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21 ottobre 1990, il Mahaprayan di Shrii Shrii Anandamurti

21 ottobre 1990
Il Mahaprayan di Shrii Shrii Anandamurti

Dalla chat whatsapp “LibereMentInForma“, condivido un bellissimo ricordo postato dall’amico fraterno Michele, con il quale condivido oltre 20 anni di ricerca e cammino spirituale.
Questo suo ricordo ha ricolmato il mio cuore di gioia, beatitudine e gratitudine.
Grazie Grazie Grazie.
diinabandhu sevananda

08-11-1969. Shrii Shrii Anandamurtiji in Jaipur Airport

Michele – 21 ottobre 2017, ore 23:06

Shrii Shrii Anandamurti, incarnazione della Coscienza Cosmica.

Oggi è la ricorrenza del Mahaprayan (grande dipartita) di un Grande Essere, una manifestazione della Coscienza Suprema, Shrii Shrii Anandamurtiji che ha lasciato il corpo il 21 ottobre 1990. Lui ha acceso nel cuore di me e Danilo il desiderio di essere uno con Dio, ci ha guidato in una parte del nostro cammino e ci ha condotto ad incontrare AmmaBhagavan. Grazie Baba, dopo di Te ci hai affidato nelle mani del Divino che sta trasformando le nostre vite.

Michele – 21 ottobre 2017, ore 23:08

Questo è il Suo ultimissimo messaggio che ha lasciato sul tavolo prima di lasciarci, il 21 Ottobre 1990, alle ore 15:30 circa – ora locale di Calcutta‬.

«Voi siete i mini Baba Io non sono questo corpo fisico, questo corpo fisico non è me.
Se vuoi conoscermi compi la mia missione, servi l’umanità.
Perché io ho immerso me stesso nella mia missione.
Io rimango con voi perché vi amo.
Io sono nel vostro cuore e voi siete nel mio cuore».

Danilo – 22 ottobre 2017, ore 00:11

Grazie Baba, Grazie AmmaBhagavan, Grazie Luce Suprema, Sfera Dorata, Tutto ciò che È, grazie Michele per aver ricordato.
Ricordo bene, dopo la preiniziazione, il terrore del piccolo sé che realizzò la sua dissoluzione nell’Uno, interpretandola come la fine definitiva della sua esistenza.
Ci vollero giorni e giorni affinché egli comprendesse che la meta finale non era la sua morte, ma la sua espansione nell’Infinito. Oggi potrei definirla come fusione, realizzazione, nel Sé Cosmico.

Michele – 22 ottobre 2017, ore 21:01

Aprire il proprio cuore ad un vero maestro è una benedizione inimmaginabile.

«Sono con voi ora come quando non sarò in questo corpo, con l’unica differenza che ora sono presente in un corpo, allora sarò presente senza corpo. Adesso sono a vostra disposizione sono incarnato, prigioniero di una particolare struttura e conformazione. Quando questa struttura perirà, sarò qui nel vento, nel soave profumo dei fiori, nello scintillio degli astri, nello sciabordio dei ruscelli, nel sorriso dei neonati, nelle onde dell’Oceano Cosmico; e se mi avrete amato, se vi sarete affidati a me, mi sentirete in mille e uno modi. Io ho un obbligo con tutti coloro che mi hanno amato e che hanno ricevuto il mio amore. Nelle ore silenziose dell’essere, sentirete la mia presenza all’improvviso. Non avrete bisogno di andare a cercarmi. Ovunque sarete … mi troverete nel vostro cuore, nello stesso battito del vostro cuore». Bàbà, 11 ottobre 1990

