierà il mondo

Tra manipolazione occulta e stirpi ibride non umane, David Icke ci conduce al risveglio della consapevolezza.

David Icke, l’autore più controverso al mondo, ha trascorso l’ultimo quarto di secolo indagando i segreti dell’Universo e cercando di discernere le forze occulte che manipolano la nostra realtà. Ciò che prima era considerato ridicolo e superato viene ora finalmente riconosciuto come autorevole, così come Icke, figura fino a qualche tempo fa ridicolizzata, è oggi considerato un precursore dei nostri tempi.

In quest’opera di 435.000 parole, 1.000 pagine e più di 800 illustrazioni, Icke ci regala una vita di ricerche e intuizioni riguardo alla nostra realtà simulata, all’universo olografico e alle forze occulte non-umane che stanno manipolando la vita umana attraverso stirpi consanguinee di ibridi che riducono la nostra società in uno stato orwelliano di totale controllo e sottomissione.

Ciò che Icke illustra, attraverso una vasta gamma di soggetti, persone ed eventi, sempre interconnessi tra loro, è quella consapevolezza che fornisce all’umanità gli strumenti per fermare il dilagare di questo incubo e per riportare il mondo a ciò che era originariamente e che sarà di nuovo: un luogo d’amore, armonia, pace e consapevolezza illuminata.

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