Archivio Storico LiberaMenteServo – Shrii Shrii Anandamurti

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Shrii Shrii Anandamurti

Shrii Shrii Anandamurti

Sin dai primi anni della sua infanzia nel Bihar, stato dell’India dove è nato nel 1921, P.R. Sarkar ha attratto gli altri grazie al suo profondo amore per l’umanità e li ha guidati lungo la via dell’autorealizzazione. Adattando l’antica scienza del Tantra Yoga ai bisogni della nostra epoca, egli ha sviluppato una filosofia scientifica e razionale e un sistema di discipline pratiche per lo sviluppo fisico, mentale e spirituale. I suoi discepoli, riconosciutolo come un maestro spirituale realizzato, lo hanno chiamato «Shrii Shrii Ánandamúrti» cioè «colui che attrae gli altri impersonando la beatitudine» ma si rivolgevano a lui chiamandolo semplicemente «Baba», padre. 

Coloro che hanno seguito i suoi insegnamenti hanno visto la loro vita trasformarsi via via che superavano le debolezze e le tendenze negative della mente e sperimentavano la pace e la beatitudine interiori: ispirati dal suo esempio di altruismo, essi hanno rivolto la loro energia al servizio della società e all’elevazione degli oppressi.

Nel 1955, mentre ancora conduceva una normale vita di famiglia e lavorava per le ferrovie, P.R. Sarkar fondò l’organizzazione Ánanda Márga (il sentiero della beatitudine) e incominciò a formare monaci e laici che diffondessero i suoi insegnamenti per «l’autorealizzazione e il servizio all’umanità» in tutta l’India e poi nel resto del mondo. L’Ánanda Márga, volendo riflettere l’ampiezza della visione universale del suo fondatore, è diventata un’organizzazione con molte sfaccettature, che si dedica all’elevazione dell’umanità in varie forme e in vari ambiti in particolare attraverso attività di servizio sociale e di soccorso in caso di calamità, e promuovendo l’istruzione, l’arte, la rinascita intellettuale, una visione ecologicamente compatibile dello sviluppo e un’economia basata su principi umanistici.

Nel campo dell’ecologia e della coscienza ambientale, Sarkar ha proposto la filosofia del Neoumanesimo, estendendo lo spirito dell’umanesimo fino ad includere l’amore per gli animali, le piante e gli oggetti inanimati; ha iniziato un programma globale di scambi di piante per la salvaguardia e la diffusione di migliaia di specie di piante in tutto il mondo; ha dato avvio, nei centri Ánanda Márga di varie parti del mondo, alla costruzione di riserve per la protezione degli animali.

Nell’ambito della filologia e della linguistica, P.R. Sarkar ha scritto diversi volumi sulle lingue bengali e sanscrita: spiegando l’evoluzione dell’alfabeto, delle parole e di frasi idiomatiche di queste due lingue, ha gettato luce sulle espressioni di tutte le lingue indiane, sull’evoluzione delle lingue indoeuropee e sulle tradizioni culturali ed esse legate, con intuizioni innovative che continuano a suscitare l’interesse degli studiosi.

Nel campo della scienza, nel 1986, Sarkar ha introdotto la teoria dei Microvitum: in una serie di discorsi egli ha sostenuto che gli elementi basilari della vita sono i Microvitum, emanazioni di pura coscienza, portando così una rivoluzione concettuale alla base stessa delle teorie fisiche e biologiche. La Teoria dei microvitum crea un legame fra il mondo della percezione e quello della concezione: approfondendo le loro ricerche in questo senso, le varie discipline della fisica, della biologia e della matematica si fonderanno in un’unica scienza per comprendere la reale natura dell’universo.

Nel campo della musica, della letteratura e dell’arte Sarkar ha esortato gli artisti a non seguire la filosofia che vede l’arte come fine a se stessa «arte per il gusto dell’arte», ma li ha incitati a fare della loro arte un servizio svolto per dare felicità e ha dato delle linee guida per raggiungere questo scopo. Ha scritto trattati filosofici, ma anche storie per bambini, opere di narrativa e teatrali. Dal 1982 fino al giorno della sua morte avvenuta nell’Ottobre del 1990 ha composto 5018 canzoni conosciute con il nome di Prabhat Samgiita (Canzoni della nuova era). Queste bellissime canzoni, che esprimono l’universalità delle manifestazioni spirituali dell’uomo, sono state scritte, per la maggior parte, nella sua lingua madre, il bengali: sono state apprezzate e lodate da molti eruditi bengalesi per le loro espressioni poetiche e simboliche.

Per il benessere dell’intera società Sarkar ha proposto la teoria del PROUT (Teoria dell’Utilizzazione PROgressiva) che sostiene la massima utilizzazione e la razionale distribuzione di tutte le risorse e le potenzialità del mondo fisico, mentale e spirituale e la creazione di un ordine sociale basato sui principi di armonia e giustizia.

La sua inflessibilità morale contro la corruzione e lo sfruttamento e la sua richiesta di giustizia sociale hanno provocato l’opposizione di persone con interessi diversi, in particolare del partito comunista dell’India che domina la vita polita del Bengala: il risultato è stata la persecuzione dell’Ánanda Márga e l’arresto di Sarkar nel 1971 con false accuse. Durante setti anni di ingiusta prigionia, è sopravvissuto ad un tentativo di avvelenamento messo in atto dalle guardie del carcere e, per protesta, ha digiunato a liquidi per i successivi cinque anni e mezzo. Prosciolto da ogni accusa dalla Corte Suprema, fu rilasciato nel 1978 e da allora fino al giorno in cui ha lasciato il corpo nel 1990, ha guidato la rapida espansione della sua missione in tutto il mondo.

La cosa più importante è che ha insegnato ai suoi discepoli la collaudata scienza del Tantra e dello e che ha adattato queste pratiche ai bisogni degli esseri umani del nostro tempo. Queste pratiche spirituali insieme con la profonda e vasta filosofia spirituale forniscono all’Ánanda Márga ispirazione ed energia per continuare sulla strada tracciata dal suo fondatore.

Fonte/Link attivo

Il simbolo del Pratik

Il significato profondo del Tantra Yoga

Non vi è nulla di più facile da controllare di una persona infelice che vive nella paura.
Non vi è nulla di più incontrollabile di una persona felice che vive nell’Entusiasmo.

Il simbolo del Pratik

Il simbolo del Pratik

Il Pratik rappresenta l’intera filosofia e pratica del Tantra Yoga, riadattata secondo tempo, luogo e circostanze dal filosofo ed attivista sociale P.R. Sarkar (conosciuto come Guru Tantrico Shrii Shrii Anandamurti).

È composto da più simboli.
  • La stella a 6 punte, è un simbolo molto antico di origine indiana ed è formata da 2 triangoli sovraesposti. Il triangolo con la punta verso il basso rappresenta la conoscenza, la ricerca interiore per la realizzazione della propria Reale Identità attraverso la meditazione; il triangolo con la punta in alto rappresenta l’azione, il flusso esteriore, energia attraverso il servizio all’umanità e a tutti gli esseri viventi dell’universo (Neo Umanesimo).
  • Il giusto equilibrio tra queste 2 dimensioni porta al progresso spirituale (e pertanto a quello fisico e mentale), simboleggiato dal sole nascente.
  • La svastica, un altro simbolo antichissimo, indica la meta dell’aspirante: la Vittoria spirituale, la realizzazione del Sè Supremo. La svastica è forse uno dei simboli più antichi che l’umanità conosca, appare nella simbologia di molte culture e in India é considerata un simbolo sacro da migliaia di anni e rappresenta la vittoria spirituale, la realizzazione del Sè Supremo. Inoltre indica il movimento della Kulakundalinii, l’energia divina sita nel plesso psichico della radice, il Muladhara Cakra.

Il significato profondo del Tantra Yoga

In occidente si ha l’erronea credenza che il Tantra sia una pratica a sfondo sessuale. Anche in oriente, tra i più, vi è l’errata interpretazione secondo cui il Tantra è solo un’insieme di pratiche esoteriche svolte nei cimiteri/crematori da quelle persone che vogliono i “poteri occulti” per esercitarli a loro piacere ed ottenere cose mondane. Questo tipo di Sadhana, fatto per lo più da ciarlatani per ottenere denaro, è esteriore ed è chiamata Avidya Tantra (tantra dell’ignoranza). Vidya Tantra, invece, è il Tantra della conoscenza e comprende quelle pratiche interiori la cui meta è l’autorealizzazione della propria Reale Identità.

Gli etimi sono importanti per spiegare le paroleTAN significa “espansione“; TRA “ciò che libera“. TA è inoltre la radice acustica del principio statico denominato in sanscrito Tamas.

Il Tantra Shastra, una raccolta molto antica di aforismi sulla pratica del culto spirituale, definisce così lo Yoga: «Sam’yoga ityukto jiivatma Paramatmanah». Ossia «Quando la coscienza unitaria (microcosmo) diviene Uno con la Coscienza Cosmica (Macrocosmo), questo stato di unione è detto Yoga». Pertanto possiamo tradurre Yoga Tantra con “ciò che libera dalle proprie limitazioni attraverso un processo di espansione e porta ad essere Uno con la Coscienza Cosmica infinita“.

Nello Yoga Tantra dell’Ananda Marga, oltre alle Asana’s (posizioni yoga) e ad una bilanciata dieta senziente (latteo-vegetariana o vegana, a seconda della propria coscienza), è la meditazione il perno attorno al quale ruota la pratica.

Questo processo di espansione avviene tramite delle visualizzazioni (Shuddi) che servono per “ritirare” i sensi e la mente per focalizzare l’attenzione e la concentrazione verso un unico punto tramite il Mantra personale (I’sta Mantra).

Il significato di Mantra è “Ciò che libera la mente” (Manas = mente; Tra = ciò che libera).

P.R. Sarkar, conosciuto pure con il nome di Shrii Shrii Anandamurti, ha riadattato l’antica scienza spirituale del Tantra Yoga ai giorni nostri ed ha fondato, nel 1955, l’Ananda Marga Pracharaka Samgha.

Il fondamento ideologico dell’Ananda Marga, dal sanscrito “Sentiero della Beatitudine“, si basa sulla teoria che il totale potenziale umano può essere raggiunto attraverso un percorso di crescita interiore e servizio alla società, rispettando ogni forma di vita (minerale, vegetale, animale ed umana).

Il Kiirtan: Bàbànam Kevalam

il mahamantra

Baba means “My most beloved One”, Nam means “name of” or “to identify with”, and Kevalam means “only”. The meaning of the mantra is “My most Beloved is the only One.” The ideation is: “Everywhere I look, in everything I hear, feel, see, taste and smell, I perceive that one Supreme Consciousness which pervades all things.”

BABANAM KEVALAM
The whole Universe is an expression of Cosmic Consciousness.

«Insieme agli ostacoli, ci saranno anche alcune forze che vi assisteranno. Qualunque difficoltà mondana potrebbe ostacolare il vostro percorso; la migliore forza positiva o ausiliaria è kiirtana. Kiirtana aiuta un devoto ad accelerare la velocità verso il centro dell’universo. Kiirtana vi aiuterà in tutte le circostanze; se si presenta qualche problema mentale, kiirtana ti aiuterà».
Shrii Shrii Anandamurti

Bàbànam Kevalam – Tutto è Infinito Amore.

Chi non ha ancora ricevuto il proprio mantra personale può ripetere mentalmente il mantra universale in lingua sanscrita BABA NAM KEVALAM. L’ideazione più profonda di questo mantra è: «Ovunque io guardi, ogni cosa io senta, assaggi, odori, percepisca, è espressione di questa Coscienza Cosmica che pervade tutto, che può essere riassunto in “L’AMORE E’ OVUNQUE”».

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